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10 cose da non fare l’8 marzo se sei una donna!

8 marzo

C’è una cosa curiosa riguardo l’8 marzo, la famigerata festa delle casalinghe incatenate: le sole donne a parlarne, prima o durante, ne parlano molto male. Le altre, quelle che poi si riversano per le strade tutte in tiro e affollano i locali di spogliarellisti, tacciono.

Non so se avete presente The Purge – La notte del giudizio di James DeMonaco. Il film ipotizza un futuro molto inquietante in cui una notte speciale ogni anno è permesso a ogni cittadino di uccidere chi vuole senza alcuna conseguenza legale.

Ecco, sembra che molte donne, la sera dell’8 marzo vadano in giro a fare ciò che gli uomini pensano che faranno e senza freni, perché  moralmente e legalmente permesso loro di farlo. E sono inquietanti quanto gli assassini di The Purge.

Qualche avanposto femminile auspica un ritorno alla sobrietà per questa festa, ricordando il triste fatto che l’ha generata (che poi non è neanche vero che la festa nasca dalle ceneri di una tragedia) e riflettendo che tanto la gente (in questo caso le donne) riducono tutto in merda.

Sì, è il destino di ogni ricorrenza: il Natale da occasione di bontà a pantagruele consumistica; il Carnevale da giorno dedicato a orge, distruzione, piromania e libagioni sfrenate, a mesta coriandolata nella via principale del paese in attesa dei carri allegorici cagati fuori da una pseudo-cultura televisiva (anche ora che la TV è diventata facebook).

Insomma, tutto si riduce in uno schifo.

Prima di lasciarvi alla classifica vorrei dire una cosa, però.

Donna. Ogni volta che ti chiamano così, stanno cercando di venderti qualcosa. La donna ormai è solo una categoria commerciale in cui tu cerchi a colpi di diete e spese folli di rientrare. Quando ti chiamano donna non ti stanno facendo un favore. Ricordati che non esistono le donne. Esistono le persone. Nessuno dirà mai che le persone sono tutte troie. Ma che le donne sono tutte troie sì. E quelle che escono la sera dell’8 marzo non sono persone. Sono donne. E le donne per la società dei consumi, sono qualcosa da vendere e comprare. Ma non ci cascano solo quelle che escono a fare le pazzie l’8 marzo. La società del consumo riduce ogni femmina a merce tutti i giorni. Il dio consumo fa leva sul vostro istinto riproduttivo per trasformare a vostra volta anche voi donne in merce da consumare. E quando siete diventate merce, vi allegheranno a una macchina, un ristorante, un vestito, una nuova pratica fisica che riduce i grassi o distende i nervi, così da fottere anche i vostri mariti.

Ma tornando alle signore che la sera dell’8 marzo escono con le amiche (cosa che spesso non si ripete fino al successivo 8 di marzo) sono soltanto povere femmine che hanno bisogno di un giorno speciale in cui possono sfogarsi un po’, senza paura di essere giudicate.

Anche se poi lo sono. A giudicare le donne conformi al diktat sociale che “puoi essere troia la sera dell’8 marzo”, sono quelle altre donne che non hanno bisogno di una sera speciale per comportarsi da troie e poi non sentirsi giudicate. Quelle che lo fanno quando vogliono.

Non tutti siamo uguali. Non tutti riusciamo a vivere senza seguire un determinato binario. La società si basa su questo: i binari. Basta seguirli e tutto andrà bene. Le signore che urlano cose irriferibili a un pischello palestrato e depilato che potrebbe essere il compagno di università del loro figlio o il fidanzato della loro figlia, hanno bisogno di farlo, almeno una sera. E se riescono per una volta all’anno a liberare la bestia che la società vuol tenergli a freno, buon per loro. Pensate se non ci riuscissero mai.

Noi qui a Sdangher non giudichiamo chi va per spogliarelli l’8 marzo ma chi ci va l’8 di marzo e basta. Tutte le sere potreste fare questo tipo di bagordi, care donne. Siete voi che non ve lo permettete. Non scaricate la responsabilità sui vostri mariti.

I dieci consigli che seguono sono frutto di un sondaggio che ho fatto su un campione femminile da 20 a 60 anni. Ecco cosa ne è uscito. Signori, le 10 cose da non fare l’8 marzo se vi ritrovate una fica in mezzo alle gambe e due tette sotto il mento.

10 – Non uscite di casa

9 – Non andate nei locali di spogliarelli a fare le zoccole!

8 – Non ubriacatevi. Se ci si ubriaca poi si esce e si va nei locali di spogliarelli a fare le zoccole.

7 – Non andate tutte insieme a cena fuori a mangiare e bere vestite come se poi doveste recarvi in locali di spogliarelli a fare le zoccole.

6 – Non restate a casa a postare su internet tirate moralistiche su spogliarelli, donne morte in fabbrica e degrado. Tanto quelle che dovrebbero leggere le vostre invettive sono nei locali, ubriache a merda a fare le zoccole con uno spogliarellista color cioccolato che si strofina la conchiglia sulla loro fronte. Tutti gli altri e le altre, si stanno rompendo i maroni su facebook e non gliene frega un cazzo di ciò che vi infastidisce tanto.

5 – Non fate nulla che il mondo si aspetti che voi facciate, il giorno dell’8 marzo; incluso i ditalini.

4 – Se proprio dovete uscire a fare le zoccole non scattate selfie, specie dopo le sette di sera.

3 – Nemmeno Netflix è la risposta.

2 – Non dimenticate di aver pregato Gesù prima di uscire… Visto che seguiterà a guardarvi, fatelo almeno divertire un po’!

1 – Non gettatevi dal quinto piano.

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