Editoriali Pascolando

Chi sei davvero?

Chi sei davvero?
Chi c’è là dentro?
Ti sei sempre chiesto chi c’è là fuori, chi sei per gli altri… Ma chi sei per te? Tu.
Dici di non amare il prossimo.
Dici che non ti importa del successo.
Dici che non ti importa dei premi.
Dici che non ti importa della popolarità.
Dici che il mondo è cretino.
Dici che alla fine quello che conta è poter continuare a scrivere.
Dici che tutto sommato stai bene come stai.
Non ami la gente.
La gente fa schifo.
Non credi negli amici. E per questo li hai traditi.
Non credi nell’eterno amore. Al punto che provi a ucciderlo ogni giorno, per vedere se è eterno sul serio oppure no.
Non credi nel denaro.
Non pensi di essere granché.
Non ami stare al centro dell’attenzione.
Tu conduci una vita in linea con questi pensieri. Dovresti essere appagato, sereno, rassegnato se mai.
Allora perché al fondo c’è tanto dolore?
Perché pur essendo quello che sei, ti senti sempre infelice, solo, incapace, brutto, scemo, sfigato, ridicolo?
Perché nonostante tu sia quello che vuoi (uno scrittore sconosciuto che non ama la popolarità) poi soffri se non hai lettori, soldi, riconoscimenti?
Se dici che in fondo le donne non ti piacciono, perché la loro indifferenza ti ferisce sempre?
Chi sei, veramente?
Smetti l’abito tessuto dall’orgoglio. Denudati e mostra a te e al mondo chi sei sul serio.

La verità è che:
Dici di non amare il prossimo ma ami e vuoi essere amato.
Dici che non ti importa del successo ma lo vorresti e senti che è dura raggiungerlo, forse impossibile, almeno per te.
Dici che non ti importa dei premi ma ne vorresti fino a seppellirtici sotto.
Dici che non ti importa della popolarità ma adori essere conosciuto.
Dici che il mondo è cretino ma in fondo sai che nel mondo c’è gente di genio, talento, più in gamba di te. E vorresti tanto incontrarla.
Dici che alla fine quello che conta è poter continuare a scrivere. Ma che senso ha se non hai chi ti legge, se non senti attorno a te l’amore e la comprensione che attraverso la tua scrittura chiedi ogni volta?
Dici che tutto sommato stai bene come stai. Eppure non stai bene. Quasi mai.
Non ami la gente. Che non ti ama.
La gente fa schifo. Ma tu sei la gente.
Non credi negli amici. Li hai traditi.
Sei è così tu sei un pessimo amico e non meriti amici.
Non credi nell’eterno amore. Ma che te ne fai di una cosa eterna se tanto tu non lo sei.
Non credi nel denaro… Ma ne vorresti guadagnare con quello che ami fare.
Non pensi di essere granché. Ma scrivi romanzi su di te.
Non ami stare al centro dell’attenzione. Ma se ti ignorano, allora li odi tutti.
E quindi ecco, come minimo c’è un gran dolore in fondo a tutto questo. Perché dici di volere qualcosa e invece vuoi tutt’altro. Il giorno che inizierai a chiedere ciò che davvero vuoi agli altri, a cercare ciò di cui hai davvero bisogno, starai meglio di così e ti sentirai meno infelice, solo, incapace, brutto, scemo, sfigato, ridicolo e bla bla bla…
Perché nonostante tutto, puoi essere quello che vuoi, solo se capisci chi c’è lì dentro. Il vero te. Quello che vuole essere.

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