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BLACK DEAL – On the Road to Ruin…

Questo articolo parla dei Black Deal e in particolare del chitarrista Cristiano Zanirato, alias Chris Holder.

Gli Anni Settanta rappresentarono un periodo difficile per la città di Torino, capoluogo piemontese: forti tensioni sociali con le Brigate Rosse che sparavano per gambizzare o per uccidere, cortei, scioperi, gangs giovanili violente e tanta droga specie eroina.

Erano quelli gli “Anni di Piombo”. Fu proprio poco dopo il termine della sanguinosa decade italiana che iniziò la turbolenta vicenda di Cristiano Zanirato, il quale allora adolescente, venne arrestato e richiuso nel Ferrante Aporti, il carcere minorile di Torino, con l’accusa di omicidio. La cronaca è qui nebulosa e controversa: a Serravalle Sesia, nell’Aprile 1982 il ragazzo uccise un’anziana signora usando un oggetto contundente e con la complicità di altre persone. Doveva essere un banale furtarello con una storia di droga a far da sfondo, ma divenne una mattanza.

Al Ferrante Cristian Zanirato scelse la musica come attività educativa di recupero e proprio qui finì per prendere in mano, forse per la prima volta in vita sua, una chitarra; dotato di una predisposizione naturale allo strumento, il ragazzo fece veloci progressi rapidissimi sulle sei corde, finché la sua destrezza nella saletta prove dell’Istituto fu notata da Mauro Cavagliato, un tipo che prestava servizio di assistenza sociale nel carcere, occupandosi del programma musicale per i ragazzi detenuti. Fu lui ad avere la buona idea di presentarlo al suo giovane fratello Massimo, batterista della band Zauber dedita al rock progressivo tipicamente settantiano.

In breve tra Cristian Zanirato e Massimo Cavagliato nacque amicizia e quindi il giovane batterista iniziò a rifornire settimanalmente Cristian di cassette registrate perlopiù con pezzi dell’allora nascente movimento della NWOBHM di cui il leggendario negozio Rock‘n’Folk di Torino teneva vasto assortimento import del vinile che fu; parliamo dei vari Angel Witch, Praying Mantis, Tygers of Pan Tang, Def Leppard, Quartz, Iron Maiden ecc.

Cristian Zanirato divorò letteralmente quei nastri, “assorbendo” a velocità incredibile la “nuova musica” rock che rappresentava l’allora nascente fenomeno dell‘“Heavy Metal” riproponendola poi con la sua amata Gibson Les Paul.

Cristian Zanirato

Non privilegiando particolarmente Sabbath e Priest, la sua attenzione si spostò verso cose più propriamente chitarristiche quali Gary Moore, Randy Rhoads, e specie i primi Loudness, la band nipponica di Akira Takasaki che divennero sua fonte di ispirazione.

Nel 1982 sia Cristian che Max decisero di dar vita ai Black Deal con il supporto di un altro inquilino del Ferrante Aporti, Michele Nallino al basso, pure lui incarcerato prematuramente per un crimine grave. Dopo un buon periodo di rodaggio nella sala prove dell’istituto di recupero, anche con l’aggiunta di Danilo Ghiglieri, chitarrista prima dei Metal Fix e poi della band di motociclisti noti come Fil di Ferro, sullo stile dei Saxon inglesi, i Black Deal noti come “la band del Ferrante Aporti” furono pronti a suonare dal vivo oltreché alla registrazione di una prima demo-tape come trio.

I primi loro concerti si svolsero in alcuni noti locali della Torino underground quali il Centralino, il Big, il Metro e l’impatto con il pubblico fu incredibile: le cronache parlano di quel giovane ragazzo sbucato nientemeno che dalle prigioni e della sua sorprendente abilità sullo strumento; un autentico mostro alla chitarra elettrica che si cimentava pure con il canto, supportato da una sezione ritmica di tutto rispetto sulla più degna tradizione energetica della mitica NWOBHM.

cristian zanirato

Cristian Zanirato

Ben presto il giovane gruppo assorse allo stato di live cult band e così l’attività concertistica si estese a tutta la provincia torinese e/o regione piemontese compatibilmente con le severe normative carcerarie quali permessi di uscita e così via.

I Black Deal

Fin quando i Black Deal sentirono la logica necessità di assoldare un cantante per lasciare più spazio e libertà a Cristian Zanirato alla chitarra. Singer che fu individuato nella figura di Marco Bragadin e con il quale la band registrarò la seconda demo, praticamente in presa diretta, presso una sorta di studio di registrazione improvvisato entro il reparto officine dell’Istituto Ferrante Aporti.

Ed in breve tempo i Black Deal divennero tra i gruppi più interessanti del panorama italiano Heavy Metal, con l’inclusione di un paio di song in compilations quali Profumo di Rovina e H.M. Made in Italy (Shirak Rec.) seguita da un tour esteso a tutta la penisola nel 1985 e che fu un autentico successo per l’allora promettente combo torinese.

Lo sfascio della band, avvenuto a fine 1986, corrispose con probabilità alla scarcerazione dei due residenti del Ferrante Aporti, quando le solite attitudini giovanili tipicamente “metal” quali droghe, alcolici nonché screzi vari tra i componenti, iniziarono a compromettere la stabilità del gruppo.

Cristian Zanirato, consapevole delle sue potenzialità musicali, intraprese una sorta di sua carriera solista, anche abbagliato dal fenomeno nascente dello shredding chitarristico sorto qualche anno prima con Yngwie Malmsteen ed esploso poi negli States grazie alla celebre etichetta Shrapnel di Mike Varney.

cristian zanirato

Cristian Zanirato/Chris Holder

Adottato lo pseudonimo d’arte di Chris Holder , registrò una demo di quattro nuovi pezzi di genere chitarristico strumentale titolata On the Road durante il 1987, supportato dal sempre fedele Max Cavagliato alla batteria, da Fabrizio Francese (allora ex Jester Beast) e dal veterano cantante Elio Maugeri della popolare Hard Rock band torinese Eleckradrive che prestò la sua voce alla title track, la sola cantata facente un po’ il verso ai Dokken di George Lynch.

Ma  Torino non era (…e non è!) Hollywood. La mancanza di un’adeguata promozione, di un’etichetta seria, di “un qualcuno” che fosse in grado allora, senza futili ed allettanti promesse rivelatesi poi mere bugie, di portare alla ribalta una band talentuosa trascinata da un fenomenale chitarrista con tutti i presupposti per una meritata gloria; questi fattori accelerarono il triste epilogo della meteora Black Deal/Chris Holder: Marco Nallino si schiantò mortalmente con la sua motocicletta dalle parti di Cuneo nel 1992, mentre lo sfiduciato Cristian Zanirato s’inabisso progressivamente nella spirale discendente dell’eroina per morire stroncato da un’overdose durante un afoso Luglio del 1995, presso Rozzano, nel milanese dove si era intanto trasferito. Una vicina dirimpettaia ne avvistò il corpo sdraiato sul balcone. Non si muoveva più. Chiamò i carabinieri ma per il giovane non c’era più nulla da fare. Aveva 30 anni.

Ringrazio Louis Cypher per avermi aiutato a realizzare questo articolo.

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