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Katechon – Sanger Fra Auschwitz

Katechon - Sanger Fra Auschwitz

Sanger Fra Auschwitz è il disco dei Katechon, uscito il primo Marzo 2019

Potremmo considerare Sanger Fra Auschwitz un altro dei soliti truci album NSBM, aa a dispetto del titolo che, in lingua più romanza, significa “Canzoni da Auschwitz”, ci troviamo di fronte una produzione total black-death nonché terzo disco dei blackster di Trondheim Katechon, che sarà in uscita il prossimo 1 Marzo.

Sanger Fra Auschwitz è un lavoro di vedute anti-totalitarie, “un quadro storico sugli eventi della seconda guerra mondiale” come affermano il bassista L:R∴B∴ e chitarrista K∴G∴ (dagli pseudonimi oscenamente irritanti alla trascrizione) e che vuole soffermarsi sulla sofferenza umana utilizzando Auschwitz come il perfetto esempio spaziale della manifestazione del male sulla Terra; male inteso come concetto metafisico.

Una scelta piuttosto rischiosa quella di adottare un simile titolo, che potrebbe rendere il disco anche difficile da vendere, ma i Katechon sembrano voler cavalcare l’onda nera del pregiudizio preferendo seguire i loro interessi artistici piuttosto che le leggi del mercato. O almeno così ribadiscono.

La release sta inoltre a sbandierare, tra l’altro, una leggera sterzata musicale della band norvegese la quale ha di recente firmato un nuovo contratto discografico con l’etichetta finlandese Saturnal Records, che ritiene sia più adatta ad accompagnarne il cammino evolutivo.

Il sound scuro e lacerante di Sanger Fra Auschwitz, di fatti, traccia un taglio con il periodo esoterico della band per una via più agguerrita e realistica rispetto alla precedente. Tra i pezzi non mancano momenti melodici, talvolta anche andando sul doom, ma riff brutali fanno da bandolo quasi sempre.

Nella traccia Ankost emergono, ad esempio blast beat molesti, riff graffianti, vocalità che a tratti ricordano pezzi dei Mystifier, ma anche toni più meditabondi e malinconici ottenuti anche grazie all’ausilio, non abusato, del mellotron e di sintetizzatori.

Sanger Fra Auschwitz è però una produzione che, anche se meritevole musicalmente, a tratti risulta fragile e caotica. I Katechon devono un attimo rivedere l’immagine di se stessi che vogliono trasmettere; o non mostrarne nessuna. È ironico come si siano impegnati un intero anno per mettere su un buon album black con toni, insomma, più spirituali che ignoranti ma poi se la giochino tutta adottando un tema un po’ troppo stentato e un titolo di cattivo gusto.

Nonostante ciò, c’è da considerare che abbiamo a che fare con una band ancora musicalmente giovane. Ci teniamo, dunque, Sanger Fra Auschwitz e restiamo in attesa di altro materiale nella speranza che i Katechon continuino in questa direzione ma che lascino stare i lager a chi di competenza.

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