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Antropomorphia – Ricrescita costante!

antropomorphia

Gli Antropomorphia vengono di Olanda (paese di zoccole) e fanno death-black mdl. Il loro album Merciless Savagery è l’ideale se volete predisporvi nel modo giusto nei confronti di questa incipiente primavera.

Ispirati dalle note di una band tanto fiamminchia, staccherete la testolina agli uccelli e la depositerete alle zampe dei vostri gatti, e correrete dalle prostitute per vincere il senso di profonda solitudine che il disco vi imprimerà sotto le unghie dei piedi, come gelido loto tenebrario.

Soli, persi nel buio più buio del fetido buco di culo che Satana abbia mai avuto tra le chiappe, sentirete suonare gli Antropomorphia, un’orchestrina piccola ma nera, NEEERA! che esegue partiture a base di rasoi e tempeste, solo per voi derelitti umani.

Gli Antropomorphia sono in tre: M, F, S, J. Non abbiamo idea per cosa stiano quelle iniziali, magari Malgioglio Frizzi Savonarola e Jane. Oppure Marrabbio, Filomena Marturano, Sallusti e Jane. Potete continuare a giocare così ma se non vi va, allora seguitate nella lettura e vi diremo cosa ne pensiamo di: MERCILESS SAVAGERY!

Sigla!

Fine Sigla!

Allora, Merciless Savagery, che significa SPIETATA FEROCIA è il quinto album di una band che produce demo (MUTILAZIONE INTESTINALE) dal 1992 ma è riuscita a realizzare un album (PURO) solo sei anni più tardi, nel 1998. Per il secondo ce ne sono voluti altri 14. EVANGELIZZAZIONE NECROMANTICA.

Potete notare il passaggio dalla violenza cieca all’esoterismo smargiasso.

Oggi questi guaglioni sono più costanti nelle uscite, comunque.

Hanno pubblicato nell’ordine:

RITUALI PERVERSI (2014)

e

SERMONI FURIOSI (2017)

Traduco i titoli in italiano per vedere se è riuscite ancora a prenderli sul serio.

Merciless Savagery è un album che rimanda al death trucido dei CREAZIONE MALEVOLA, la pomposità infame degli ANGELI MILD e un certo tarantellismo black alla Marduk o chi vi pare a voi. Di sicuro non è un disco rivoluzionario o sperimentale ma piuttosto vario, ricco di momenti atmosferici, scapocciosi e persino neomelodici.

Gli hype sono senza dubbio Cathedral Ov Tombs (stoppata e antipatica come quelle fanfare immonde che si sentono su Covenant) e Luciferian Tempest, dal finale moooolto evocativo, grazie all’ospitata decisiva di Farida Lemouchi (Ex The Devil’s Blood) che intona una melodia in stile “ave satana, fammi essere la tua capra ma non mi trasformare in carbon!”

La copertina del disco ci piace assaje.

 

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