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Il pulviscolo degli dei – American Gods atto secondo

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American Gods (Seconda stagione) è una serie ideata da Bryan Fuller e Michael Green.

La serie televisiva ispirata al romanzo di Neil Geiman e visibile su Amazon Prime è alla seconda stagione. Si profila lo scontro tra vecchi dei dimenticati ma non arresi e nuovi dei destinatari del mondo. Non si capisce come mai i secondi, così forti e fighi, temano quei vecchi scalcinati miti pagani, ma ciò che conta è il conflitto, motore di ogni vicenda.Gli dei antichi, capeggiati da un carismatico, sornione e a tratti irresistibile Odino (Ian McShane) devono vedersela con Mr. World (Crispin Glover) e i suoi amici (Media, Technical Boy e altre monnezze che dominano la nostra esistenza e a cui siamo prostrati oggi, noi atei, agnostici e patanisti della domenica, peggio di quanto abbiano mai fatto i Cristiani e i satani nei secoli passati).

Nel ruolo di perno di tutta la faccenda, il consueto umano predestinato, conteso tra luci e ombre (e si chiama Shadow Moon, a proposito), intrepretato dal pesce lesso Ricky Whittle, attore nero dall’aria quasi sempre tramortita che sembra più un personal trainer in overdose da glutammina che l’esemplare uomo decisivo su cui dovrebbe reggersi il futuro spirituale di questo mondo.

Non mi dilungherò oltre a parlarvi dei significati narrativi, teologici, filosofici e sociali di American Gods, per quello rinviamo tutto alla fine della stagione e al pezzo che nelle prossime settimane scriverò sul romanzo. Ora mi limiterò a confermare la qualità della serie, cosa non scontata visto che gli showrunner della prima stagione si sono dati per differenze di vedute sul budget destinato agli episodi da fare e la direzione creativa da prendere.

La scelta di sospendere il conflitto per immergerci con dei flashback nella vita passata di Shadow Moon è necessaria a dare una sostanza e una spiegazione all’attitudine passiva e pussy slave del protagonista trasognato. Si parla quindi del rapporto profondo con una madre orgogliosa e sognatrice, morta di tumore quando lui era solo un ragazzo trapiantato da poco in America e vittima dei conflitti razziali e violenza urbana.

Un inizio che promette bene ma senza spingere a sbilanciamenti nelle previsioni. Gillian Anderson, interprete di Media, si è data anche lei dalla serie, ma la cosa è meno disastrosa di quanto i vecchi fan di X Files possano pensare.

Consiglio a chi abbia perso la prima stagione di American Gods, di recuperarsela al più presto. Si tratta di è una delle cose migliori realizzate in ambito televisivo negli ultimi anni e merita la vostra passione. I metallari in particolare troveranno vecchi amici: dalla dea Kali a Wotan, un superincazzoso e buro Leprecauno o Chernobog, interpretato dal grandissimo Peter Stormare, divinità che molti di voi ricorderanno nell’episodio de La notte sul monte calvo in Fantasia.

 

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