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Crimson Glory, più Strange che Beautiful!

Strange And Beautiful, è un titolo fricchettone che già la dice lunga sulla direzione presa dai Crimson Glory. Sssssrano ma bello. Non lo vedi anche tu che è bello. A me piace. E giù un altro bel tiro di cannon’. Però è ssssrano, non trovi anche te? Ma dove sei finito? Ehi?

Non è mai un buon segno quando passa troppo tempo tra un disco e l’altro, per una band. Trascendence è del 1988 e questo del 1991. La band al tempo della promozione assicurava che l’album era già bello e pronto con almeno un anno di anticipo sull’uscita, ma qualcosa mi dice che non era così. Sarebbe interessante chiederglielo ancora, adesso che non devono più cercare di venderlo. Negli anni ha guadagnato qualche estimatore, Strange And Beautiful, ma è più un “incomprenso” come lavoro, non ha mai subito una rivalutazione generale. Per la maggioranza dei metallari resta una mossa sbagliata. L’inizio del disastro per un gruppo su cui si sarebbe potuto scommettere di brutto, fino a qualche anno prima.

Che gli era preso ai Crimson Glory? Non credo si sia trattato solo di sfiga. Certo il rapporto con il pubblico non è mai stato troppo semplice. Anche quando facevano la musica “giusta” c’erano polemiche. Nonostante la lunga tradizione di band con la faccia coperta, nessuno ha subito tante rotture di coglioni per le maschere quanto il gruppo di Sarasota, per dire. Era una scelta scenica ma negli anni 80 questa cosa non andava bene. Non era il momento. Tutti dovevano essere carini e bene in vista. I Crimson Glory per un po’ hanno resistito, poi le hanno ridotte di grandezza a coprirci alcuni punti della faccia, magari solo gli occhi e alla fine le hanno tolte del tutto. A quel punto avevano anche cambiato genere e la cosa creò nuovi casini.

La scelta della band di mollare l’epic power metal americano e tornare alle radici del rock duro forse era troppo drastica ma in fondo stava avvenendo un po’ ovunque la stessa cosa. I Kindom Come, i Badlands, i Whitesnake, le band di Seattle… era una tendenza generale quella di riscoprire Led Zeppelin, Sabbath e Jefferson Airplane. I Crimson Glory non hanno fatto altro che seguire quell’esempio. Purtroppo non era roba per loro. Non sto dicendo che Strange And Beautiful sia un brutto lavoro. A suo modo è anche audace e sperimentale. Per quanto non ne sopporti la produzione è un disco che vuole davvero rompere il cazzo. Per dire, c’è il sax che è uno strumento mai preso troppo in considerazione dalle band metal fino a quel momento (i Queensryche lo useranno solo nel 1994) e che però funziona. Sentite quando entra nel pezzo In The Mood, non so a voi ma a me si apre una finestra su una città invasa dal sole mentre nella mia casa piove a dirotto.

Il problema è proprio Midnight, che per quanto bravo con quelle melodie blues e con i ritornelli psichedelici di roba tipo Promesed Land e The Chant. non riesce a tirar fuori la voce come dovrebbe. Non c’è più potenza, non c’è estensione e non c’è l’asprezza e la cattiveria. La sua matrice è sempre stata Zeppeliniana e così anche i riff delle chitarre. Per dire, In Dark Places (da Trascendence, of course) pare Kashmir solo più dark e metallizzata e le parti acustiche di Burning Bridges (quel brano è uno dei miei dieci pezzi preferiti di tutto il metal che sono riuscito a scoprire, cazzo) ricordano Robert Plant in avaria nello spazio profondo. Però una voce come quella di Midnight, elemento di forza, sembra perdersi tra quei coretti e quelle loffie sproloquiate sull’anima che burning e il desire che cresce.

Io non so se Dana Burnell e Ben Jeckson fossero la fazione dura e pura e la loro dipartita sia colpa delle smanie alternative di Midnight e Drenning. Di sicuro il disco Envolve, (del nuovo gruppo che i primi due fondarono una volta fuori dai Glory, i Parish), quando uscì nel 1995 sembrava la naturale prosecuzione dello stile di Trascendence. Insomma però, troppo facile credere che magari il duo non avesse tentato un ritorno alle origini visto il fallimento delle sperimentazioni dei Crimson Glory ufficiali. La mancanza di idee di Envolve, potrebbe far concludere del resto che l’ispirazione e l’estro provenissero da Midnight e Drenning e solo l’ortodossia metallica da Burnell e Jackson. Inutile fare simili considerazioni. Quei quattro sono i responsabili di Trascendence. Punto. Fossero tornati insieme magari avrebbero ritrovato il bandolo… o forse no. Di sicuro poi con il tempo il chitarrista solista e unico membro presente in ogni lavoro, coso lì, Drenning, ha recuperato lo stile originale e disconosciuto la parentesi Strange And Beautiful

Oggi ascoltando Strange And Beautiful si può dire che in fondo non era malaccio, ma neanche ‘sto gioiello da riscoprire. In favore va riconosciuto che non c’è la zeppellitudine così diffusa a cavallo tra 80 e 90. Quella che portò Gary Moore e Ozzy a scrivere il brano polemico Led Clones. Per quanto i Crimson Glory guardino a Page-Plant, le canzoni del disco sono aperte anche alle influenze di Black Sabbath del periodo Heaven And Hell, Bad Company e Whitesnake, ed episodi come Love And Dreams portano verso territori più fattoni e hippie. Però sentite lì Midnight. Quel pezzo poteva cantarlo anche Chris Robinson dei Black Crowes (con tutto il rispetto) ma uno come John così è sprecato. Si sente la potenza trattenuta e inoltre la sua voce da interprete, su un registro più basso, non è così bella, a dirla tutta. Secondo me è come se i Crimson Glory avessero fatto giocare Ronaldo a centrocampo.

Anche se poi Midnight non stava passando un gran periodo. Poco dopo mollò il gruppo, quando ancora stavano promuovendo Strange And Beautiful, per dedicarsi non si è mai capito bene a cosa. Il suo ritorno sulla scena è stato inconsistente e fallimentare quasi quanto quello del resto della sua band e l’alcolismo di cui soffriva non è un mistero, ormai. Pace agli zoccoli suoi. 

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