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Suonacela ancora, Wyndorf! Il ritorno dei Monster Magnet come si deve: Mind Fucker significa rinascita!

Bentornati Monster Magnet! Finalmente rieccoli a livelli decenti dopo il periodo di crisi profonda passato da Dave Wyndorf, a causa delle droghe sbagliate. Ve lo ricordate semi-obeso che promuoveva Last Patrol, il peggior disco della sua intera carriera? Ecco, scordatevelo pure. La creatura magnetica è di nuovo scattante e rettilea. Mind Fucker magari non è ai livelli del primo decennio aureo della band (quello che va da Spine Of God a Powertrippin’) ma pratica una discreta spinta ai fianchi di chi ascolta. Si tratta di vecchio rock and roll cocainico battente bandiera libanese, senza starci a girare troppo intorno; quattro accordi e pedalare, ritornelli che ripetono quattro volte il titolo del brano, l’assolo, due o tre stacchi e altro giro di birre prego.

Forse non offre nemmeno tanti spunti di riflessione. Non è per dirne male ma quando ti trovi di fronte a un buon disco e a una band che fa ciò che ci si aspetta che faccia, alla fine cosa vuoi dire: spingi play e fai sì con la crapa. Di sicuro è un buon ritorno di un artista che ha giganteggiato negli anni 90 e che sarebbe stato un peccato salutare con Last Patrol. Insomma, se Wyndorf deve scendere dal calcinculo e chiudere la carriera è molto meglio che lo faccia ora, con questo Mind Fucker, tortuoso rinconciliabolo con un passato che sembrava diventato suo nemico. C’è più rock che space, questo bisogna dirlo. Ascoltando i pezzi non si pensa a Flash Gordon che gioca con un flipper nel retro di una fumetteria ma più a un uomo che produce spuma equina sul palco ancora una volta in nome degli dei bastardi che ha servito con onore fino quasi a morirne. Senti le canzoni e vedi Wyndorf che si dimena, urla, suda e sputa rock and roll su un pubblico esagitato ma grigio, distante, quasi spettrale. Questo è quanto. Beh, mica poco, no?

Qualcosa mi dice che parleremo ancora dei Monster Magnet comunque e che con i prossimi due album ritorneranno ai livelli di Powertrippin’ o da quelle parti. Ci scommetto i miei nuovi morsi d’argento. Sentitevi I’m God e Drowining e ditemi se la bestia non si sta risvegliando. La prima è un monologo del vecchio dio, quello dell’antico testamento, il più incazzato dio mai creduto, che torna a parlare agli uomini e alla fine tuona:

Sono Dio
Se stai cercando a chi dare la colpa
Eccomi qui, sono Dio
E sto cavalcando un fiume di fiamme
Sono Dio
E nessuno farà un giro gratis in questa merda di posto
Sono Dio
E tu sei fortunato a essere ancora vivo, chiaro?

Sono Dio
E non ho intenzione di prendermi la colpa di un cazzo
Sono Dio
E sto cavalcando un fiume di fiamme
Sono Dio
E tu sai che non mento mai
Sono Dio
E sto pensando di dire addio a tutto quanto

Non trascrivo il resto ma è davvero una pacchia di testo, gente. E la musica che monta, carica a testa bassa mentre Wyndorf aumenta di giri e ripete in nome del creatore “sono dio, sono dio” mentre immagini di sommosse per le strade, di bambini morti in riva al mare, di colpi sparati nei corridoi di una scuola, mi si rigirano nel cervello, immagini di teste mozzate in mondovisione e di presidenti con pettinature inverosimili che si succedono a ogni ripetizione del giro. I’m god! I’m god!

Cazzo, questo è un powertrip, altroché.

Poi c’è Drowning che secondo me è l’apice dell’album. Parte con un arpeggio lento, incerto e via via cresce, si rimpolpa di suoni mentre la voce bassa di Wyndorf sembra ripercorrere la salita verso la superficie, passando per lo stesso viottolo battuto anche da Alice Cooper alla fine degli anni 70, (e tutti sappiamo con quali risultati, tra l’altro), ma attenzione, il pezzo, a parole sembra più la lettera schietta di uno che è tutt’altro che redento e in salvo. Dave raggiunge anzi livelli di scoglionamento preoccupanti, se forse, non si trattasse di una semplice canzone triste.

Insomma, quando dice:

Are there happy endings?
Is there a sun up in the sky?
Well it’s hard to get excited
When I’m gettin’ nothin’ back
And I’m tired, yeah I’m tired of asking why

…fa preoccupare un po’, non trovate? E poi è chiaro, Wynd blatera che Gesù lo ha ancora una volta deluso e allora ci diciamo che forse è solo un altro personaggio, un uomo semplice di provincia che piange la propria tragedia. Il pezzo è un blues e cresce, il piatto della batteria spintona gli accordi come il rintocco di una carrozza nera che si avvicina lungo un sentiero desolato. Tutto questo non fa certo illudere sull’avvento di un accordo in maggiore e qualche tastiera angelica. Si cola a picco anzi dentro il big-bang del ritornello, poco dopo l’assolo. L’urlo di Wyndorf accusa  il mondo di non essergli amico manco per il cazzo e sentiamo che allora è lui, deluso da Gesù, dal mondo, da tutto!

Potrei andare in alto fino a quando ho spaccato il tetto del cielo
Ma io continuerei solo a cantare questo fottuto blues
Sto affogando ed è tutto per colpa tua
Sto affogando per colpa tua!

Questa cosa che è because of you, per colpa tua, si ripete alla chiusa di ogni strofa. Sembra quasi che il colpevole sia proprio l’ascoltatore, amante antico e oggi indifferente ex-fiamma pronta a giudicare e sputare sulla carcassa di un rocker troppo debole per scatenare l’inferno spaziale nel cuore come una volta. Servono droghe, servono corpi da fottere, serve un cielo sempre pieno di stelle e serve una cazzo di chitarra dalle corde indistruttibili per tenerti le palle e farti venire, caro mondo. Ma se non bado a spese e vado dritto verso la mia grande magia, finisce male. E io voglio esserci ancora, la vita mi piace. Questo sembra dire Wyndorf, porcaputtana.

Mondo, mondo, mondo, mondo, non sei amico di nessuno
Potrei essere pagato per mille giorni
Ma indosserei ancora scarpe vecchie
Potrei scopare in mille modi
Ma penso ancora a te

Abbiate fede, basterà un produttore capace di tirargli fuori la vecchia e sana voglia (e che Wyndorf non si reincasini la vita appresso a qualche tranquillante dietetico o altra merda rimediata da un fan studente di medicina) e avrete ancora un grande toro da monta spaziale che eiacula polvere magica lungo la via lattea direttamente sulle tette di vostra mamma. Per ora pregustatevi Mind Fucker, dentro ci troverete le doglie della futura rinascita.

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