Editoriali Pascolando

Andrea Bocelli e la vita da gigolò!

Tenore ciego prestato al pop e lanciato da Caterina Caselli e la Sugar Music. Il suo exploit avviene a San Remo nel 1994, quando vince la categoria Nuove proposte con Il mare calmo della sera. Una commistione tra Al Bano e Pavarotti che sbanga via le parrucche di tutta la giuria millenaria del Festival.

L’anno successivo gareggia tra i Big e arriva quarto grazie alla colonna sonora ufficiale della telefonia mobile: Con te partirò. Il pezzo non suscita alcuna reattività nel pubblico italiano più o meno come i quadri di Adolf Hitler nel primo dopoguerra Berlinese. Poi però gliela fece scontare a sangue!

In concomitanza al successo pop, Bocelli fa strada anche sul terreno più tradizionale e accademico della lirica, diventando presto il “Caruso da esportazione”, come lo è stato prima di lui Luciano Pavaratti, detto Pav. L’album Con te partirò va in cima alle classifiche di quasi tutta l’Europa e oltre oceano il cantante riesce a mettere tre album contemporaneamente tra le chiappe delle charts americane. Donna Summer fa persino una versione dance di Con te partirò dal titolo I Will Go With You che sbarella via qualsiasi tipo di argomentazione.

Gli onori e le partecipazioni ufficiali in terra straniera non si contano. Andrea è molto richiesto negli Stati Uniti e nelle camere da letto di tante avvenenti signore. La vita da gigolò a un certo punto però lo stufa e così decide di sposarsi, avere dei figli, possibilmente non iper-vedenti, come lui e poi tornare alla campagna dei suoi avi e amministrare il patrimonio pop-lirico tenendo alla larga il porno con la fede e la vanga: un po’ alla maniera di Little Richards, ma ottenendo, si spera, risultati migliori.

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