Landmvrks – E quando il Metalcore tentò di invadere Montalto Di Castro

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Sono tre le cose che non riesco a capire, oggigiorno. Non giudico, semplicemente restò lì come di fronte a un mistero cosmico. Uno: chi si innamora di me. Due: i messaggi di Giulio Balleggi nel gruppo di Sdangher.com e Tre: una band europea che nel 2018 pratica il metalcore. 

A dire il vero non capirei molto nemmeno una band americana. Insomma, il metalcore non ha funzionato. Si tratta di una forma di musica commerciale, che grazie alla scomparsa del mercato musicale non ha potuto esercitare la sua egemonia per due mesi e mezzo, quando ne avrebbe avuto tutto il modo. 

E oltretutto, una volta che il tempo ha messo una distanza di sicurezza tra noi e il 2007 (anno in cui il metalcore tentò di attraccare persino a Montalto Di Castro ma fu scacciato con un bombardamento a tappeto di nigeriani) non è che oggi il metalcore abbia guadagnato chissà quale fascino retrò. Ascoltando i Landmvrks (odio questo nome con la v al posto della a, lo odio) non è che riguardo indietro e dico: però in effetti nel metalcore c’era una vena emotiva molto forte e inoltre un certo modo di riffare non era niente male. No. penso soltanto che mi sto annoiando e che è una fortuna se il metalcore non ha mai raggiunto le spiagge di Montalto Di Castro.

Eppure ogni tanto arrivano ancora degli esuli del metalcore. E sono Europei. Come può l’Europa lasciarsi avvincere da una forma siderurgica così sputtanatamente americana che non piaceva nemmeno agli americani? Cosa spera di combinare un gruppo francese che vi si dedichi nel 2018? 

Certo, in Norvegia sta andando forte il nu-metal, di questi tempi, mentre noi iniziamo solo ora a capire davvero i Darkthrone, ma non credo che lassù siano avanti. Penso solo che abbiano finito per impazzire a causa del freddo. Epperò i Landmvrks ci credono al metalcore. Sono cresciuti a pane e Slipknot, Lamb Of God, Killswitch Engaged e Linkin Park. Il loro mistone di influenze produce metalcore. Forse non se ne rendono conto.

Fantasy è un album discreto. Ha un paio di ottimi pezzi d’assalto, messi saggiamente alla prima e alla terza posizione della scaletta (Fantasy e Scars) e tutta una serie di canzoncine che potrebbero senza dubbio piacere al pubblico metalcore, se esistesse ancora. E io li rispetto perché non stanno facendo questo tipo di musica per vincere facile. Sono più alternativi loro oggi dei Radakka nel 1996. Ci devono credere, per forza. La fede però non basta. Fantasy oggi è una specie di curioso scherzo del non mercato. Dieci anni fa sarebbe stato un pesce di media grandezza tra le centinaia che affiorarono nelle acque di Montalto dopo il cessate il negro.