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Games Of Thrones 8 – Chi è che bussa al mio castello?

La seconda puntata dell’ultima stagione di Games Of Thrones commentata in anticipo sulla versione italiana da Simon Broglio.

Eccoci qui, la seconda puntata della stagione conclusiva del Trono di Spade è appena finita, la bellissima Jenny of Oldstones cantata da Florence and the Machines va scemando piano nel mio oscuro garage, illuminato, nel cuore della notte, dalla vecchia tv.

Episodio pieno di momenti interessanti nella spasmodica attesa del confronto tra i vivi e gli Estranei, che più passa il tempo e più appaiono presi di peso da Wrath of the Lich King, la meravigliosa Seconda Espansione di World of Warcraft, famoso videogames interattivo della Blizzard.

Potevo dirlo? L’ho detto. C’è persino il drago redivivo, anche se non si chiama Saragosa, e ho detto tutto. Non pensate male, il Trono di Spade resta la più bella serie di tutti i tempi a mio avviso, ma le similitudini tra l’armata di morti viventi che arruola i nemici caduti man mano che avanza e gli Estranei che, di fatto, fanno le stesse cose ci stava.

La fortunata serie HBO non è solo questo, ovviamente. Ci sono le storie dei personaggi, mai tanto importanti come ora. Molti dei sopravvissuti alle stagioni precedenti si trovano a confrontarsi nella relativa calma che precede la tempesta, tra le mura di Grande Inverno, dove tutto incominciò ormai otto anni or sono.

Non mancano le situazioni interessanti, come il bellissimo confronto tra la padrona di casa Sansa Stark (interpretata dalla rossa Sophie Turner dallo sguardo perennemente triste) e la neo regina Daenerys Targaryen (la sempre biondissima Emilia Clarke) o come la rimpatriata di fronte al camino la notte prima dello scontro.

Anche la piccola Arya, peraltro ormai grandicella per fare l’eterna bambina di casa, trova il modo di farci capire che è cresciuta e pronta alla battaglia vera e propria, quella con la vita da adulta prima che con l’esercito di morti che si avvicina nella tormenta.

Sono tante le cose che si dicono prima di una situazione catartica come una battaglia contro forze soverchianti (gli Estranei sono pure tanti, oltre ad essere duri da buttar giù) e, nella notte che precede l’inizio delle danze a fil di spada tra i nostri eroi e gli invasori dal cuore freddo, molte situazioni vengono affrontate grazie all’incertezza del domani.

La regia è come sempre all’altezza della situazione e il cast sa perfettamente come dare spessore ai personaggi coinvolti, il che non fa che ricordarci che il concorso “indovina la salma” incombe su di loro, tutti.

Non vi resta che decidere chi sarà il primo a schiattare e comunicarlo ad amici e parenti appassionati di GoT, lanciandovi in infinite discussioni pro o contro la vostra tesi. Ricordate però che il decesso va argomentato, ossia dovete cercare di prevedere anche come avverrà la dipartita, sennò non c’è gusto!

Alla prossima settimana, dunque, vi lascio con l’immagine di Tyrion (interpretato da un incredibile Peter Dinklage) che scruta la notte, dai bastioni di Grande Inverno, mentre la notte scruta lui!

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