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Io Ho Gravi Malattie e voi?! – L’intervista

Intervista a Ho Gravi Malattie, progetto noise di all’insegna della setticemia e della malasanità più barbina. Domande a cura dell’infettivo cavallo goloso Ruggiero Musciagna.

1-La prima domanda è sempre la più stupida, quindi dritti al sodo. Che ne dici di presentarti al pubblico? Chi è Ho Gravi Malattie, e perché si chiama Ho Gravi Malattie? Di che gravi malattie devo avere paura?

Mi han suggerito di evitare queste domande con astuzia felina, vediamo cosa si può dire. Dunque, HgM è un anziano condominio, che sta più di là che di qua. Per il nome devo raccontarvi una breve storiella. HgM è il nickname da quando avevo circa 10 anni, ho sempre usato questo, sicché, nel 2002/2003, mentre cazzeggiavo su un forum di musica ormai defunto, una giovane utente mi chiese quale fosse il significato delle tre lettere, le risposi ‘a te che suggeriscono?’, e in un microsecondo la risposta fu Ho.Gravi.Malattie. Risi così tanto che me ne appropriai, anche se il vero significato potete trovarlo nella Tavola Periodica degli Elementi. Malattie da cui stare alla larga? La solitudine: è invisibile, non ha odore, l’avverti, sai come curarla ma ti fa fare comunque brutte cose.

2- Tra l’altro HgM non è solo la tua label, ma anche il tuo progetto noise. Qualche dettaglio al riguardo?

Causa passione per i suoni ambientali, mentalmente è nato verso la metà degli anni Novanta, ma è esploso a livello digitale e poi fisico solo nel 2011/2012. Trattasi sostanzialmente di destrutturazione e manipolazione, attraverso programmi per pc, del personale archivio di field-recordings accumulato negli anni, nulla di così interessante come puoi vedere. HgM è comunque un progetto che ormai posso definire agonizzante.

3- Tutti i genitori hanno un figlio preferito e una pecora nera, anche se sono sterili. Quindi qual è la tua pubblicazione più odiata e quale la tua preferita?

Odiate nessuna. Posso però dire che il lavoro di Suture stona all’interno del catalogo, e non perché sia malvagia la parte audio, ma perché si evince chiaramente che è un lavoro concepito per un’altra label. Release preferita, beh, senza dubbio Ascariasis di Dendera Bloodbath: album musicalmente notevole, studiato avendo il concept della malattia in testa, perché Verge è davvero brava, perché è donna, e perché l’artwork realizzato dalla quasi socia di malattie Omega Kunst puzza e puzzerà fino all’eternità.

4- Ho notato che le tue pubblicazioni sono al limite della legge delle spedizioni postali per “i gadget” inclusi. Certo non raggiungi il tipo che spediva il proprio sperma, ma ti è mai tornato indietro qualche album? Le poste hanno fatto domande/problemi per qualche accessorio incluso?

Una sola volta mi tornò indietro un prodotto, destinazione Germania. Meglio non fare domande alle poste, però sì, alcune pubblicazioni sono al limite delle normali spedizioni (penso ai profumatissimi tortini realizzati da Omega Kunst al cui interno sono inglobati pezzetti di budella e vermi).

5- Febbre emorragica di Marburg è una uscita che ho trovato interessante proprio per il suo gadget. I brandelli di carne a chi appartengono? Come li hai conservati per non puzzare?

L’alcol etilico ha ottime proprietà antisettiche e tiene meglio il colore rispetto alla formaldeide, i fegatini, invece, puoi sempre gustarli con un bel piatto di fave e un buon Chianti.

6- Cd o cassetta. La battaglia è più che mai aperta. Qual è il format migliore secondo te?

Tape tutta la vita, ma semplicemente perché sta lì zitta zitta ovunque la metti, e poi sono più facili e veloci da spolverare negli scaffali.

7- Digitale o pedali. La gente mi rompe spesso che il vero noise va fatto solo con i pedali. È vero? È una cazzata? Devo picchiare i miei amici?

Non è vero, è una cazzata, sotterra i tuoi amici.

8- Le grandi label sono in crisi, e quelle underground digitali fioriscono come funghi nucleari a Chernobyl. Il tuo pubblico che tipo è? Gli piace andare dietro alle tue uscite, o succhia il sangue dal bottone dello streaming?

Si tratta di un pubblico che spero abbia gravi malattie. Le statistiche che possiedo da bandcamp dicono chiaramente che scaricano e ascoltano davvero poco, nonostante la politica della label sia il free download, però sì, qualcuno che segue costantemente c’è.

9- Quale consiglio daresti a chi vuole lanciarsi nel mercato dell’underground, a parte non pubblicare album metal che ce ne sono già troppi?

Di non farsi coinvolgere troppo dagli eventi, mi spiego meglio. La parola mercato chiama profitto e questo non piace, il divertimento no, quindi: divertitevi. Underground, invece, implica qualcosa di nascosto, per cui, cercate di insistere su nomi sconosciuti, preferibilmente donne, perché le donne fan meglio qualsiasi cosa, è risaputo.

10- Se io volessi pubblicare un album sulla bolsaggine, malattia che colpisce i cavalli, lo pubblicheresti?

No, solo malattie feline, sto aspettando infatti qualcuno che mi infetti di Toxoplasmosi.

11-Mai pensato di pubblicare un cd con la cover scritta con sangue umano o lo hai già fatto?

Sì, ci ho pensato eccome, ma non sarebbe una ottima idea, il sangue si coagula abbastanza velocemente e dubito che la scritta duri nel tempo, mentre io voglio qualcosa tendente all’eterno il più possibile. Però stiamo (plurale perché sarà coinvolto anche un altro condominio) lavorando a un qualcosa in cui qualche traccia ematica sia presente, ma sarà una autoproduzione, al di fuori del circuito ‘gravi.malattie’.

12-Una volta un mio amico fece sesso col suo divano. Qualche consiglio al riguardo? Magari una marca di lubrificante?

Chiedere al divano se gli è piaciuto, ma l’importante è che fosse consenziente…

13- Questa è la domanda più stupida che mi sia mai venuta in mente. Sei su un’isola deserta. Un cd di tua scelta, una pistola con un solo proiettile, una persona di tua scelta. Puoi portarti solo due di queste tre cose. Quali, e perché.

Ma secondo voi mi porto una pistola con un solo proiettile? Ma anche no, l’isola deserta è una delle poche condizioni ideali per sopravvivere con meno disturbi mentali, e quindi, vada per le altre due opzioni, ma scegliere un disco e una persona soltanto faccio davvero fatica. Per gli individui non ho problemi, diciamo tutti quei pochi a cui sono affezionato, per i dischi The First Album di Madonna (per video, canzone e look in Lucky Star, ma soprattutto perché lei è insuperabile), Some Great Reward dei Depeche Mode (perché negli anni Ottanta dovevi fare una scelta: essere rude e zozzo come un metallaro oppure delicato e gentile come il loro synth-pop), Micro-Phonies dei Cabaret Voltaire (perché se il mio futuro fosse stato quello di essere un musicista, ecco, avrei fatto un disco geniale come questo), In The Flat Field dei Bauhaus (perché Double Dare è una di quelle canzoni che ti entrano di prepotenza nella coscienza svelando il tuo vero essere, l’ascoltai purtroppo con molto ritardo, era il 1988) e Drowning In A Sea Of Bliss dei Nocturnal Emissions (perché è a causa sua se qualche volta mi va di ascoltare merdanoise).

14- Siamo una horszine, gestita da gente che indossa la maschera da cavallo mentre scrive per drogarsi dei propri stessi fumi facciali. Come cavolo t’è venuto in mente di accettare una intervista da parte nostra?

La risposta sta nella prima parte della domanda…

15- Saluta chi vuoi, tanto non giudichiamo nessuno.

Devi sapere che il violaceo condominio HgM oscilla tra personalità INTJ/INFJ, questo significa che non ha molte persone vive da salutare, ma solo 3 o 4 individui a cui mi ci sto affezionando pian piano e che spera non svaniscano in fretta.

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