Editoriali Pascolando

Odio l’estate, ma non vuol dire che mi piaccia l’inverno

Dovrebbero abolire internet d’estate, o almeno i blog. Dovrebbero abolire la vita durante l’estate, o almeno la possibilità di esprimersi in forma fisica tridimensionale. Insomma, io odio l’estate.

No, non faccio il finto metallaro nichilista che invoca la pioggia e l’inverno perché quando piove non è la mia stagione preferita. Quando piove non posso uscire di casa senza inzupparmi, e chiunque sia felice della pioggia non ha vita sociale. Chi ne possiede una odia la pioggia. Ditemi una persona che lavora, esce con gli amici o va anche solo a fare la spesa ed è felice che piova. Appunto.

Per me estate è anche sinonimo di stanchezza. Il pomeriggio voglio solo sdraiarmi sul letto, mentre penso alle cose che devo fare. Mi risveglio tardi, non ho fatto niente, sono incazzato nero, recupero (male) le poche cose in lista e mi ritrovo a scrivere domeniche ad minchia come questa.

Odio l’estate, ma non per questo rispetto l’inverno. Mi mancano le mezze stagioni. Sapete che vuol dire sudare solo perché si sta seduti di fronte il computer? Computer che ogni estate speri non si fonda poi, che invece per tenerti contento tira fuori i bug impossibili e lo formatti pregando la mortadella nel frigorifero che non abbia perso neanche un dato importante, se no è la volta definitiva che esegui seppuku.

Ho pensato “stavolta mollo tutto”, ed ero serio. Tutta una vita di musica, documenti, porno probabilmente persi. Ok che uso i migliori account google per salvare una parte di ciò, ma non posso permettermi di perdere i dati… o di comprare un nuovo computer sopratutto. Mi si stagliava d’avanti un muro grande come quello al confine con la Francia, in cui ero pronto a scaraventarmi per farla finita… tanto cosa mi sarebbe rimasto? Un tablet scomodo in cui è impossibile scrivere per un blog?

No davvero, niente è peggio di navigare nella rete ‘seriamente’ con un tablet. È come pretendere di andare in Albania con un salvagente e una bottiglietta di Gatorade calda.

Il pericolo è stato scampato, ma la fifa rimane. Se un giorno sparisco ricordatemi come ho vissuto: bestemmiando di fronte allo schermo del computer perché fuori fa troppo caldo per poter vivere la vita.

Non esiste album “recente” capace di stimolarmi l’ascolto; basti pensare che due mesi non aggiorno l’mp3 e se sul pc clicco youtube sono fortunato. Piuttosto che Spotify mi incendio i peli del pube. Pirata fino al giorno in cui crepo.

Mi concedo subito, perché la mia vita è noiosa e a dire il vero le avventure, quelle vere, quelle di cui sentirete parlare, iniziano a fine Luglio e finiscono ad Agosto.

Tenete d’occhio calendari e spiagge, i cavalli stanno arrivando nei migliori festival estivi. E non parlo dell’Agglutination.

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