Fatal Report Noisy Horse Pascolando

Harsh Noise Bath – I racconti della latrina

Quando ebbi la mia prima esperienza live noise, l’anno scorso, in quel Museo Civico di Bari, devo ammettere ero molto nervoso. Innanzitutto odio l’idea di “suonare” a video scoperto, oltre essendo appunto la mia prima esperienza, temevo in un fallimento. Alla fine fui soddisfatto dei brevi risultati.

Sabato ventitré Febbraio sono sceso a Squinzano, all’Istanbul Café per vedere i Selvans live. Una serata come tante a cui ho deciso non dedicare un live report. Non ne sento il bisogno.

Qualche giorno prima della partenza, quasi per gioco, incerto anche della mia presenza, contatto l’organizzatore dell’evento, la S-Low, proponendo un “live” harsh noise all’interno del cesso del locale. Cesso famoso poiché da un anno circa non riusciamo a smettere di commentarne questa foto, anche dopo che facebook cancella i commenti. O io vengo bloccato due volte, mannaggia al porco di cr…

L’idea era questa: entro nel cesso e clicco play col mio tablet. Di sicuro non rimarrà nessuno a sentirmi. Sono stato  ispirato dai molti live noise che ho visto… su youtube, sopratutto quelli di Vomir, maestro indiscusso dell’harsh noise wall. Lui semplicemente si registra nel suo studio e poi lascia sia solo il rumore a parlare. Ma qualcosa è andato diversamente per me, qualcosa di più aggressivo… di più grind.

Innanzitutto, non sono stato capace di raggiungere il cesso. Promemoria per una prossima serata: la prolunga me la porto da casa. La lunghezza non era tale da permettermi di raggiungere il trono di ceramica. Oh beh, mi sono arrangiato su di un bidone della spazzatura posto nel corridoio. Non potevo chiedere tavolo migliore.

Appoggio il mio piccolo amplificatore sopra di esso, il mio tablet con i controlli davanti a me, e sparo tutti i volumi al massimo.

In uno stato d’ebrezza sonoro ho dedicato i miei primi quindici minuti di “esibizione al brano che ho intitolato A Serbian Film, gesticolando come un ossesso e urlando “New Born Porn” mentre la rabbia cresceva in me, sospinta da quei suoni. Giuro ero sobrio.

Se all’inizio doveva essere un semplice wall sullo stile di Vomir, la mia capacità di giocare con l’equalizzatore audio ha trasformato tutto in un susseguirsi di feedback graffianti e bassi assillanti.

Lucido come una lampadina di natale fulminata e conclusa la traccia mi sono ritrovato di schiena nel cesso con un pubblico più allegro che spaventato e che mi ha fatto credere che forse c’è ancora speranza nel noise.

A dire il vero avrei anche concluso l’evento lì, ma il pubblico sembrava interessato e mi son detto “perché no? Andiamo avanti”.

La seconda parte dello show l’ho lasciata a un video, esclusivo per la serata, in cui un hentai di cui non dico il titolo mostra una società alternativa ove lo stupro è stato legalizzato. In assenza di nascite il governo decide che l’unico modo per riportare la natalità a livelli standard è consentire ai cittadini di stuprare chi vogliono. Il succo della storia è: nel paese del sesso selvaggio le donne sono solo puttane e gli uomini bestie senza sentimento.

Se ha ragione oppure no, lascio a voi la scelta.

L’audio originale l’ho deturpato in un ammasso informe di rumori e urla, ma forse qualche dialogo era ancora comprensibile tra gli orgasmi di piacere dello stupro collettivo.

E se ve lo state chiedendo, sì, mi stavo masturbando allegramente nel bagno.

In preda a un’attitudine più violenta poi sono uscito e ho iniziato a spintonare e colpire a casaccio, spalle e braccia intorno a me, e intanto urlavo: “se non avete le palle uscite da questo cesso!”.

Nel tentativo di pisciare m’è passato anche il cantante dei Selvans, cui mi dicono non ha molto apprezzato la mia performance rumorosa e sporcacciona.

Concluso il pezzo, ho salutato la gente ancora mascherato, spiegando non solo il concetto di noise fino ad arrivare a Luigi Russolo, ma aggiungendo che lo stupro è sempre una risposta.

Il mio amico, colui che mi ha permesso di realizzare questa realtà si è dispiaciuto per la “breve” durata della performance. Per me trenta minuti erano più che sufficienti e invece… Ha anche aggiunto che molte persone per colpa mia non potevano pisciare liberamente e che lui si li ha invitatu a evacuare sulle mie vesti. Di sicuro non mi sarebbe dispiaciuto.

In conclusione: è stata tra le migliori guerrilla noise a cui abbia partecipato. Una premessa incoraggiante per prossimi eventi.

A chiunque sia rimasto scioccato, spaventato, o abbia ricevuto un mio pugno quella sera, posso solo augurare d’andare a farsi fottere. Tutti gli altri si fottano comunque.

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