Pascolando

Mikko Aspa e le domande veramente importanti

Quando iniziai uno dei miei tanti progetti noise, il mio obiettivo principale era creare qualcosa di simile a una colonna sonora horror. Mi mancavano ancora le basi, avevo pochi ascolti sporadici, i nomi più sputtanati… forse neanche quelli a disposizione. Insomma ero un neofita. Poi con gli anni ho maturato il bisogno di cercare nel pubblico non stima e approvazione ma shock, disprezzo, disgusto e magari anche un bel conato di vomito.

Recentemente mi è capitato il solito articolo di quel sito americano che non cito (perché no basta hanno rotto il cazzo e non regalo pubblicità a nessuno) in cui si parla dell’ennesimo tentativo dei benpensanti di bloccare un tour di una band black metal, i MGLA. La loro colpa? Il cantante ha registrato con un side project power electronics, Leichenhalle (google translate mi dice che significa obitorio):  un album a tema anti semita… e uno su Tetsuo The Iron Man.

Ecco, già sta incoerenza dovrebbe far pensare, però male dei mali hanno anche collaborato/suonato live un anno con Mikko Aspa, cantante dei Deathspell Omega (yeeeeh) e unico personaggio del progetto Clandestine Blaze (BUUUUUUH).

Certo è che se io ora bloccassi il tour di ogni band che conosce/ha collabotato/stima Mikko Aspa, allora rendiamola semplice e chiudiamo porti e aeroporti e tanti saluti a tutti. Facciamo suonare solo le band deathcore e christian metal e rendiamo tutti una sega a dio pensando agli uniporni LGBT.

Scopro anche questo: qualcuno si è incazzato per il supporto dei Mgla agli Infernal War, definita band Neo-Nazi. Sarà forse per il disco Infernal SS? Dai titoli e lyrics e dal fatto che discogs mi permetta di comprare la loro discografia (e credetemi quelli sono rigidi sull’argomento) non mi pare ci sia molto nazismo di mezzo, o forse l’ombra del nemico si nasconde tra le S?

Tornando a Mikko Aspa, io sono un fan della sua label: la Freak Animal Records, oltre che delle varie sotto label come la Institute Of Paraphilia Studies. Ecco, se vi ritenete sani di mente evitatela, oppure continuate a leggere.

Tra le varie uscite, che ovviamente recupero illegalmente perché sono povero come la merda, mi ha molto colpito la serie di dvd intitolata come la label stessa, arrivata all’ottavo volume nel 2013. Che non abbiano più nessuno da filmare?

Ho già “mostrato” un suo progetto a tema pedofilia, che solo conoscere il motivo per il quale è stato concluso basterebbe a richiedere la reclusione di Mikko a vita in un manicomio, ma poi se iniziamo a vedere i dvd mi sa che dopo dovremmo attendere il nostro turno. Io ho solo i primi due volumi e sto aspettando che il sito forse carichi i prossimi.

Parliamo di Mikko un momento: cosa cazzo fa di così osceno? Nel primo volume troviamo il suo progetto Grunt con una clip video. Una traccia noise di sottofondo in playback, una ragazza con delle sole mutandine appesa per le braccia e il nostro eroe che la picchia con frusta e frustino fino a lasciarle evidenti lividi, alcuni sanguinanti, mentre gemiti di dolore e secchi suoni dei colpi rimbombano riverberizzati. Poi ecco uno zoom sulla pelle lacerata, e infine un primo piano del viso della ragazza in lacrime.

Nel secondo volume troviamo la stessa ragazza, o forse un’altra, portata con una macchina in una cascina abbandonata, legata, picchiata, pisciata addosso e infine umiliata con un getto di sperma sul suo viso.
Entrambi i volumi sono corredati di bootleg contenenti foto di bdsm e torture dei genitali femminili.

Siamo abituati a questi scenari, o forse avete dimenticato le clip di cropofagia, vomito e tentacoli che solo il Giappone pubblica in quantità industriale?

Ricordo a memoria dei commenti su un sito a tema “finto stupro” dove maschi con la mano ancora sporca di sperma si lamentavano che le clip risultavano troppo finte, che le lacrime e urla erano fasulle, che volevano qualcosa di più vero.

Il mio shock per le clip di Mikko Aspa è stato: ma la ragazza era consenziente? Perché fino a quando c’è consenso, anche nel sesso più assurdo e le parafilie più malate, fosse pure necrofilia o cannibalismo, chi siamo noi per giudicare? Potrei aver scritto nel mio testamento di fare sesso col mio cadavere, perché vorrei sapere cosa si prova a scopare da morti. Qualcuno ricorda Ichi The Killer? Il manga dico.

Che il dolore provochi lacrime, che il piscio anche nel piacere dia disgusto è un dato di fatto, ma lo stretto confine tra perversione e stupro è così lieve che un dubbio mi assale e un erezione si trasforma in terrore. Ma ripeto: chi siamo noi per giudicare?

E anche nel consenziente, lo shock può essere superiore. Prendiamo le clip sempre dei Bizarre Uproar, presenti nel dvd e poi una esterna.

Nei due volumi viene riproposto in tre chiavi diverse lo stesso identico immaginario: Adolf Christ (sì, è il suo nome d’arte) è rinchiuso in un cesso e si lascia defecare addosso dalla compagna/collega/nonhoideadellalororelazione, che si diverte a spalmargli crema marrone sul viso, o lui prima si china come un cane a leccarla dal pavimento assieme ad altri fluidi e poi defeca i liquidi, aiutandosi con un clistere, sull’immagine di cristo.

Lo shock maggiore credo lo dia la defecazione divina, perché per quanto possiamo definirci anticristiani, preferiamo vivere del passa parola sui Profanatica che leccavano la sborra sulla bibbia piuttosto che vedere una donna cagare su Gesù. Jesus is a Cunt recitava una maglietta, ma per favore la merda non fatecela vedere.

La seconda clip è più aggressiva. Viene da un disco separato di cui non so il nome, dove la coppia presenta ancora questioni intorno alla parafilia della merda. Pasi è nudo, con giusto la solita maschera in lattice nero. Due donne, una con i tacchi neri e l’altra con stivali rossi gli cagano e pisciano copiosamente sulla pancia, raccogliendo i fluidi corporei con le mani per spalmarglieli sulle labbra, la lingua, mentre lui è così gioioso e si diverte a masturbarsi come fosse la sua ultima sega.

Improvviso cambio di scena, due topi stesi per terra, morti. Quegli stivali rossi ci giocano e poi li schiacciano. E spingono e spingono e spingono fino a rendere i roditori una poltiglia indistinguibile di carne, pelo e sangue. Pasi si diverte a leccare le suole sporche del sangue dei ratti? A tratti mi ricorda quelle famose terribili clip cinesi di cuccioli massacrati da giovani bellezze orientali, solo che qui c’è più una forte perversione sessuale. La pellicola si deteriora col procedere dei minuti finali, invertendo i colori con crome più accese. Pasi continua a masturbarsi con le mani sporche di feci e infine lo sperma viene raccolto tra le mani delle protagoniste e con mio dispiacere non glielo versano in gola.

Sì, il finale mi ha deluso.

Sento già le urla di chi ha immaginato quella clip, ma io vi chiedo… noi non uccidiamo di già i topi? Mentre cammino per strada in terra un sacco di macchinette per la derattizzazione. Se un animale ha una qualche malattia preferiamo l’eutanasia allo sforzo della cura, a meno che non sia umano, perché in quel caso sarà lui a doversi sforzare per morire. E i banchi carne non sono forse pieni di cucciolo che in fondo non gli sarebbe dispiaciuto vivere anche solo un minuto in più invece di riempire le nostre pance? Ma è la figura del topo che più ci spaventa. Sporco, non commestibile, eppure dal muso dolce. Come si è permesso Pasi di deturpare la carcassa di quel povero animale, magari ucciso in una fabbrica di omogeneizzati prima che infettasse con chissà quale malattia dimenticata cibi destinato ai nostri figli?

Eppure non ho mai visto nessuno fermarsi per salvare un piccione schiacciato dal camion. E poi se al posto del topolino ci fosse stato un pollo da macelleria? How To Basic lo fa da anni, e più d’un sorriso non ho mai visto emergere dalle vostre facce.

Lo shock sta nella figura fragile che la società del 2019 ha deciso che va difesa. Oggi il ratto è il cucciolo da proteggere, animale per il quale fino a qualche anno fa il veleno era l’unica cura per toglierselo di torno. E chi dimentica i numerosi animali sacrificati in virtù del botteghino, nelle pellicole sui cannibali come Cannibal Holocaust o Cannibal Ferox? E certo, loro alla fine la tartaruga la mangiavano, mica ci si masturbavano sopra, ma vallo a spiegare oggi perché quella scena andava fatta così; cruda.

E sebbene queste clip citate da me sopra sono malate come lo sono state poche nella vita, hanno avuto la capacità di farmi porre domande diverse (a cui certo non ho dato risposta). Perché un ratto spappolato fa più male d’un vitello appeso al macellaio? Perché una clip porno al limite dello snuff mi disgusta più delle domestiche torture bdsm su porn hub? Perché un nome come Adolf Christ crea più reazioni disgustate dell’ennesima band death metal col titolo misogino? Appunto, perché?

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