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Battle Beast – No More Hollywood Endings per pietà!

Battle Beast

No More Hollywood Endings è un album dei Battle Beast prodotto dalla Nuclear Blast e in uscita nel 2019.

Ah, una nuova avventura dei Battle Beast, che bello! Ora poso le chiavi inglesi, mi siedo su questa comoda sella borchiata appoggiata al muro e me li ascolto. Avranno imparato qualcosa dopo il mediocre Bringer of Pain, loro penultimo lavoro in studio sempre targato Nuclear Blast?

Gruppo finlandese capitanato sino al 2015 dal chitarrista Anton Kabanen, i Battle Beast sono la band che aveva l’uomo giusto e lo ha perso. Lui se n’è andato a fondare i propri Beast in Black (Padrecavallo li adora) e i poveri Battle Beast hanno deciso di andare avanti senza un leader, rischiando e fallendo il raggiungimento dei fasti qualitativi del passato: quando li vidi vincere e stravincere su tutto ciò che ci potesse essere in Finlandia. Giunsero persino al settimo posto della classifica nazionale con l’album di debutto: Steel. (Roba che solo i Nightwish, gli Him e il Toto Cutugno dei tempi d’oro – ndp.)

Questo quinto disco della band, il secondo senza Kabanen, risulta interessante a tratti, scadendo un po’ nel già sentito in pezzi come la title track (decisamente non il loro brano migliore) e peccando di una piattezza creativa che permea il tutto.
Nonostante il buon lavoro della cantante, la solida e simpatica Noora Louhimo, che ci dà dentro alla grande,  No More Hollywood Endings non decolla mai pienamente. Diversi gli spunti, alcuni brani anche belli, ma lo spettro della noia derivante da un sound troppo “americano” imposto alle composizioni, incombe sempre, arrivando a livelli imbarazzanti in pezzi come Endless Summer,in cui sembra di ascoltare un anonimo gruppo AoR americano degli anni ottanta.

Tra le cose buone dell’album citerò invece Eden (ottima prova con tanto di assolo di chitarra godibile) e The Golden Horde (di gran lunga il pezzo migliore, grintoso e trascinante al punto di avermi strappato un sorriso nonostante il resto) che dimostrano chiaramente come i Battle Beast avrebbero davvero solo bisogno di carburante migliore: scoppiettano e perdono colpi come un diesel dagli iniettori tarati male, pur avendo tutti i cavalli necessari a stupirci.

Eppure non sto ascoltando un brutto disco, ci tengo a precisarlo, il prodotto è anche accettabile ma certamente meno potente dei lavori di Kabanen con il nuovo progetto.

Io dico che c’è speranza per i Battle Beast, ma il loro periodo d’oro è ormai lontano e dovranno impegnarsi non poco sul piano compositivo (ed anche in arrangiamenti meno piatti) per riuscire a recuperare terreno e riprendersi il posto di bestie da battaglia a cui ambiscono.

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