Editoriali Pascolando

I Toto – Storia di successi e di maledizioni

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I Toto si formano a Los Angeles come sestetto e sono rispettivamente: David Paich (voce e tastiere), Steve Lukather (voce e chitarra), Bobby Kimball (cantante), David Hungate (basso), Steve (tastiere) e Jeff Porcaro (batteria).

Il gruppo prende il nome dal cagnolino del Mago di Oz, esatto. Jeff ha da poco finito di vederne la trasposizione cinematografica e decide di adottare quel nome in via provvisoria per i primi demo.

Hungate poi fa notare agli altri che Toto, in latino, significa “tutto” e per la band è l’ideale, visto che l’intenzione dei sei strabilianti musicisti è proprio quella di inglobare tutta la musica esistente nei propri dischi. Il primo album ufficiale esce quindi con il nome Toto, è del 1978 e il singolo Hold The Line scala le classifiche con la facilità di un gatto selvatico. Georgy Porgy e il rock arena di I’ll Supply The Love arrotondano le cifre delle vendite ai due milioni di copie complessivi.

L’anno successivo, durante il tour in Giappone, i Toto scoprono con sommo divertimento che nel Sol Levante la più famosa ditta di cessi del paese si chiama Toto.

L’album Hydra esce alla fine del ’79 ma non ripete l’exploit dell’esordio, diventando comunque disco d’oro e il terzo Turn Back, più incentrato sui suoni delle chitarre e sperimentale, è un flop in America.

Toto IV

Così la band decide di non supportarlo e concentrarsi sulla realizzazione di un nuovo disco in grado di ricondurla ai livelli di del passato. Nonostante lo credano davvero in pochi Toto IV (1982) si rivela uno dei dischi più venduti degli anni 80.

Rossana, Make Believe, Africa sono i picchi massimi di un lavoro perfetto, senza cedimenti. La band è in stato di grazia e collabora anche con Michael Jackson e il suo Thriller, componendo e incidendo le canzoni Human Nature e Beat It.

Durante la lavorazione del successore di IV c’è da risolvere però un serio problema: Kimball è sempre più allo sbando per via dell’abuso di droghe e alcol. Così i Toto finiscono per doverlo allontanare. Il suo sostituto si chiama Dennis “Fergie” Frederiksen.

Il nuovo singer se la cava benissimo in Isolation, accompagnando la band anche in tour. Quando però è il momento di dare il via al nuovo album, non viene riconvermato per le sue grosse difficoltà in studio di registrazione.

I Toto e i cantanti

E così ecco reclutato lo sconosciuto Joseph Williams, figlio del famoso compositore di colonne sonore John. Il nuovo album esce nel 1986 e risulta più leggero rispetto al solito. Vanta partecipazioni di prestigio: Mile Davis che suona la tromba nel brano Don’t Stop Me Now .

Nonostante questo e il successo del singolo I’ll Be Over You il disco vende poco e alla fine del relativo tour di supporto, Steve Porcaro lascia il gruppo e si dedica alla carriera di compositore.

I Toto decidono di non sostituirlo restando in cinque e The Seventh One (1988) grazie ai brani Pamela e Stop Loving You si rivela il disco di maggior successo dopo IV.

Alla fine del tour trionfale la band però decide di proseguire con il balletto dei cantanti licenziando Joseph Williams, a causa dei suoi sempre più frequenti cali di voce dovuti in gran parte alle droghe.

Ancora cantanti

Per i quattro brani inediti della raccolta Past To Present, Jeff Porcaro cede alle richieste della casa discografica che suggerisce tale John Michael Byron come nuovo front-man.

Il tipo è bravissimo ma durante le prime uscite dal vivo il pubblico sembra non gradire l’ennesimo cambio di frontman. Inoltre si era parlato di un ritorno di Kimball in formazione.

Lo stile di Byron inoltre non si sposa bene con quello dei Toto. Come se non bastasse tra lui e Lukather nascono quasi da subito degli attriti. Stanchi di cambiare vocalist, dopo l’ennesimo fallimento, è proprio il chitarrista a decidere di farsi avanti al microfono.

Durante i lavori del nuovo album Kingdom Of Desire, Jeff Porcaro muore in circostanze mai chiarite. La versione ufficiale è un arresto cardiaco dovuto all’uso di certi pesticidi da giardino che il batterista avrebbe usato nella sua villa di Los Angeles. Altre voci parlano invece di un’overdose da coca di cui il batterista pare sia stato un ghiotto consumatore.

Il dopo Porcaro

I Toto, rimasti all’improvviso orfani di Jeff non riescono a pensare di andare avanti e meditano lo scioglimento. È la famiglia di Porcaro a incoraggiare i rimasti a non mollare.

I Toto si imbarcano così in un tour con Simon Phillips alla batteria. Da alcuni di quei concerti la Columbia trae un album dal vivo: Absolutely Live. La band prima di congedarsi per una pausa di riflessione organizza un tributo a Jeff sempre a Los Angeles. Vi prendono parte numerosi ospiti di prestigio, da Eddie Van Halen a George Harrison.

Nel 1995 i Toto tornano in corsa con il disco Tambu che ottiene un buon successo grazie al singolo I Will Remember. Due anni più tardi Kimball rientra in formazione.

Tra dischi di mestiere e tour celebrativi, il gruppo ancora oggi amministra agevolmente il patrimonio accumulato in trent’anni di grande popolarità.

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