La Truebrica del fantino Recensioni

Roadhorse-hard rock elaborato e performante!

Roadhorse

88 Cubes è un disco dei Roadhorse del 2014.

Quando Padrecavallo ha visto una copertina raffigurante motore e serbatoio di una vecchia Harley Davidson Shovelhead non ha avuto dubbio alcuno, e ha giustamente pensato al qui presente centauro per recensire questo bel disco dei Roadhorse, goduriosa opera dal suono grezzo e venato di rock’n’roll, una gioiosa via di mezzo tra i Motorhead e gli ZZ Top più potenti.

Non ci è dato sapere molto di questa band, se non che si tratta di un affiatato trio in circolazione da parecchio tempo, pare sin dal 1989, composto da Vinnie Falkowski alla batteria e voce solista, Joel Wilson alla chitarra e Michael Gibbs al basso.

Questo 88 Cubes è il loro terzo disco in studio e vengono da Springfield e ci arriva solo ora per chissà quale mistero del metallo, benché sia uscito tre anni fa, nel 2014. Perché lo trovate tra le recensioni? Perché è una figata e di quelle che non temono il passare del tempo.

Lasciatemi dire che questi ragazzi sanno il fatto loro e suonano un genuino hard rock di stampo assolutamente vintage con metodo e stile. Nello scorrere dei pezzi mi sono ritrovato a pensare al mai sufficientemente compianto San Lemmy; pare che io non sia l’unico visto che sul proprio sito, gli Horseroad citano tale Trapskull della Spiral Madness Productions che dichiarò del loro primo lavoro Identiy Crisis: “Quando sentii per la prima volta il loro CD credetti che Lemmy e Wendy’o Williams avessero tre figli!”.

I testi sono decisamente biker-oriented, basta sentire Shovelhead, la canzone che apre l’album (per chi non lo sapesse lo Shovelhead è un modello di propulsore Harley Davidson prodotto dal 1966 al 1984, che equipaggiava tutte le grandi moto della casa di Milwaukee in quegli anni).

La grinta del trio è evidente da subito ed il loro sound ruvido affascina immediatamente, senza nulla aggiungere al genere ma con tanto carisma. Altri pezzi da non perdere sono: Stop the Rain, nella quale una chitarra sporca e massiccia riporta la mente ai suoni dei primi anni ottanta in USA, e la veloce I’m Busy, che si presta sicuramente a devastanti performance dal vivo grazie al ritmo trascinante.

88 cubes è un disco che lascia in bocca il sapore dell’asfalto caldo e della benzina che brucia nei cilindri.

Il vero disco per il motociclista “che non deve chiedere mai”, come diceva la pubblicità del noto profumo al muschio che fa più maschio.

 

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