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Manowar – Ritorno per la battaglia finale I

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The Final Battle I è il primo sborrusofsteel per il ritorno dei Manowar!

Tornano i Manowar, e stavolta con un prodotto realizzato in modo decente. The Lord Of Steel era talmente sciatto che non poteva rappresentare un degno finale per questa band (con tutte le riserve che possiate tirar fuori su di essa).

Personalmente i Manowar restano tra i gradi del genere, per me. Li amo e rispetto, nonostante loro negli ultimi anni abbiano finito per rispettare molto poco se stessi. The Final Battle I, EP di quasi venti minuti formato da una intro sinfonica così così e tre canzoni vere e proprie, non aggiunge nulla, ci mancherebbe, ma ha un suono efficace e numerosi rimandi alle origini hard rock del gruppo.

In particolare Blood And Steel (stoppate ogni commento sul titolo, per favore) si regge su un riff che rimanda alla potenza stradaiola di Warlord e Shell Shock, e ignorando il testo, che ormai è realizzato con una sorta di processore automatico di venti parole tra metallurgia, piromania e meteorologia (wind, fire, steel, iron, blood ecc.) finisce per suonare come un robusto barilotto sui denti del metalcore.

Swords Of The Highlands invece recupera l’afflato pure american power di Warriors Of The World; è un lento ultra-solenne da cantare ubriachi a merda con una spada di gomma requisita ai vostri nipoti.

You Shall Die Before I Die è una variazione (sempre che possiate concepire varianti ulteriori) di Blood Of My Enemies, ma cantata… o meglio, interpretata dal vecchio zio Joey. Non crediate, è meglio di ciò che si possa immaginare.

The Final Battle I è il primo di tre EP che tutti assieme comporranno il nuovo (e forse ultimo) album dei Manowar. DeMaio, vecchio marpione ha detto che i brani sono talmente potenti e intensi da spingere il gruppo a non farli uscire tutti insieme per il bene delle nostre arterie, di conseguenza ecco perché questo serial, che in realtà è un interessante esperimento di marketing che ricorda le recenti uscite di Down e Skid Row.

La formazione ha due nuovi innesti: il batterista svervegico Anders Johansson (Hammerfall, Malmsteen) e il chitarrista brasileiro E.V. Martel, confermato dopo il reclutamento live a sostituzione del pedowarrior Karl Logan, il secco riccardone ripudiato dal Valhalla per i suoi recenti fatti criminosi.

Entrambi questi due pisellotti aggiungono forze giovani alla causa. Da dire però che Adams e DeMaio sono in forma e pronti a morire nella battaglia finale. In fondo è così che devono andarsene dei vecchi guerrieri, sbudellati in una pozza di fango, a rimirare il cielo, mentre le cosce della prima valchiria si aprono tra due nuvole rosa.

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