Keep Calm And Be Dylan Dogging

meteora
meteora

Il primo numero del nuovo corso, che per comodità chiameremo “Meteora”, prevede una storia divisa in vari episodi (o una serie di storie slegate con una cornice apocalittica che fa da sfondo, non ho ben capito) che si protrarrà fino al numero 400. Dopo, Recchioni dice di saperne meno di noi su cosa e come evolverà la serie. Probabilmente tornerà molto sui propri passi e il primo episodio della restaurazione si intitolerà “Abbiamo scherzato!”

A parte la mia solita indisposizione (simpaticamente) nei confronti di Recchioni, devo ammettere che non posso giudicare una storia, o un’idea dopo aver letto uno spicchietto di ciò che sarà. Il sapore che mi ritrovo in bocca posso descriverlo, però. Dolciastro appena. 

Secondo me non puoi fare industrial metal con una vecchia Epiphon del 1925. La Bonelli è decrepita. I suoi disegnatori pure (nella media). Recchioni è come Freccero che prova a ringiovanire la RAI. Senza riuscirci. Non puoi ringiovanire uno che ha ottant’anni. Puoi non farlo sembrare troppo vecchio se gli permetti di seguire il naturale svolgimento dei suoi riflessi e tempi motori. Se uno di 80 anni lo fai correre, si vede che è vecchio. Se lo fai camminare con un bastone, in un bel giardino fiorito, è sempre vecchio ma non stai pensando, “come è vecchio”, pensi, “ehi, ma che bel signore distinto!” E hai rispetto e fascinazione per lui. Pensi, “arrivassi così io alla sua età. Deve trattarsi di un vero signore, come minimo”. 

La storia di “Meteora” parte da John Ghost, signore oscuro che sta dietro i famigerati “poteri forti” e che medita di gettare il mondo nel caos assoluto perché è il caos che ha ucciso i dinosauri. Praticamente un 5 Stelle. 

E come i 5 Stelle pure John Ghost si risolverà in una bolla di sapone alla varecchina. Perché ovviamente Dylan Dog, dopo numerose peripezie, lo fermerà. Amen. 

Di sicuro si nota il ritorno allo splatter, l’ironia macabra, il cinismo, la retorica sui mostri, l’ironia british (variegata all’Italiana), il citazionismo spinto (che essendo scritto, ai tempi di internet non vale un fico) e la gran voglia generale di ripristinare vecchi ingredienti dimenticati nel corso della serie; allo stesso tempo c’è la gran voglia di cambiare molto altro. Si nota. E non va bene. Purtroppo Recchioni (la sceneggiatura è sua) è talmente preso dal voler dimostrare questo e quello, che non dedica le sue energie alla sola cosa che conti: la storia. Recchioni non è qui per fare il suo mestiere di amministratore, lui vuole cambiare Dylan Dog. Del resto, così gli è stato domandato. Ma non puoi cambiare l’Inter. Puoi renderla fortissima usandola come la sua natura ti permette di usarla. Altrimenti fai la fine di Orrico, e non quella di Mourinho. 

John Ghost non è nulla di ché. Il maniaco macrocitemico dall’aspetto rubato a Slash mostra che il target cultural-pop è sempre sopra i quaranta. Del resto oggi nel nuove generazioni non hanno più icone aggressive. Forse l’utilma è stato John Cena, ma combatteva per finta. 

Ripeto, le storie dell’indagatore dell’incubo dovrebbero spaventare. Per fare quello non occorrono i telefonini o il complottismo da social. Basta una vecchia casa, un rumore strano, una mano sulla bocca di un bambino. 

Almeno per una volta, Dylan non si scopa nessuna (ops, spoiler) e ci sono dei magnifici tarocchi (i primi venti). Non sto scherzando. Sono stupendi.

Alcune raccomandazioni sui tarocchi per voi lettori che li avrete tra le mani. Il mazzo di quel tipo di carte non è come quello per la briscoletta. I tarocchi sono roba seria. Portateli sempre con voi se avete intenzione di imparare a usarli e non fateli toccare a nessuno. Altrimenti metteteli in un posto dove non arrivi qualche mano offensiva.