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Insomnium + Tribulation, 27 marzo, Demodè Club, Bari

Il trenta Marzo esce il nuovo dei Lychgate… no aspetta, ho sbagliato. Ieri (data in cui scrivo, quindi non rompete) ho visto gli Insomnium e Tribulation dal vivo. Dovrei vedere il 2nd episodio di The Standups su Netflix, e come al solito perdo tempo. Siccome il singolo dei Lychgate è noioso tipo fissare i testicoli d’un cammello, mi riascolto gli Insomnium. Credo punterò su One For Sorrow.

SIGLA!

Sento ancora riecheggiare i battiti del mio cuore quando a fine serata ho chiesto agl’Insomnium una foto assieme, due autografi e una stretta di mano. Ma torniamo alle origini del mito.

Come detto mi sono presentato smascherato all’evento, provocando in molti se non tutti la più emblematica delle domande ‘ma oggi il cavallo?’. E niente, l’ho lasciato al fienile a ingravidare giovenche. Quarantadue non mi sembrava la risposta corretta.

Ne stavo parlando col Padre Cavallo, che secondo me due gruppi erano troppo pochi per la giornata. Uno mi dirà ‘ma dio cane d’un maiale ingravidato alla luce della luna ingravidata dall’asino di San Pietro, ti sei beccato i cazzo di Tribulation e Insomnium, cosa cazzo vuoi di più, pure una fetta di culo?’. A dire il vero sì, mi hanno detto che mangiare il culo è la moda del 2018, ma no. Devi prima lavarlo per bene di fronte a me, più uno sbiancamento anale e depilé. E poi noi abbiamo bisogno di gruppi minchia ad apertura concerto.

L’evento doveva iniziare alle 22:45, poi per ovvie ragioni è stato anticipato alle 21:45 e vorrei dire che sono arrivato a casa alle 2 di notte, e oggi è Mercoledì, non Domenica; ergo i tempi andavano ristretti a prescindere. S’aggiunga poi che gli Insomnium hanno dominato il palco per credo un’ora e mezza, forse e un quarto, ma ci siamo capiti sempre più d’un ora, e che più d’un ora siori miei.

Perché servono i gruppi spalla minchia? Ma per una delle fruizione più antiche dell’umanità stessa, che dico dell’universo intero: bere la birra. Perché quando ancora eravamo nel brodo primordiale, un gruppo underground apriva il concerto al big di turno e i ritardatari come me godevano dell’ambrato liquido con piacere fuori dal locale. E io bevo solo Finkbrau perché sono povero come la merda appena rapinata.

Immaginate essere me, bere a tromba una lattina e urlare ‘i Tribulation hanno già iniziato’. Una corsa al botteghino, fortuna avevo già comprato i biglietti.

Finiamo nella saletta grande del Demodé, forse un po’ azzardata per il quantitativo di pubblico (secondo me ci entravamo in quella piccola), ma capace però di portare giusto vigore ai due gruppi che corredano il concerto tra fumi cancerogeni, proiettore col logo (mai un porno per intrattenere il pubblico, mai) e due muri/bandiera/ quellecoselicollogochefannofigheperchécisalisopramentresuoni.

A rischio di farmi scannare, non ho mai seguito i Tribulation con fervore, anzi a parte due pezzi su youtube mi son detto ‘ok… spero mandino un porno con il proiettore ‘, e aggiungo un mio amico una volta c’è riuscito, e invece l’erezione l’ho avuta fissando lui… il chitarrista… Jonathan.

Tu capisci che uno sa di essere bello quando si muove come lui. Lo fisso, noto le ballerine, il fisico asciutto, il vestito che sembra un incrocio tra gotico e una danzatrice di flamenco. Tu hai capito di essere bello, vero? Sì, lo hai capito benissimo troietta. Sei una lurida troietta. Balla per me puttanella.

Credo metà pubblico sia rimasto ammaliato da lui, e ho visto almeno due coppie distruggersi tra i suoi riff a passo di danza. Maledette ballerine, non riesco a distogliere lo sguardo.

I Tribulation che hanno suonato? E che ne so, vi ho detto che non li ho seguiti molto nella carriera, e aggiungo, sono dovuto andare in bagno a togliermi un’erezione. Una grossa erezione.

Finita l’eiaculazione il mondo diventa un posto peggiore; il pubblico è una cosa peggiore. Una mandria di fighetti col cappottino comprato da Zara. Che fine hanno fatto i metallari puzzoni? Non mi sentivo così a disagio da anni. Al primo accenno di pogo, e dico accenno, ho sentito una pugnalata inflittami con uno sguardo omicida.

Se potessi dare un voto, Tribulation nove su dieci, ma pubblico meno cinquanta su tutta la vita.

Niente bis alla fine; bastardi. Ci salutano con l’inchino e credo il cantante abbia detto a ballerina ‘senti a me, vatti a nascondere nel pullman che qua ci scappa il gang bang e tu sei il protagonista ufficiale’.

Le richieste del cavallo continuano. Dico per una volta che vengo in borghese.

La pausa per la sigaretta è troppo breve che già bisogna scappare a veder gli Insomnium.

Manichini immobili che fissano il palco, mentre sopra alla vetrata del negozio i musicisti eseguono il loro lavoro. Il teatro narra la sua storia, il pubblico assimila i dati. Con un amico inizio a scherzare con un balletto e qualcuno da dietro mi spinge irritato. Cazzo, non credevo di essere finito al concerto delle scope in culo. L’unica zona attiva è il bordo palco, che sottolineo facilmente raggiungibile, anche se il muro di capelloni non lascia spazio.

A un certo punto mi rompo i coglioni, prendo un paio d’amici e mi faccio lanciare dall’altra parte del palco. Un calcio in testa a uno che non sopporto, anche se non ho la benché minima idea di chi sia, e la security già minaccia con lo sguardo di cacciarmi fuori dal locale.

Ecco a voi gli scopinculum.

E invece gli Insomnium scherzano, giocano, se la ridono e se la cantano. I due chitarristi tra l’altro boccheggiano a ogni macchina fotografica, improvvisano giochi tra di loro. Credo pure abbiano fatto la morra cinese tra un tapping e l’altro. Uno spettacolo di risate. Poi ti volti verso il pubblico e ti salgono le manie suicide.

Al bis, o quasi bis… era il bis? Non voglio dire cazzate, ma credo sia stato a While We Sleep (che poi era quella, vero? Ho un piccolo buco nell’ano che devo tappare) il chaos non poteva più essere più contenuto in una giara. Il pubblico ha parlato, e distruzione sia.

Le giaccette di Zara si nascondono ai bordi e solo bardi uomini sudati al centro scatenano la loro furia. Gli Insomnium s’eccitano, il cantante chiede un circle of pit, quasi riuscito, se due secondi si possono considerare un successo, e i due chitarristi scendono sotto al palco.

Appoggio il mio cappello un attimo, poi me lo riprendo ancora e dopo lo lanciano sul pubblico e chi lo vede più. Oh, ho delle spille rarissime li sopra.

E niente, in conclusione gli Insomnium hanno letteralmente giustiziato la serata, dimostrando perché possono permettesi un cazzo di tour a differenza nostra che scriviamo sui blog perché loro possono permettersi un tour.

I Tribulation si sono letteralmente dileguati, ma almeno conservo in questa foto il ricordo d’una band fantastica sopra e sotto il palco. E se mai mi leggerete, vorrei solo dirvi che NO, la mia amica non voleva chiedere l’autografo solo ai più belli, c’è stata solo un incomprensione.

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