La Truebrica del fantino Recensioni

I Malevolent Creation e la differenza tra Fasciana e la Lindemulder

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The 13th Beast è il nuovo disco dei Malevolent Creation, recensito per noi quando proprio avevamo perso ogni speranza, da Roberto Pantano.

Lui è Phil Fasciana e lei è Janine Lindemulder. Fidatevi, non sono pochi i punti che accomunano il padre padrone dei Malevolent Creation alla golosa crocerossina immortalata sulla copertina di Enema of the State dei Blink 182.

Phil ha recentemente soffiato le sue prime 51 candeline, Janine ha raggiunto lo stesso traguardo, ma da acclamata e invidiata starlette della tripla X, con certezza posso affermare che non c’è stato soffio alcuno, quelle candele sono state smorzate a opera d’arte a colpi sordi(di) di pubococcigeo.

La ancora fiorente criniera platinata di Fasciana ricorda quella di uno stachanovista stallone da monta di qualche ranch soleggiato subito fuori Fort Lauderdale; la Lindemulder è titolare di una laurea honoris in tema monte applicate.

Entrambi condividono il record del numero maggiore registrato di partner di lavoro, se preferite di membri, entrati e usciti di scena e non solo di scena considerando i più svariati pertugi messi a disposizione dalla frizzantina ex maestra di asilo…

Potremmo andare avanti e trasformare quel che state leggendo da un semplice e smaliziato articolo fatto da qualche centinaia di battute (non digitazioni perchè la coniugazione che più ci sta a cuore è io batto, tu batti, lei batte, noi gang bang) in una rubrica mensile, o perché no settimanale tanti sono gli elementi da trattare.

Dal momento che a noi non piace prolungarci con i preliminari (la migliore scusa per fronteggiare l’eiaculazione precoce) dunque arriviamo dritti al sodo (…aridaje) ovvero il meno aulico e mero business. Menti affilate quali sono, i nostri due paladini sono stati artefici del proprio destino imprenditoriale sin dagli esordi, sapendo imporsi con destrezza in territori dissimili per risultato finale, ma gemelli per la rigida staticità di intenti che li accomuna.

Certo i 13 album dei Malevolent Creation sono una goccia nel mare al confronto delle 149 pellicole pluripremiate girate dalla XRCO Hall of Famer, ma di fatto quel che viene immortalato dalle cineprese degli uomini della San Fernardo Valley arriva allo stesso risultato ottenuto da quanto catturato in presa diretta dagli amplificatori di uno studio di registrazione della Florida: un “trademark” già noto in anticipo all’utente finale, sia questo un fanatico del Death Metal più americano e più old school che più non si può, oppure impavido seguace del verbo lasciato ai posteri dal biblico secondo figlio di Giuda.

Garanzie di successo? Non in senso stretto ma genuina riuscita assicurata, categoricamente ben lontana dalla routine o dalla svogliata reiterazione di chi non ha più da dire o ingoiare.

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