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Metal o non metal, questo non è più il mio problema?

Stiamo viaggiando verso una meta, una qualsiasi, all’interno della penisola, ma abbastanza vicini alla costa da poterla ammirare saliti sulla prima altura. Il mare mi fa schifo, ma non posso vivere senza il mare all’orizzonte.

I Summoning urlano attraverso le casse dello stereo, la testa scapoccia, la gola si graffia e le mani imitano riff in corde fatte d’aria.

Dopo due e passa anni scorsi a disintossicarmi dal metal, limitandolo ai soli concerti, qualche ascolto sporiadico, puntando sullo sperimentalismo estremo, qualcosa di punk, e fanculo i metallari perché non voglio essere metallaro, le tue diamine d’origini non possono fare a meno di tornare a galla, romperti i coglioni come le radici d’un albero che spaccano l’asfalto.

Dalla disintossicazione alla rintossicazione, come un drogato che riassapora il crack dopo anni con la pipetta annerita nella specchiera. Non puoi pretendere di smettere, se il male di vivere è sempre presente in una specchiera, ogni giorno, ogni mattina, ogni momento. Ti chiama e ti perseguita come un demone.

Ma perché poi m’ero voluto disintossicare? La stanchezza dell’ennesimo album che lordava le mie orecchie, uno dei dieci usciti oggi, dei cento ‘sto mese, dei mille questo anno, passato a fare cernita tra il meglio e il peggio, perché basta una scheda audio decente e sono tutti musicisti. I grandi nomi scocciano, perché sono grandi appunto, non sono reali abbastanza, e chi calca l’underground è troppo vero. Un pubblico saccente che ti fa schifare la tua stessa passione, perché in fondo ti devi sempre muovere al contrario della massa. Ma la massa si muove in ogni direzione, e fattene una ragione: il mondo non finirà domani come molti feticisti biblici annunciano, goditi quello che ti piace.

Il death metal però quasi non lo sopporto più. Perché come mi disse un’amico ‘io ste produzioni pulite non le sopporto più’. E qui si scoperchia il vaso di pandora amici miei, perché è meglio un album death metal lercio o uno pulitino progressivo al cazzo? Oh, non voglio certo il disco sporco come il pene di quel tipo in quel porno con tutta la sborra invecchiata d’un mese attorno al glande che la tipa lecca con una smorfia allegra. (Ma che cazzo di film vedo?)

E ti ossessioni quindi con qualcosa di nuovo, per fare l’alternativo forse, perché vuoi essere l’alternativo certo, o forse vuoi solo urlare la rabbia che hai dentro.

Vi ho mai detto che le mie origini ‘Extreme’ metal sono partite proprio col black metal? E certo, perché come tutti ho ascoltato i classici heavy per intenderci, pur non avendoci trovato niente di eclatante, considerando ancora oggi sopravvalutati i nomi che puoi vedere sulla maglia del poser di turno. Che in fondo poi nasciamo tutti poser, ma nessuno avrà mai il coraggio di ammetterlo, perché quando io ascoltavo gruppo X ero l’unico in un paese di poche anime e venivo insultato dai miei compagni di scuola. Certo solo io ascoltavo i Manowar col mio amico sul pullman e non fotteva una sega a nessuno.

E non si può sfuggire comunque ai propri demoni, che abbiano la forma d’una pipetta, una cartina rollata o un disco impolverato.

Dopo anni passato a dire ‘no’ ora dico ‘forse’.

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