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Immigrati? Non ci importa, pensiamo al lavoro!

immigrati

Si parla di immigrati. Salvini è lì che blatera sugli stranieri e i comunisti. Da Berlusconi al leader della Sega la classe politica continua a parlarci di un mondo che non ci interessa. Per capire l’Italia dovremmo guardare alla nostra piccola vita. Non a quello che ci mostrano i media.

Leggiamo notizie di gente famosa, cronaca nera, caldo e immigrati. Se guardiamo fuori dalla nostra finestra tutto questo non esiste. Non ci riguarda. Nemmeno il caldo. Siamo a luglio e fa caldo. Non è la cosa più urgente da pensare. Tutti hanno una gran voglia di cianciare su Sea Watch 3. L’avevo previsto ma non è che ci volesse un genio criminale per riuscirci. Vi domando una cosa. Siete davvero così interessati alla questione degli immigrati e dei barconi? Sul serio pensate che nel nostro paese sia la cosa più urgente da risolvere? Perché io nella mia vita di tutti i giorni vedo un problema sopra ogni altro che drovremmo affrontare: IL LAVORO DEL CAZZO.

Immigrati che ci levano il lavoro? Quanti di voi sono pronti a spompinare mio zio? O pulire il culo a mia nonna?

DEL CAZZO è complemento di materia, non parlo di un nuovo tipo di impiego. Il lavoro del cazzo o il cazzo di lavoro. IL LAVORO, gente. Io sono tre mesi che non prendo uno stipendio. A voi come va? Un mio amico cerca di sopravvivere con 400 euro al mese. Tiene duro sei ore al giorno in un call-center. Una mia amica firma contratti mensili rinnovabili per una cifra simile, sempre in un call-center.

Dove mi giro c’è gente sottopagata, umiliata e ricattata. Gli altri cercano la prossima casa del bondage. Io ho dovuto firmare un contratto che non prevedeva tredicesima e quattordicesima. Ora che lascio il mio impiego, neanche la liquidazione prendo, perché tutto ciò io lo percepisco già mensilmente. O meglio, non lo recepisco ma in teoria sì. Mi pagano 3 ore e ne faccio 7. Non ditemi che è colpa mia perché l’ho accettato. Da disoccupato non avrei guadagnato nulla per far mangiare le mie bimbe.

Immigrati Song e lavoratori Stomp

Prima di questo impiego ho passato un anno da disoccupato. La disoccupazione arrivava ma più passavano i mesi e più si riduceva. Era come una sciabola puntata sulla mia schiena. Mentre io stavo sulla tavola di legno della nave pirata, lo Stato mi urlava: salta! Il mare è pieno di pesci.

Ogni mese la punta della sciabola mi spingeva avanti e la distanza tra me e gli squali si riduceva. Erano quelli i pesci. Intanto dall’ufficio di collocamento non arrivava nulla. E se andavo a guardare gli annunci sulla bacheca on line era tutta roba per massimo gente di 25 anni. Mio padre si rivolgeva ad amici, ex colleghi. Tutti dicevano che avrebbero voluto aiutare ma non c’era nulla.

Sapete come si trova lavoro in Italia? Vi parlo della mia esperienza. Un amico conosce un amico che deve un favore a un altro amico. Ti prendono per questo. Non sei necessario. Sei solo un favore di qualcun altro. Questo sì che ti fa sentire valorizzato. E se ti domandano di andargli a tirare la catena del cesso perché loro si sono scordati, devi pure ringraziare. Ti stanno facendo un favore.

Disuccupato bella presenza offresi per impiego in nome della pietà cristiana

Ho trascorso il mio anno sabbathico, nel senso di Tony Iommi. Un anno passato a scroccare pranzi ai miei e bruciarmi il cervello pensando a come ero stato costretto a mollare il vecchio lavoro. Poi bum! ho trovato un nuovo impiego.

Ero talmente esaurito a stare fermo che avrei accettato di fare il killer per la mafia. E avrei firmato un contratto di merda. Qualsiasi contratto. Ogni lavoro che non prevedesse la violenza sui bambini per me andava bene.

Quando perdi un impiego dici che l’hai lasciato. Ovviamente non ti licenzia più nessuno. Smettono di pagarti e attendono che te ne vada tu. Ma non l’hai lasciato. Sei stato costretto a perdere il tuo impiego. E dopo, passata la botta di adrenalina iniziale, il ritrovato orgoglio, finisci per dover elaborare un lutto.

Sei distrutto, pensi di non avere un futuro, speranze. Ti manca un pezzo. Il tuo lavoro era un pezzo di te. Non sai quasi più cosa sei. Vedi davanti mesi e mesi di curriculum da spedire a grosse aziende che non risponderanno. Pensi che sarai costretto a prostituirti. Sei perfetto per un nuovo impiego. Ti lasciano un annetto a rosolare e poi ti servono al prossimo centro di smistamento derelitti.

Un uomo nel pieno della salute e della vita dovrebbe guardare al futuro con gioia, ottimismo, fame. Sapete quello che diceva Steve Jobs? Siate affamati? Lui era fruttariano e probabilmente aveva l’insulina in culo ogni dieci minuti, ma noi ora abbiamo fame. Ma è una fame diversa.

La nostra fame

La nostra fame non è quella di chi vuole realizzarsi. Non siamo yuppies alle soglie di qualche grossa società finanziaria. La nostra fame è fatta di paura, di dolore e di sfiducia. Siamo spaventati e puzziamo vivi. Lo stato ci fa sentire la sua presenza nel senso di Califano e non di Lenin.

Tempo fa andava di moda dire: vai all’estero. Ma all’estero c’è un posto da cameriere, da garzone al mercato. Non stanno lucidando la tua poltrona da mega-presidente. E se diventi immigrato, sarai visto come i negri che non vuole Salvini. Salvini lotta per non far entrare altri poveracci. Ma ignora i poveracci che ha in casa. I negri siamo noi. La negritudine è sempre più alta, tra gli italiani.

Abbiamo un’auto-fame. Questa fame è verso noi stessi. Siamo divorati dalle emozioni negative e dalla rabbia. Dovremmo trasformare tutto in qualcosa di costruttivo ma è chiaro che là fuori non c’è posto per tutti. Comunque vada, non tutti potremo avere un impiego decente. Qualcuno ora starà lavorando. C’è chi prenderà uno stipendio buono ed è felice della propria posizione. Io me li vedo nei boschi con le fate questi qui, ma devono esserci.

Immigrati disoccupati

Io però conosco solo disoccupati. Vedo in giro persone vessate e ridotte in pezzi. E i media parlano di immigrati. Non ce ne fotte degli immigrati. Non è importante Sea Watch 3. Vogliamo la possibilità di lavorare e contratti che non ci facciano sentire dei completi imbecilli. Il Governo cosa sta facendo per ridurre la disoccupazione? Disoccupazione – Contratti di lavoro – Dignità umana.

Vi sembra che un Governo che rifiuta, forte della legge, di aiutare delle persone in difficoltà, sia capace di prendersi cura della dignità di altre persone?

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