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Birre & metal secondo un centauro bevitore

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Cari centauri sparsi per il mondo, a cavallo di potenti mezzi e massicce melodie, voglio parlarvi di una passione che accomuna pressoché tutti noi rockers, amanti delle note pesanti e decise e del viver bene. Dal titolo avrete già compreso che il nostro tema di oggi sarà un’altra mia grande passione, a pari merito con metal e motociclette: sua maestà la Birra! Si, la Birra, che da sempre accompagna il variopinto carrozzone del Rock e del Metal con la propria esuberanza e con sapori particolari, sempre molto graditi da noi ruvidi metallari.

Gli esempi di come il mondo delle birre, soprattutto quelle artigianali, che mettono a stretto contatto produttori e consumatori, abbia spesso ricambiato il nostro sentimento, è noto e documentabile, ma io, da bravo centauro che non si ferma mai, ho deciso di saperne di più.

Con indomito senso del dovere mi sono fiondato al cospetto di due veri esperti, Marco e Giovanna, che oltre ad essere tra i migliori amici che io possa annoverare, sono anche riusciti a coronare il sogno di ogni bevitore di birra artigianale, aprendo una loro birreria (il mitico B.Ar. a Montalto di Castro)

Accolto con gran brindisi per riprendermi dall’arsura della strada, che è sempre una pericolosa insidia, mi sono quindi rivolto alla loro infinita conoscenza dell’argomento, scoprendo cose veramente interessanti.

I birrai ci amano, gente!

Anche i grandi del Metal, ovviamente, hanno spesso creato linee di birre ispirate alla loro musica.

Ci sono state birre dei Motorhead (la loro si chiama Bastards Lager ed è prodotta dal birrificio svedese Kronlins dal 2012, fruttata e con un forte retrogusto di malto); degli Iron Maiden (la loro Trooper è una delle più famose birre ispirate al metal, tanto che per festeggiare i dieci milioni di bottiglie vendute è stata creata la limited edition “666”); degli Opeth (la produzione limitata creata in collaborazione con il birrificio inglese per il loro venticinquesimo anniversario è una Imperial Stout che miscela venticinque tipi di malto differenti e spara 9,2 gradi, prodotta in sole 1700 bottiglie da 66cl); dei Metallica (che però hanno prodotto la propria Budweiser Metallica in collaborazione col noto colosso americano solo per distribuirla in occasione di alcuni concerti in Canada nel 2015, senza mai metterla in commercio direttamente, facendola diventare un oggetto di culto per i collezionisti che si litigano le lattine nere nelle aste a botte da 100 dollari e più a confezione, e privando un povero centauro metallone del piacere di assaggiarla, sigh); i Sepultura (loro hanno fatto una confezione molto carina che sembra un ampli, ma una birretta leggera in stile tedesco, dal sapore delicato che francamente trovo poco legata al genere Sepu); gli Slayer (la loro 666 Red Ale è una ottima rossa, venduta ahimè solo in Svezia che io sappia, dove è prodotta dal birrificio Nils Oscar); i Kiss (che sempre in Svezia hanno dato i natali alla Destroyer, una lager di gusto classico).

I gruppi che hanno deciso di mettere in commercio il loro marchio collegato alle birre sono davvero tantissimi, si va dai Queen (Queen Bohemian Lager), ai Pearl Jam (Faithfull Ale), agli AC/DC (Australian Hardrock). L’elenco sarebbe lungo e questi esempi rappresentano non solo dei riferimenti da parte dei nostri beniamini, ma veri e propri incontri plateali tra i due elementi, il metal e la birra, che dimostrano l’affetto che li lega.

Non sono da meno i birrifici artigianali sul territorio, che omaggiano il mondo metal con i più svariati rimandi, ispirandosi innanzitutto nelle grafiche delle etichette alle copertine dei dischi, utilizzando caratteri e disegni tipici. Regolarmente escono edizioni limitate di birre prodotte proprio ispirandosi a un gruppo o a un genere.

A volte il gioco sottinteso è quello di riconoscere i riferimenti e le citazioni, spesso nascoste dietro alla forma di un carattere che riprende i loghi dei gruppi; altre riconoscendo un disegno che somiglia a copertine famose di dischi. Un giochino per molti ma non per tutti.

Qualche esempio?

Un caprone black metal per una Imperial Stout? Fatto. Ed il nome non lascia dubbi! E che dire della nostra contessa preferita su una bottiglia? Ma il massimo è scoprire che la Bathory non è altro che la Erzsebet invecchiata, ed entrambe sono opera di un birrificio (Terre di Faul) dove mi assicurano si ascolti metal, ovviamente!

Gli esempi sono tanti e diversi ma il rapporto tra birra “buona” e metal è innegabile. D’altronde non sono forse i pub i luoghi dove le rock band cominciano le loro carriere? Non è forse la birra la bevanda privilegiata in sede di concerto? Quello tra la bevanda fermentata a base di luppolo più antica del mondo ed il rock in tutte le sue manifestazioni è il rapporto più solido che esista!

Se non siete convinti chiedete ai Tankard, loro sapranno rispondervi per le rime!

E anche i Korpiklaani avrebbero qualcosa da aggiungere!

Non per niente dalle regioni dell’Europa del Nord, dalla Germania alla Scandinavia tutta, arrivano sia i gruppi metal più legati alla bevanda che alcune delle birre artigianali più famose!

Nella mentalità vichinga la birra e la musica sono indissolubilmente legate al divertimento e quindi il loro rapporto risulta assolutamente naturale agli occhi di tutti. A suon di metal, cari amici, si beve e si rimorchia, ci si ammazza di risate e si galoppa alla grande!

Oggi come oggi inoltre ci sono birre per tutti i palati, ormai anche il Belpaese sta scoprendo il piacere delle birre locali, i birrifici diventano sempre più una realtà anche nella nostra penisola che, fino a pochi anni fa, faceva del vino l’unico prodotto tipico.

Da qualche parte in Italia ci sono birre che si sposano perfettamente con l’immagine dei gruppi metal più disparati, come possiamo resistere la tentazione di andarle a cercare? Sperimentare è quasi un dovere!

E con questo vi saluto e alzo il volume, ormai la birretta dovrebbe essersi raffreddata a sufficienza nel frigo della mia officina! Saluti cromati dal vostro centauro scalpitante e grazie ancora agli amici birrai!

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