Editoriali Pascolando

La potente leader anti-molestie Cristina Garcia che molesta un povero giovane indifeso!

Essere molestati da una mosca… essere molestati da un testimone di Geova, essere molestati da un superiore… essere molestati da un inferiore. Ergo: essere molestati sessualmente da una mosca… Essere molestati sessualmente da un testimone di Geova… Essere molestati sessualmente da un superiore… Essere molestati sessualmente dalla leader politica anti-molestie, Cristina Garcia. Ehm…Cristina Garcia è leader del movimento metoo# per la salvaguardia dei diritti delle donne; Daniel Fierro è un suo ex collaboratore. Costui accusa la donna di averlo molestato in occasione di una partita di soft-ball. Già era scosso per aver dovuto dire di sì a un simile passatempo e come se non bastasse, lei sembrerebbe aver esagerato col bere, probabilmente per vincere la noia della partita di soft-ball stessa, e dopo il match, in un momento di intimità col povero Daniel, pare che la Garcia si sia trasformata in ciò che ha sempre combattuto: un uomo di potere che molesta la povera assistente indifesa.

Dove finisce l’avances e comincia la molestia? Dove finisce il corteggiamento e inizia l’abuso di potere? Sono mesi che opinionisti, soubrette molestate, politici molestatori e molesti e altre amenità mediatiche hanno cercato di rispondere a tali quesiti. E non ci sono riusciti. Il giornalismo puro questo problema non se l’è posto nemmeno è ha continuato e continua a usare la parola molestia come il cacio sui moncherini.

Perché una molestia (oggi) è il tentativo (di ieri) accedere alle grazie di qualcuno che non corrisponde un interesse fisico. Una volta si chiamava “provarci” e andare in bianco. Oggi è molestia cazzo. Non parliamo di stupro. Non c’è consumazione forzosa dell’atto indesiderato da parte di chi ha possibilità di prevaricazione fisica, politica o mentale. No, qui c’è un approccio sbagliato, eccessivo, volgare che viene stoppato e successivamente rinfacciato per vie legali e soprattutto pubbliche da chi l’ha subito.

Io posso incontrare una donna per strada e farle un sorriso, attaccare discorso sul tempo, offrirle la mia compagnia per qualche passo e raccontarle il mio mondo interiore per un po’. Proporle un caffè, sedermi con lei a un tavolo di un bar e continuare la conversazione e forse sono già nel terreno della molestia. E se tanto sto già rischiando, val la pena andare in fondo e così allungo una mano e prendo la sua. Lei la ritrae e mi guarda fisso sgomenta. Mi fa sentire come se fossi un assassino di innocenti. A quel punto io devo decidere se fermarmi o provare a molestarla più tardi chiedendole scusa via chat.

Qualche tempo fa Catherine Deneuve scese in campo in difesa dei poveri uomini molestatori, mettendo in guardia le donne che toccando simili livelli di isterismo si sarebbe finito per annichilire definitivamente il povero maschio e ridurlo a un passivo che non avrebbe tentato più un passo nemmeno con il nullaosta del presidént de la republique! Che donna meravigliosa, che femmina emblematica di tempi decisamente migliori, in cui le donne erano come la Magnani o la Lauren Bacall e sapevano infilar le palline di uno sporcaccione su per le sue vie urinarie solo con uno sguardo. Non a caso l’americana Lauren era chiamata “The Look” e la Magnani notoriamente si sapeva che non le mandasse a dire in un verso o nell’altro!

Con la Deneuve e la Magnani e la Bacall mi vengono in mente le numerose scene cinematografiche in cui Robert Mitchum, Bogie, Cary Grant o Belmondo, prendevano con forza la lei di turno, serrandole le braccia con mani di tanaglia e pigiando labbroni su labbrine con un scroscio di violini a dar l’enfasi tentavano di averne tutte le ragioni fisiche e sentimentali. E dopo una resistenza proforma (perché le donne del cinema classico talvolta parevano non sapere di provare un gran desiderio finché lui non le forzava a riconoscerlo fisicamente) le femmine cedevano e finivano a letto con gli uomini brutali, in un amplesso che faceva sudare la pellicola.

Oggi è chiaro che certe manfrine non siano più possibili, saltare al collo di una bella donna e tentare di baciarla, ricevere uno schiaffo e scusarsi non è più un canovaccio tollerabile; e gli uomini di successo più di chiunque altro. Loro che potrebbero dar sfogo a quello che Gaber e Luporini chiamavano il “gene egoista”, devono stare accortissimi. Non ci vuole niente: una palpatina, una carezzetta, un bacio carpiato e parte la denuncia, lo scandalo, la rovina!

Del resto cacchio, ormai ci sono i social per le avances, i corteggiamenti. Che è tutta ‘sta fisicità? Roba fuorimoda. Non sta mica più bene! Farlo fisicamente, senza prima aver inondato di mi piace e messaggi in chat qualcuno è per lo meno indelicato. Anche lì però si rischia duro: prendete Higuain o Nick Catanese, per dirne un paio…

La leader anti-molestie che molesta un povero giovane è una notizia che fa ridere, diciamoci la verità. Fa ridere. Fosse successo il contrario sarebbe stato un cataclisma. Il potere però non ha mica sesso, dirà qualcuno. Beh, diciamo che non è esatto. Il potere ha sia il cazzo che la fica, il culo e tutti gli orifizi possibili. E le orge del potere sovente producono compromessi storici. Il sesso è potere. Suona meglio che il potere è sesso, no?

E non hanno meno potere le schiere di denunciatrici di Bill Cosby e Fatty Weinstein? Quel lombricone è stato accusato ultimamente anche da Uma Thurman, la quale non ha perso anche lei occasione di coinvolgere Tarantino, facendolo passare per sporco eunuco che tutto sapeva e in nulla si immischiava. Lui che faceva film sul girl power era così omertoso e vile! Io l’ho sempre saputo che la sua era una morale da fumetto! Kill Bill, con la donna che prende a calci nel culo i maschi stupratori e assassini, certo. Però intanto Weinstein si buttava a piombo sul povero corpo lungiforme della Thurman e molto prima di progettarlo, quel cazzo di Kill Bill. E Quentin guardava altrove.

Ma ancora, griderete: Il potere e un uomo di potere non sono altro che una forza costrittiva e lo stesso vale per la donna di potere. Ma io non saprei. Perché se la donna di potere è Cristina Garcia posso capire la difficoltà di una situazione imbarazzante e spiacevole, però se…

C’è un vecchio film con Demi Moore e Michael Douglas, Rivelazioni. Lui finisce per patire le molestie di lei, suo superiore. Ora, se al posto della Moore il personaggio della donna di potere avesse avuto la faccia di Cristina Garcia, racchiotta e pingue, oltreché ubriaca e che immagino fosse olezzante di sudore acido dopo una lunga giornata di pubbliche relazioni e di afa californiana da soft-ball, di sicuro ci saremmo schierati con il povero Douglas. Avere problemi con Demi Moore, arrapatissima milfona in completo di Versace però è davvero impossibile da capire. Nemmeno al cinema si può accettare una panzana simile! Prima ci fate desiderare la Moore come nonplusultra della figaggine e poi ce la rivendete come incidente sul lavoro! Posso capire Glenn Close su Attrazione fatale (e lì c’è sempre di mezzo il povero, lascivo e vigliacco Douglas) perché lei è brava ma non bella e quando sbrocca diventa una maschera spaventosa, ma la Moore! Striptease, cazzo! Ghost! Come la rigiri è un amore di superfica!

E nonostante il comportamento della Garcia, tuttavia, da maschio, non riesco a compatire il caro Fierro. La Cristina non è bella ed era su di giri a causa dell’alcol. Non ha più tentato nulla, dopo quella volta. Non è stata mai una minaccia da sobria. Accusarla dopo quella piccola defiance appare più come un siluro politico messo lì apposta per farle il culo.

Povera Cristina, mi viene da pensare. Non deve mai aver avuto una gran vita sessuale e magari tutta la sua furia verso i porci maschi che prevaricano le povere donne è frutto di questa profonda sensualità inappagata. Se fosse stato un uomo brutto che ci prova con la stagista l’avremmo pensato tutti, no? Che sfigato, ora che è potente vuol rifarsi! Il gene egoista gaberiano ce l’hanno anche le femmine, certo! Difficile capire però una mente femminile che fa cose da uomo. Lei nemmeno si ricorda dell’episodio. Più che di un problema di molestie qui mi sembra sia il caso di parlare di problema di bottiglia. Lei rammenta solo la partita di soft-ball. Ma come fa una donna a rammentarsi una partita di soft-ball???

Lui invece da allora non ci dorme la notte, sente uno schifo in profondità che non lo lascia respirare quasi. Ora che lavora nella telefonia però può liberarsi e confessare, così da tornare a sentirsi pulito e normale. Non poteva accusare la donna nel 2014 perché lei era potente e lui temeva delle ripercussioni. Ora che è nella telefonia non teme più rivali!

Non è la psicosi da molestie a neutralizzare definitivamente la virilità del maschio odierno. Qui il maschio odierno è già de-virilizzato di suo. Pensate ancora a Mitchum, Grant, Bogie. Loro avrebbero preso la paffuta Garcia e dopo averla liquidata con un paio di battute al cianuro se ne sarebbero andati lasciandola in terra a sguazzare nel proprio sudore acido.

E lui ora riesce a venire allo scoperto e chiede un risarcimento, immagino. Come vedete ci sono donne porche e stagisti puttani. Il potere livella molto più di quanto sia mai riuscita a fare la politica sociale.

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