Editoriali Pascolando

Il Porno è un serial killer!

Proprio oggi stavo riflettendo sui film porno, nel buio della macchina di mio padre. A come sono cambiate le cose oggi rispetto a venti anni fa. Quando avevo dodici anni io capitava, ogni tanto in casa di un amichetto, che spuntasse una vhs da mettere su appena i genitori ci lasciavano soli. Succedeva infatti che nel 1991, ragazzini di dieci anni, in numero di cinque o più, venissero mollati in casa, mentre gli adulti uscivano a fare la spesa, un’oretta.

Dieci anni fa invece un ragazzo di dodici, tredici anni, magari faceva salire la bolletta telefonica a qualche migliaio di euro, così da ottenere uno sputtanamento su vastissima scala: dalla cameretta all’ufficio postale.

Con l’abbonamento flat (paghi sempre la stessa cifra, quanto sei connesso sei connesso) magicamente certe sorprese a luci rosse non ci sono più state.

Oggi un ragazzino di 9 anni naviga e si vede tutto il porno che vuole.

Non mi preoccupa questo, non sono un moralista. Non sono nemmeno di quelli che sostengono a tutti i costi la fantasia propria a occhi chiusi, rispetto a quella piatta e prevedibile di un filmato porno girato in serie da qualche casa di produzione americana. La masturbazione fa bene sia che si usino gli occhi della mente sia che si usino gli occhi e basta.

Ovvio che occorre non esagerare. Una pippa al giorno evita il tumore alla prostata. Lo dicono gli scienziati, non io. Io ci credo e seguo il loro consiglio.

Quello che mi chiedo è: che cazzo di idee può farsi un adolescente sul rapporto uomo donna guardando porno tutto il giorno?

Quando ero piccolo io esisteva il porno ma non era così presente. Ogni tanti mi potevo sfogliare (si fa per dire) una rivista usata e lasciata seccare in qualche vecchia casa abbandonata. Qualche volta avevo un film con Moana di terza o quinta mano (in tutti i sensi). Ero sempre arrapato, pensavo a immaginarmi di scopare professoresse, mamme, amichette. C’era Postalmarket, Teletutto, l’immaginazione ma non decine di video da scaricare ogni minuto.

I film porno sono un concentrato di luoghi comuni sul sesso e la vita sentimentale. Hanno trame da barzelletta anni 80 e i virtuosismi degli attori sono la sola evoluzione tecnico-tattica di un genere filmico ormai dilagato ovunque.

Ma le storie e gli insegnamenti che se ne possono trarre sono sempre i soliti e sbagliatissimi.

Per carità, negli anni 50 si parlava di ragazzi ciechi e con le palme delle mani ricoperte di peli; di rapporti sessuali concepiti con lo sguardo e di immacolate concezioni che diventavano madri servendo nella cucina di qualche convento. Oggi però i ragazzi vedono un sacco di porno e crescono con le seguenti direttive: le donne sono tutte troie. Gli uomini con il cazzo più grosso e il fisico scolpito vincono. I negri hanno il cazzo più grosso dei bianchi e le donne bianche vogliono farsi sbattere dal negro perché ha il cazzo più grosso. (Vasco Rossi lo sosteneva già nel 1979)

Le mamme sono tutte assatanate. Le palestre sono centri ricreativi per le orge più sfrenate. Per far godere la propria donna devi pomparla minimo 25 minuti e in non meno di 4 posizioni diverse. Il sesso anale è facile e quasi più appagante del sesso vaginale. Le donne adorano farsi schizzare lo sperma in faccia. Le più ingorde se lo mangiano. Le donne sono tutte troie e sotto sotto sono tutte lesbiche, se non c’è un uomo nei paraggi.

Ovvio che un ragazzo che affronti per la prima volta il difficile territorio della sessualità e non sia solo, possa sviluppare delle relazioni un tantino contorte con le ragazze. Sempre che abbia tempo e voglia di uscire dalla cameretta e socializzare una sega con qualche coetanea.

Le ragazze del resto cosa ne penseranno? Le pischelle oggi guardano film porno e si convincono che una donna deve dare il culo e ingoiare sperma per piacere ai ragazzi? Deduce che i maschi sono tutti allupati e che in qualche modo se non ha voglia di scopare tre uomini insieme non è ok?

Mentre pensavo a questo ho letto la notizia di un’altra morte, l’ennesima, nel mondo del porno. Confesso di non essermi soffermato sulle precedenti quattro, sbandierate un po’ ovunque. Oggi però era troppo. Sono cinque, cazzo… tutte attrici. Tutti pezzi di fica! Tutte coincidenze?

Ho pensato a un serial killer, anche perché ormai come cifra statistica è questo il numero minimo che possa trasformare un assassino in un maniaco a puntate.

Il problema è che se si legge ogni morte ci si accorge che o ci troviamo in un episodio di Fatal Destination oppure i giornalisti hanno deciso di ricamare un thriller basandosi su scomparse indipendenti e legate solo dalla professione che le vittime esercitavano.

Quanti idraulici saranno morti in questo mese? Quanti medici? Quanti podologhi? Penso centinaia in tutto il mondo, ma vuoi mettere cinque attrici porno? Cosa fa muovere la rete più di questa cazzo di parola: PORNO?

E vuoi mettere che l’ultima vittima, una certa Olivia Lua, ha scritto anche un biglietto in cui diceva: La sento ovunque, non mi fa più paura.

Sicuramente parlava dell’assassino.

La prima a dirci addio è stata Shyla Stylez. Aveva 35 anni e non era una qualsiasi. Devo averle tributato almeno otto chili di sperma nel giro di quattro anni. Conoscevo i suoi film ed ero un suo grande estimatore, più o meno come Zakk Wylde con il Johnny Walker. A entrambi ci hanno intimato di smettere per il nostro bene. Solo che per il povero Zakk è andata peggio: a lui il Johnny Walker non si è mica suicidato.

Lei, Shyla, l’hanno trovata morta in casa della sua mamma e a parte il decesso chiarissimo, il resto è tutto un gran mistero. Questo il 9 novembre.

Il 5 dicembre è toccata a August Ames, una moretta niente male di cui non sapevo nulla fino alla scomparsa. Causa: si è impiccata dopo le ripetute accuse dal web di essere omofoba.

Pochi giorni più tardi si è ammazzata nel proprio appartamento Yuri Luv, mandando giù delle pillole. A gennaio è toccato a Olivia Nova, per un’infezione alle vie urinarie che sembrava suicidio alle vie urinarie, prima della smentita.

E Adesso Olivia Lua, suicida perché testualmente se la sentiva dappertutto e non le faceva più paura.

Ora, il mistero è sempre più fitto e il mio sensitivismo mi dice che di vittime ce ne saranno altre. Non solo, io so già chi è che le ha ammazzate, queste passate e chi ucciderà le future: il mondo del porno.

Anzi, il mondo e basta. Ormai dire il mondo e metterci vicino “del porno” è solo un modo per far crescere le ricerche in rete su una cosa chiamata mondo.

Il mondo ormai è internet. E internet è pornografia pura. Dai social alle serie televisive di Netflix, dalla politica allo sport.

La parola Porno ha più potere spirituale della parola Gesù, se la analizziamo su un piano commerciale. E chiaramente ormai da tempo hanno vinto i mercanti la proprietà del tempio. Due a zero a tavolino per abbandono del campo da gioco. Appena Cristo se ne andò dopo la sua sfuriata, raccolsero le proprie bancarelle e ricominciarono a smerciare merda come se niente fosse, pure se questo la Bibbia non lo dice.

PORNO! PORNO! Quello che si apre nei nostri cervelli quando sentiamo questa parola è più o meno ciò che capitava agli ebrei nell’anno zero: vaghe promesse di consolazione e frustrante bisogno di rivalsa sociale.

Il Porno ha bisogno di ragazze. Queste ragazze devono lavorare sodo per vivere e probabilmente drogarsi sodo per sopravvivere alla gran mole di lavoro di cui il porno abbisogna. Ne escono consumate, logore, lacerate. Al punto che una piccola gogna mediatica, una depressionicina pre-mestruale le spazza via.

Non occorre uno scienziato e nemmeno Sherlock Holmes (il prozio di John) per capire che queste non sono le vittime di un misterioso virus o di un serial killer che passa dalle vie urinarie, da facebook e dalla farmacia per colpire. Sono le vacche pazze sclerate di un sistema inarrestabile che usa la carne per spremere sperma da milioni di peni ogni minuto.

Il porno è l’unica via di fuga che ci piace prendere. Il porno allevia le nostre ferite narcisistiche e alleva i nostri ragazzi. Il porno è la nuova televisione, il focolare del dopocena, insegna alle future generazioni la verità vera che sta dietro a tutto quanto: ovvero che il mondo fuori è pieno di terroristi negri che si sbattono bionde madri ricche e sole che cornificano mariti col cazzo piccolo che si fanno dare nel culo con peni di plastica da donne in latex dall’accento teutonico!

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