Film Sdangheri

Hellboy – Tanta azione e poca sostanza

Hellboy

Hellboy è un film di Neil Marshall del 2019.

Hellboy – Il demone dal cuore d’oro e la regina cattiva (ma molto gnocca)

Cari equinidi sdangheri, alcuni mesi fa è uscito nelle sale il nuovo Hellboy – La Regina del Sangue,  terzo film basato sul personaggio creato da Mike Mignola . Il fumetto risale al 1993 e il primo a portarlo sullo schermo in due precedenti occasioni fu Benicio Del Toro. Partiamo da una premessa, il personaggio interpretato da Ron Perlman in maniera magistrale nei primi due film non si batte. La squadra che fa da contorno alle avventure del Perlman/Hellboy è inarrivabile. La raffinatezza visionaria di Guillermo Del Toro completa i primi film con il tocco geniale. Prendete l’immagine della morte in Golden Army e ditemi se non vi è rimasta incisa nel cuore!  In questa ultima pellicola manca.

La scelta degli autori del nuovo Hellboy è stata di optare per un reboot della storia, invece che per un terzo capitolo che rispettasse la continuità narrativa dei precedenti due e desse una connotazione differente a tutto il film.

Clamorosamente, sono riusciti a mancare l’obiettivo, nonostante il cast notevole e un marchio rodatissimo frutto delle precedenti pellicole offerte a un pubblico entusiasta.

Il seguito che è un reboot

hellboy

Non è un brutto film Hellboy 3, intendiamoci, però delude. Non bastano la presenza importante della bellissima Milla Jovovich nella parte della malvagia strega Nimue. Lei è la sensualissima e spesso ironica villain del film. Insufficiente l’interpretazione decisa di David Harbour nelle vesti del ragazzone rosso che si lima le corna per non apparire troppo demoniaco. Purtroppo si trova a dover subire un paragone con l’irraggiungibile Perlman.

Il film scorre bene, ha dei bei momenti, non annoia, ma non esalta nemmeno. La fotografia rende bene le atmosfere da fumetto, pur non arrivando al mix di luci e ombre della carta stampata. Quello è il frutto della genialità di Mignola. Ci sono tocchi di classe che ci dimostrano come Neil Marshall sappia riconfermarsi un ottimo regista. L’aveva già messo in chiaro con il bellissimo The Descent.

Cosa manca quindi a questo terzo film su Hellboy per entrare a pieno diritto nella leggenda?

Cosa manca a questo Hellboy?

Già, cosa manca, Simon?

1) Innanzitutto si è cercato di inserire nella trama un quantitativo esagerato di particolari, personaggi e situazioni, finendo per sovraccaricare la storia. La trama si barcamena tra tentativi di humour e un uso eccessivo di computer grafica.

2) Gli effetti speciali sono una parte importante di un film del genere, ma alcune situazioni ne risultano davvero eccessivamente infarcite. Diventano così artificiali da risultare ridondanti ed esagerate. La scena del combattimento coi giganti per esempio, che avrebbe potuto essere un momento positivo, diviene quasi ridicola. Guardate il protagonista che fa a pezzi le creature senza praticamente subire danni, come se fossero fatte di fango o di burro, non trovate sia ridicolo?

3) I personaggi. Alice è ridotta a poco più che una comprimaria di passaggio. Lei meritava uno sviluppo molto più ampio e profondo. Nel fumetto si tratta di una medium che teme i propri poteri pur essendone affascinata in maniera quasi morbosa. Non è quindi una ragazzina con qualche potere che fa la sua particina da comprimaria. Il dottor Broom, padre adottivo del protagonista, neppure il grandissimo Ian McShane riesce a renderlo appieno. E poi c’è una serie di presenze in scena che sembrano sparate a raffica nel copione.

4) Epicità. Manca ed è indispensabile a un film del genere.

5) Inoltre… La parte iniziale ambientata in Messico non convince come dovrebbe. Anche la scena della nascita di Hellboy viene riproposta con un personaggio “cacciatore di nazisti” ridicolo, eccessivo e assolutamente inutile.

Perché dovremmo vederlo quindi?

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A spronarci a visionare lo stesso questo Hellboy resta una buona dose di azione, a volte anche troppa direi, al punto da rendere tutto un po’ confuso. La scena migliore è indiscutibilmente quella in cui il protagonista incontra la strega della mitologia russa Baba Yaga. C’è persino la casa semovente su enormi zampe di gallina. Hellboy viene invitato a una cena in cui cadaveri di bambini sono serviti in spezzatino. Anche la Jovovich nei panni di Nimue fa la sua bella figura, regalandoci espressioni davvero inedite per l’attrice americana di provenienza russa.

Purtroppo non è abbastanza per rendere davvero appetibile quello che avrebbe dovuto essere il seguito dell’opera di Guillermo Del Toro, che invece è brillante e aderente alle atmosfere originali del fumetto.

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