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Una visione del film nel ricordo dei veri Lords Of Chaos

occultus

Confesso che sto scrivendo questo breve articolo sul film titolato Lords of Chaos, finalmente uscito in questi giorni, con estrema riluttanza o forse banale noia… magari mi manca sia la voglia che l’ispirazione tuttavia son passati oltre 25 anni dalla tragica notte del 10 Agosto 1993, quando Euronymous venne crudelmente pugnalato da Vikernes e di puttanate ne sono state in seguito negli anni dette e scritte a montagne. Fui proprio IO a trattare nel dettaglio la scena norvegese – se ben ricordo – inizialmente su Flash!, di cui lessi che in seguito quei miei articoli furono ispirazione addirittura di libri o di che altro (…senza voler di presunzione).
Ricordo che ai tempi non mi gustò affatto quel libro assai ruffiano che dà titolo all’odierno film, tratto perlopiù da ritagli di quotidiani norvegesi e da fanzines di cui ero di già in possesso con una cerchia ristretta di antichi amici di cui ho perso le tracce e mi frega proprio più alcunché, tuttavia ricordo per caso che fu uno di loro a mandare una tape ad Euro dei Negazione torinesi, e che lui apprezzò parecchio perché “tirati, rudi ed incazzati”.

Eravamo pressapoco all’epoca dell’inizio del film (seconda metà Anni ‘80) la cui trattazione dei fatti è corretta e perlopiù onesta… la vicenda fu proprio quella, sebbene nel film sia riportato quel “truths & lies” che confonderebbe un tantino le idee.

I costumi e le scenografie sono curate nel dettaglio, niente di che dire e/o obiettare, e qui vi aggiungerei quasi ‘con dovizia certosina’… e pure i giovani attori esordienti mi paiono bravi nel loro mestiere: su tutti, anche se fa solo una comparsata, il ventenne Arion Csihar che vidi nascere ma che tale è suo papà singer Attila.

Quando Attila si recò in Norvegia in treno da Budapest con sua moglie Nora Ternovszky (ora ex) nemmeno sapeva chi fossero realmente i Mayhem, poiché preso dai suoi Plasma Pool. Sul vestiario interpretato nel film avrei da ridire: la maglietta Tormentor di Skinny Puppy forse sarebbe stata più adatta ma queste sono solo inezie … e vabbè… intanto Vikernes, dipinto come un’autentica testa di cazzo bellicosa, parrebbe il vero Varg ma con gli steroidi da palestra fascista…

Dead, che dire, il suo attore Jack Kilmer sta un po’ a pelle come suo padre Val stette a Jim Morrison, forse solo per una questione di “zigomo”; sul personaggio ormai si conosce pure il numero di scarpe, tra pagine e siti dedicati, tuttavia non ero mai giunto alla sua presunta “sindrome di Cotard” malgrado, invece di cocaina e/o di metamfetamina, preferisse sniffare putrescina e cadaverina forse per tirarsi un po’ su il morale…

E poi quel gatto impiccato credo lo avesse trovato già morto per strada visto che il tipo non avrebbe fatto male ad una mosca tranne che a se se stesso… tra l’altro la storia del suo odio per i gatti la tirò fuori Stian Occultus, tra una birra e l’altra.

Nel film Occultus busca botte dal Conte un po’ come gli è capitato parecchie volte nella vita reale, causa ubriachezza molesta. Hail Stian My Lord.

Tutto questo, nel film quadra in generale. Anche l’interprete principale di Euronymous, Rory Culkin, di cui il film mi richiama un documentario sulla sua breve e sfortunata vita, tuttavia tanti tra NOI (…lettori) in generale eravamo/ siamo a conoscenza dei tratti fondamentali della vicenda mentre il grosso del pubblico cui il film sembrerebbe indirizzato, NO, per cui scrivo che va bene così… va bene così.

Se proprio dovessi fare un appunto mi pare manchi un tantino quel “black metal mood” tipicamente nordico fatto di brina e ghiaccio, soli a mezzanotte e galaverna, insomma, non traspare nel film quella giusta “transylvanian hunger” aura ma fa lo stesso… e forse credo sia meglio lasciar perdere la “northern darkness” in quanto porta solo sfiga ebbasta.

Sono convinto che nella prima versione ci stiano parecchie scene tagliate quindi la versione integrale su DVD o Blue-Ray semmai donerà qualcosetta in più all’opera di Jonas Åkerlund.

Ribadisco, non sono né un cineasta, né un cinefilo e neppure un cinofilo, per cui ogni parere è puramente soggettivo. Tuttavia, ci fosse mai qualche patito di cinema tra di VOI, vi consiglierei per una possibile trama basata sull’Heavy Metal, perché di questo si tratta, di informarvi sulla sinistra vicenda di Cristian Zanirato (R.I.P.) dei Black Deal, vecchio gruppo metallaro torinese, poiché la scena musicale ottantiana e la location della mia città, allora parte operaia parte paninara, si presterebbe perfettamente per le riprese di un potenziale film su quella angosciante storia finita male.

Storia che vedrei bene sull’impronta di Requiem for a Dream di Darren Aronofsky, ma questa è altra storia e la mia è solo una suggestione.
Buona visione.

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