Editoriali Pascolando

Queen Rogue – Quando i film in lingua sono meglio!

Inutile negarlo, non posso stare troppo tempo senza parlarvi di Milf. Io poi ne scovo di curiose. Non sono il tipo da esaltarsi per gente come Eva Notty o Lisa Ann. Per carità, sono grandiose ma ormai non mi fanno molto effetto e più dell’avvenenza io sono intrigato dal particolare. Forse amo così tanto le Milf perché così piene di rughe, di occhiaie e di carie ma ancora sexy e piene di dignità rispetto alle squinzie con la natura tutta dalla loro parte, non so. Nelle Milf cerco però qualcosa che sia fuori dagli schemi.  Per esempio amerei molto scovarne una che balbetti mentre fa sesso; oppure una Milf che ha una risata che suona tipo Yankee-doodle. Per esempio ce n’è una che ride come Lois Griffin e si chiama Nikki Sixxx. Per un fan dei Crue come me è un’apoteosi, non trovate?

Se c’è poi una cosa che mi fa impazzire in generale, nelle attrici porno, è sentirle recitare nella propria lingua. Recitare, certo. Non dimenticate mai, e dico MAI, che è tutta una recita. Non vi illudete, per favore o sarete tristi per tutta la vostra vita. Non esistono donne che godono come le pornostar. Se lo fanno è perché imitano le pornostar, chiaro? Non è reale, quel mondo. Ma proprio per quella sua irrealtà di cui sono consapevole io in quella fiction cerco il realismo, come in tutto il cinema. E quindi la lingua è importante.

Trovo sia davvero scoraggiante che delle meravigliose latine recitino in Inglese. Oh, baby I feel Cum, I Love Your Huge Cock e così via… A meno che non abbiano una pronuncia greve e imbarazzante come Sandra Torres, proprio non ci sto. Ma volete mettere Me Vegno, Amor! o Me Gusta tu bicio, cabròn? Dame tuo bicio, tesoro! Bicio, esatto. Stanno sempre blaterando le solite battute da pornodive, è vero, ma sentite in una lingua esotica suonano più vere.

Gli spettatori hanno bisogno di realismo. Ecco perché a volte attrici non bellissime hanno successo. Sembrano le vicine di casa, le zie che avremmo sempre voluto portarci a letto. Quindi una donna che ha un bel sedere ma un po’ di gobba, va benissimo. Perché la perfezione è così noiosa. Queste biondine dal culo scolpito, la pancia piatta, gli occhi azzurri sembrano tante Barbie. Tutte uguali. Da piccolo facevo dei bei film con quelle di mia sorella, di Barbie, ma non è questo il punto.

Tutto ‘sto preambolo per introdurvi a Queen Rogue. Non si sa molto di lei. Dopo aver setacciato i commenti sotto i filmati in rete sono arrivato a scoprire che tipo è venezuelana. Il resto è impossibile appurarlo. Quanti anni abbia, se sia sposata o single… Nulla di nulla. Però segnatevela e provate a vedere qualche suo filmato. Queen Rogue per cominciare parla in spagnolo. O meglio, lei prova a recitare anche in Inglese, solo notate la finezza: nel momento in cui il piacere diventa più intenso, lei perde il controllo idiomatico e torna a parlare nella sua lingua madre ed è come se una diga crollasse vinta dai sensi. Sta sempre recitando, però è un gioco che funziona. Va detto che non ha un orgasmazione di quelle esplosive. Dopo aver proclamato “me vegno, oh stoy vienendo!” invece di urlare un dioporcélooooo, si affloscia. Inoltre il cumming non avviene tanto spesso. Si vedono sovente dei negroids (cit. Red Christmas) alti due metri per due che la bangano e la bangano simulando l’alta marea con la carne delle sue chiappe ma nulla. Però è molto divertente tutto quello che dice: per esempio, parro!, che in spagnolo vuol dire cane. Non so se sia un insulto rivolto al partner o magari solo un modo per descrivere la posizione, che poi sarebbe la doggystyle, appunto. Poi dice papi! Ohi papppi!, che in tutte le attrici latine è un po’ un classico e vuol dire tipo, paparino, ok, ma se rivolto a quello che ti scopa non è una roba incestuosa e va intesa più come il romanesco “ahbbbòno!”

Ma il capolavoro irresistibile tra le esclamazioni scelte dalla Queen Rogue la tengo per ultima: “Pugnetaaaa!” Che significherà Pugneta? Insomma, Queen Rogue, e solo lei, lo dice quando sta per arrivare al piacere, non in momenti in cui pensa al benessere dell’uomo. Lui la incalza e lei dice con una gran decisione “oh sì, pugneta, baby! Baby, pugneta!”

Dopo varie e approfondite ricerche (due secondi su google translate) ho sgamato che pugneta non è pugnetta ma punieta. Punie, vuol dire in spagnolo “castigo”. Quindi lei dovrebbe intendere una cosa tipo “Castigami” o più precisamente “puniscimi”. Che magari in Italiano si potrebbe tradurre con “fammi male”. 

Beh. “Pugneta, oh sì, pugneta!” ve lo consiglio.

Queen Rogue poi ci tiene molto a mettere in chiaro un’altra cosa con i suoi partner. Devono dichiarare che gustano la sua patata. “Te Gusta? Dime che te gusta!” E non è una cavolata, in effetti. Le donne vogliono saperlo se amate la loro patata. Diteglielo. Fate capire loro che è meravigliosa. Proprio quella, la buchetta, il frutto di mare, la pesca noce. E oltre la patata, Queen Rogue vuole anche lo spot pubblicitario. Mentre si sta facendo prendere dal partner lo spinge a dire che a lui piace mucho Queen Rogue, un po’ come se fosse un prodotto da usare, una bibita, una gomma da masticare. “Dillo che te piase Quin Roò!” E lui sta lì che tra la stanchezza e il piacere è un po’ distratto come una merda ripete da bravo bambino: “I Like… I Like Somaccci Quiiiin Rooo!”

E anche io lo dico nei momenti di maggior solitudine. Amo Queen Rogue. Quando indossa gli occhiali da vista, tiene i capelli legati (e in una tinta decente, non alla cacca di salmone), allora sì che è sexy. Carne dura, puledrona proletaria, da strada. Queen Rogue! Mi inchino a te, pugnetame!

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