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Rieccoci qui – Got Ep.5 – Stagione 8

Rieccomi qui, a rischio sassate per via dei miei famosi spoiler, puntuale con le impressioni sulla nuova puntata di Game of Thrones, andata in onda nottempo qualche ora fa in lingua originale.
Dopo la polemica riguardante la tazza di Starbuks (o meglio del caffè in bicchiere di carta di non meglio identificato) dimenticata, sembra,da Sophie Turner sul tavolo e ripresa in una scena, inspiegabilmente sfuggita alla post produzione ed a tutti gli addetti ai lavori HBO ma immediatamente segnalata da qualche attentissimo nerd pronto a gridare allo scandalo, eccoci al nostro appuntamento settimanale con la nuova puntata del Trono di Spade.

Zittiti i detrattori, che ancora piagnucolano sulla battaglia dai colori troppo scuri (e certo, per dare la sensazione di angoscia e pericolo nascosto nel buio potevano illuminare le scene e mettere bene in vista i particolari, come no?) e lamentano un susseguirsi troppo veloce dei fatti o fanno polemica su tutto, pur continuando a non perdere nessun episodio della serie più guardata ed amata della storia, andiamo a dare un’occhiata alla nuova puntata di GoT.

Ora, se non volete sapere cosa succede questa volta, leggete il resto dopo aver visto l’episodio, ok? Io vi avverto, almeno lo sapete e non ve la prendete, anche perché io per primo non amo gli spoiler, solo che per commentare i fatti sono obbligato a rovinare la sorpresa, non me ne vogliate!

Permettetemi, a questo punto, di dire che ve lo avevo detto. Non poteva essere altrimenti: l’occhio stile “loro sono ovunque e tramano contro di me” non poteva sbagliare. Il DNA Targaryen puro della nostra cara Daenerys prima o poi doveva venire alla luce, ed eccolo qui, servito con contorno di strage dopo un antipasto di eunuco.

Si, infatti il primo a fare le spese della turba complottistica della neo regina, che ha tutte le ragioni per pensare che egli la voglia tradire in favore del più assennato Jon Snow, è proprio il Maestro dei Sussurri, Varys (interpretato dal buon Conleth Hill) personaggio ambiguo ma storico della serie, sempre affannato a rendere solido il potere dei sovrani di turno, ma alla fine cercando di favorire il Regno in primis. Lui si che aveva detto da un po’ che Daenerys era difficile da gestire per via di una vena un po’ pazzerella.

E così, via uno, darcarys, flambè e chi si è visto si è visto. Certo che nel far cadere i personaggi storici come pedine del domino Martin o chi per lui è impareggiabile. Bellissima l’immagine della regina non più innocente ma ombrosa e tormentata, che si staglia contro lo sfondo buio pronunciando la condanna mentre il drago si palesa, arrivando alle spalle di lei ed uscendo dalle tenebre per eseguire in loco la sentenza. La velocità del tribunale Daenerys style batte ogni altro sistema giuridico!

Toccante scena di affetto fraterno tra il nano ed il monco, con Tyrion il folletto che abbraccia Jamie in un lacrimoso siparietto Lannister, certo non l’ultimo della puntata. Sarà in grado il bel Jamie di prendere la stronzissima regina, sorella, madre dei suoi figli Cersei e fuggire lontano con lei allevando marmocchi ai tropici, bevendo birra e guardando il tramonto? Ma dai, già solo pensarci fa sbellicare. In compenso Tyrion rischia la testa per liberarlo e dargli la possibilità di salvare la sorella cattiva (la quale, tra l’altro lo odia a morte).

E l’assedio? Partiamo dal fatto che gli scorpioni, efficacissime armi (le ballistone delle puntate precedenti) in grado di seccare draghi al primo colpo, diventano inspiegabilmente inabili ad abbattere Daenerys, che svolazza arrostendo prima la flotta di Euron come se niente fosse e poi tutte le difese antiaeree della città di Approdo del Re. Dopo aver cotto a puntino anche l’armata scelta della città, sotto le insegne Lannister, e aperto una breccia nelle mura, Drogon e la sua mamma padrona si siedono a guardare tontamente l’assalto delle truppe guidate da Topo Gigio (oh, cacchio, scusate, l’ho fatto di nuovo) Verme Grigio, dicevo, ed un attonito Jon Snow.

Il capo degli Immacolati, reduce dal brutale assassinio della sua amata Missandei, avvenuto la scorsa puntata, combatte con aggressività centuplicata dall’odio al fianco di Jon Snow (che non sa niente, come al solito, e si guarda intorno con fare stupito, quasi lui non fosse lì o non avesse mai visto una guerra).

Qui arriva il colpo di scena. Ricordate quando vi ho detto che Daenerys stava flippando di brutto? Ottenuta la resa dei difensori di Approdo del Re la battaglia sarebbe finita, se lei non decidesse di distruggere tutto a botte di fiammate e Topo…Verme Grigio non partisse a massacrare anche chi si era arreso. Ne risulterà una carneficina alla griglia in salsa di rovine che raderà al suolo la città.

Ma Cersei in tutto questo? Resasi conto della disfatta inevitabile, la regina cattiva si dà alla fuga attraverso le vie secondarie, ma una volta imboccata l’uscita di emergenza in compagnia della Montagna (Gregor Clegane) incrocia il Mastino (Sandor Clegane). A differenza di casa Lannister, dove i fratelli si vogliono ancora bene (a parte Cersei, lei è sempre una stronza) dai Clegane non ci si aspetta altro che l’inevitabile rissa.

Chi vince? Mica posso dirvi proprio tutto, no? Ricordatevi che il Mastino è un duro ma la Montagna è un redivivo, sopravvissuto al veleno di Dorne, nonostante atroci sofferenze patite e grazie alla magia/scienza misteriosa di Quiburn, il nuovo Maestro dei Sussurri di Cersei (che lo curò e trasformò nella creatura che è oggi, presentandolo poi come Sir Robert Strong in via ufficiale, ed insediandolo al comando della Guardia Reale). Da notare che sarà proprio Gregor Clegane/Robert Strong a fracassargli il cranio alla fine dei giochi. Bel ringraziamento.

Nel frattempo Arya si trova in città e vede il disastro perpetrato da Daenerys e dalle truppe della coalizione agli ordini di Daenerys. Il massacro degli innocenti la lascia basita e sbigottita, almeno quanto Jon Snow che cerca di fermare i propri uomini e riesce infine a portarli fuori dalla città chiamando la ritirata, mentre Daenerys dracarizza tutto tra fiamme e vittime civili e militari e l’assedio si trasforma in una sistematica distruzione di Approdo del Re.

Ma Cersei in tutto questo, dicevamo poco fa? Lasciando i fratelli Clegane a darsi mazzate alla grande, la regina fugge, mentre la sua città cade sotto il fuoco di drago. Incontra l’amato (pure troppo) fratello che sale dalla sala dei Teschi sotto la città dopo aver accoppato Euron (si, ve lo dico subito, mi stava antipatico e quindi gioisco per la fine di quel mediocre villain di serie b). Jamie è ferito, Cersei disperata, la via di fuga ostruita. Parentesi lacrimosa con crolli e pianti. Eeeeh, minchia l’amore!

E ora che succederà? Come la metteranno i sopravvissuti e la bella Denerys? Adesso che tutti sanno che è matta col botto e che Jon ha diritto al trono quanto (e più di) lei cosa succederà? Non so voi ma io sono davvero arrotolato di curiosità per la conclusione di questa meravigliosa serie che, amata o odiata, con o senza imprevisti (come i bicchieri del caffè su di un tavolo ripreso in una scena, ad esempio) resta una delle migliori mai girate!

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