Zartana

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Grazie alla Cut-up Edizione e la lungimiranza di Stefano “El Brujo” Fantelli, è finalmente tra noi Zartana! Enzo Rizzi da ora in poi non sarà più solo sinonimo di Heavy Bone e Nicola Pesce Editore (chi la capisce la capisca). 

Certo, non sarà facile per lui raggiungere ancora il successo che ha avuto con lo zombie del rock and roll. E forse lui non aveva neanche tutto sto bisogno di avviare una nuova impresa creativa. Voglio dire, quanto ancora  si può e deve fare con Heavy Bone prima di cominciare qualcosa di nuovo? Però quando ti viene una buona idea, se ci riesci la metti in pratica, cosa aspetti? Specie con un editore che ci crede ciecamente e ti incalza per realizzarla.  E mescolare blues, voodoo e spaghetti western è una trovata grandiosa. Zartana è questo, un esplosivo e caotico guazzabuglio epico fatto di chitarre e colt, incantesimi e sparatorie cruente.

Il western di Enzo non è propriamente classico. Ci sono gli zombie, i licantropi, i vampiri e altre mille simpatiche creature. Lo stesso Zartana appartiene al lato oscuro e lotta per non essere il mostro che la propria natura vorrebbe. Purtroppo la perdita della sua adorata Stella, gli rende il mantenimento dei buoni propositi un po’ più difficile, al punto di spingerlo a sfoderare gli strumenti della magia e la propria boria omicida per combattere chi gli ha ammazzato la moglie. 

Ma al di là della smania di dare vita a un nuovo personaggio e magari conquistare nuovi fan, Zartana vive ora per motivi ben più complessi e intimi. Nessun fumetto più di questo può dare a Enzo la possibilità di sublimare creativamente qualcosa di molto doloroso che scava dentro le sue viscere. Non è un tumore, ma una perdita. Diciamo che nessuno più di lui può capire lo smarrimento e la rabbia del suo personaggio, davanti alla morte dell’amata. In un certo senso, Zartana è un esorcismo alla stregua de  Il Corvo. James O’Barr lo realizzò nel momento più nero e scoraggiante della propria vita. Sua moglie era morta da poco in un incidente d’auto. La storia di Eric e la sua vendetta, l’amore oltre la morte,  servirono al suo creatore per trasformare il caos che se lo mangiava vivo, in qualcosa di buono e utile al mondo. 

Zartana potrebbe avviarsi nella stessa direzione. Per ora è presto per dire troppe cose. Le due avventure sono un fugace assaggio di ciò che il nuovo “romanzo” di Rizzi potrebbe diventare. L’episodio è disegnato da quattro autori, che rendono la storia, nel loro avvicendarsi molto dinamica, grazie agli stili contrapposti: prima impressionistico, poetico e disperato e poi più classico, d’azione e schietto (eccovi i nomi in ordine d’apparizione della nuova scuderia rizziana: Cardoselli, De Francisco, Carratu’ ed Elia).

Solo due appunti posso fare. Il primo è che, pur capendo il poco spazio disponibile, ci vuole più blues, più canzoni, citazioni, rimandi alla musica. La seconda è che per quanto sia un western soprannaturale, non è accettabile una così scarsa presenza di cavalli! Sono certo che per il futuro Enzo e i suoi uomini provvederanno a dare più zoccoli a Zartana. E più blues. 

Con Zartana le cose potevano essere ancora più difficili, se non ci fosse stato Stefano Fantelli, meglio noto come “El Brujo”, che fin dai primi accenni di Enzo si è arrazzato e ha prenotato le avventure del nuovo eroe rizziano per la Cut-Up Edizioni.