Pascolando

Nuova uscita per i SeeYouSpaceCowboy tutto attaccato!

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Songs For The Firing Squad è il nuovo album dei SeeYoySpaceCowboy, uscito nel 2019.

Con all’attivo una manciata di titoli discografici pubblicati negli ultimi tre anni, l’eccentrico combo di San Diego dei SeeYouSpaceCowboy ha fatto uscire, in occasione dell’ingresso nella scuderia della blasonata Pure Noise, Songs for the Firing Squad: una raccolta dei loro brani passati più due inediti. Esclusa dalla tracklist è invece la Demo del 2016. I tredici brani, che durano in totale poco più di 18 minuti, vengono presentati come non ce lo aspetteremmo: dai più recenti, quindi i due inediti, giù giù fino ai più vecchi.

Ad aprire le danze dunque i due brani che presentano il nuovo corso della band tra cui il singolo Self Help Specialist Ends Own Life.

Grazie al cielo non è che sia cambiato poi così tanto, se si esclude una positiva crescita caratteriale della band la cui sperimentazione è meno anarchica e finalizzata alla scrittura. Forse certe iperboli caratteristiche della loro esuberanza risultano sgonfiate, non la passione per i titoli chilometrici però.

Si prosegue poi con i quattro brani che componevano lo split con i SecondGradeKnifeFight – non lo so cosa gli hanno fatto di male gli spazi tra le parole a questi.

È un furioso e sfacciato concentrato di deathgrind, mathcore e post-hardcore, una slavina di detriti assortiti, che abbandona sempre più quel pizzico di screamo (un brano si chiama proprio Stopping Calling Us Screamo) che affiorava invece nel primo lavoro. Sfacciati ma sempre più sicuri nell’interpretazione.

A chiudere il lotto della compilation ci sono il singolo Atrocities from a Story Book Perspective e i sei brani di Fashion Statements of the Socially Aware che, oltre a qualche nota screamo di cui si è parlato, presentano maggiori dosi di caotico post-hardcore (si sentono ancora gli At-The Drive In e i Glassjaw più furiosi) oltre che dei breakdown più deathcore.

Songs for the Firing Squad è un folle viaggio a ritroso, fatto di accostamenti vertiginosi tra elementi disparati, un trionfo di imprevedibilità che non abusa mai eccessivamente di tecnicismi, sintassi a parte, in grado di ricompensare quegli ascoltatori che hanno amato gruppi come i See You Next Tuesday, i primi Between the Buried and Me come anche ovviamente i Dillinger Escape Plan.

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