La Truebrica del fantino Recensioni

Machine Head – Un battito di mani che è una corsa sul filo del baratro più nero

Considerazioni a seguito della visione del videoclip di Kaleidoscope, nuovo video dei Machine Head. (Andatevelo a guardare, vi prego)

Io mi immagino il momento in cui, finito il brano d’apertura, in coda a un robusto applauso della gente, Robb Flynn attaccherà a batter le mani e proverà a coinvolgere il pubblico con il cantato a cappella di Kaleidoscope. Se quello che già si dice nei forum avrà un riscontro nella vita reale (tutt’altro che scontato) il leader dei Machine Head si sentirà più cretino di Sharon Osbourne, quando il pupazzo di Ozzy, ubbidendo a vecchi impulsi residui di quando era umano, prova a clappare le manine andando irrimediabilmente fuori tempo.

Inutile che critichiate. Ci vogliono le palle. Ci vuole coraggio per rimanere soli su un palco a batter le mani davanti a un pubblico diffidente, per usare un eufemismo.

Ma io ricordo, nel 1998, gente felice come gli abitanti di Berna durante la peste nera, che al ritornello di The Angel And The Gambler (forse il pezzo più brutto della storia dei Maiden) saltava e cantava beatamente. E più di tutti loro io stesso.

E quindi non mi illudo. Molti batteranno le mani felici e contenti. Chi adesso brontola e inorridisce credo rimarrà a casa. Del resto sono lontani i tempi, e per fortuna, in cui il pubblico andava ai concerti con intenzioni bellicose. Se devi alzare il culo, pagare il biglietto per tirare bottigliette di plastica sul palco o magari scaracchiare ai piedi di Rob Flynn, stattene a casetta a smanettare su internet su quanto è stronzo di qui e quanto è baciato dalla fortuna di lì, no?

Che poi, il brano Kaleidoscope è davvero audace e il video anche di più e il look a dir poco obnubilante. Il punto però non è se mi piaccia o no, tutto questo. Nemmeno so rispondere per la verità. La cosa che apprezzo però, intanto, è che non si tratta dell’ennesimo video nu tru thrash che i Machine Head continuavano a tirar fuori da circa dieci anni.

Siamo dalle parti di St.Anger e Radikult in ogni caso, questo è indubbio. Il nuovo album dei Machine Head promette di essere orribile, fieramente. E avrà un pubblico di estimatori. Sospetto di essere tra loro.

C’è chi non si capacita. Anche quelli che hanno sempre diffidato dalla band e che dovrebbero trovare naturale una schifezza del genere dai Machine Head, non riesce a comprendere in quale cesso conduca la detestabile via stilistica che ha preso Flynn. Si sentono provocati. Non è l’ennesimo passo falso di un gruppo sopravvalutato che ha sempre fatto salti a più non posso sui carri dei vincitori senza mai cadere e spezzarsi una gamba. Qui siamo di fronte a una sfida. Odiateci e andate affanculo, sembra dire Robb Flynn. A noi piace così. E il pubblico dei detrattoni (non è un errore di battitura) ogni singolo che esce resta ammutolito a conare per dieci minuti di solenne sconfitta.

Eppure io apprezzo. Meglio fare un disco di merda con l’intenzione di rimettersi in gioco e spiazzare tutti, che eseguire il solito compitino in nome dell’ortodossia.

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