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Fleshgod Apocalypse – Veleno

Fleshgod Apocalypse - Veleno

Veleno è il quinto disco dei Fleshgod Apocalypse, prodotto dalla Nuclear Blast e uscito il 24 Maggio 2019.

Anno 2010. I Fleshgod Apocalypse pubblicano Mafia. Il technical brutal death metal, che all’epoca le webzine coniarono questo nome per definire loro e gli Hour Of Penance, è già un genere riconosciuto. Si dice lo stesso anche del djent. Nella mia città va di moda suonare metalcore. Io tento invano di formare una band metal… qualsiasi metal.

L’anno successivo vado a vedere gli Hour Of Penance. Trovo uno sbarbo con la maglia di Mafia, al ché gli dico “Pure tu fan dei Fleshgod Apocalypse?”. Lui mi risponde “ovvio, sono venuto apposta a vedere gli Hour Of Penance per loro”.

Perché nel 2011 era normale associare i due nomi a una stessa scena, una stessa città, uno stesso collettivo, come fossero intercambiabili nella scena metal, come Schwarzy e Sly nella landa dell’action movie degli anni ’90. Non potevi pensare all’uno senza menzionare l’altro poco dopo, anche se insieme non fu mai possibile vederli in quegli anni.

Era più come un fantacalcio del metal. Tutti andammo a vedere gli Hour Of Penance pensando a Paradogma, e invece ci beccavamo una nuova band nata dalle ceneri di quel disco.

Quando lo stesso anno uscì Agony, giuro che chiamai ogni singolo numero nella mia rubrica telefonica solo per convincerlo a vedere il video di The Violation.

Oracles invece non l’ho mai capito, e pensare che c’era sempre Francesco alla voce, però Agony con Tommaso Riccardi, già voce principale in Mafia, beh siori… non so se ora reggerebbe la prova del tempo, perché sono anni che non lo risento, ma all’epoca mi folgorò, nonostante il contratto con  la Nuclear Blast.

Ma era troppo presto per gioire. Tre anni dopo uscì Labyrinth, disco basato sul mito del Minotauro. Se passate da casa mia potete ancora trovare la bozza che feci sul muro sbattendo la testa fino a dimenticare il motivo per il quale avevo sprecato la mia vita ascoltando quel disco.

Rimasi in coma fino all’uscita di King nel 2016, con brevi momenti di veglia solo per gustarmi perle come questa.

Lo sentii una volta, King,  in macchina, con la mia fidanzata di ritorno dall’ospedale.

Con Veleno, ritrovo una band diversa per metà. Tommaso se ne è andato, lasciando il solo Francesco a voce e chitarra. Sì, c’è anche il turnista, ma chi è che scrive i riff? Chi li scrive? Ci auguriamo Tommaso assieme a Paolo e l’altro Francesco; quello calvo al piano.

Veleno è fermo nel mio hard disk da una settimana, e sul mio cell da tre ascolti. Potrei criticare quei riff misto suono metalcoreggiante. Vorrei chiedere ai Fleshgod Apocalypse se sono fan d’un certo modern melodic death metal di scuola europea, che però strizza l’occhio anche a band come Metalocalypse.

Vorrei complimentarmi per l’ottima parte orchestrale, la sapiente fusione tra le varie tracce, ma se devo essere sincero, spesso ho una seria difficoltà a orientarmi. Finisce che non so più dove comincia e dove finisce ogni singolo pezzo. Fosse stato Labyrinth avrebbe potuto essere un effetto voluto, ma qui siamo fuori dalle grinfie del Minotauro e magari davanti a un bancone dove una cameriera di nome Lucrezia ci serve un gin-tonic ambrato alla merda.

L’ora d’ascolto è comunque più fluida e non produce l’indigestione di King. Il piano è uno strumento sempre più dominante.

Oh insomma coma mancato per stavolta, però comunque torno a sentirmi Mafia visto che mi hanno detto che il technical brutal death metal non esiste più.

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