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High Life – Dura fare il papà nello spazio

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High Life è un film di Claire Denis uscito nel 2019. – Immaginate di essere nello spazio, dentro una fottuta navicella. Vi hanno detto delle bugie, ecco perché siete lì. Con voi c’è una bimba. Vostra figlia. Non ha neanche un anno e siete soli ad allevarla. Vi prendete cura della navicella e della piccola.

Chi ha avuto l’esperienza di una paternità deve essersi sentito perduto, come in una navicella spaziale alla deriva. Claire Denis decide di mettere un novello padre proprio in un contesto del genere. E basterebbe questo per tirare fuori il film del terrore megagalattico… anche in senso figurato.

Ovviamente siamo in una produzione che oltre la Francia e la Polonia coinvolge anche gli Stati Uniti, quindi bisogna far accadere ben altro. Gli americano hanno per ogni cosa la stessa attitudine che con l’hamburger. Non basta mai una cosa a fare IL sapore. Bisogna aggiungere salsette, pomodori, cipolla, e ancora e ancora… finché il film del terrore megagalattico diventa un normale thriller spaziale. Per fortuna la Denis è brava e salva il culo ad High Life. Pazienza per il retroscena che ha condotto il povero paparino in un contesto a dir poco impervio. Ok dei perché il resto dell’equipaggio non ci sta più. E soprattutto vediamo un po’ come mai, nonostante le radiazioni, sia nata questa meravigliosa bambina. Tenete duro e avrete di nuovo LUI e una BAMBINA in una fottuta navicella alla deriva. Ma siamo al novantesimo minuto o quasi.

High Life e la vertigine paterna

 

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Claire Denis è la regista di Trouble Every Day, che forse conoscerete. Se la risposta è no smettete immediatamente di leggere queste minchiate e andate a scaric… ad acquistarne una copia. In quel capolavoro si porta all’estremo l’immagine fin troppo abusata di amore e fagìa. Anche lì la Denis prende un’immagine retorica (mangiarsi di baci) e la rende una figura letteraria. Diciamo che il suo è un approccio quasi infantile. Le metafore sono cose.

Un po’ come per la paternità di Monte. Monte. Così si chiama il personaggio interpretato da Robert Pattinson. Trovo che questo attore sia più volenteroso che bravo, ma poco importa. Il vero motivo che mi spinge a consigliarvi High Life non è certo lui e solo in parte l’indagine sulla fragilità elettiva tra il papà e la bimba nel vuoto cosmico. Ciò che non dovete assolutamente perdere è la gran prova di Juliette Binoche nella parte della dottoressa Dibs.

claire denis

Disperata, erotica, folle scienziata della fecondazione, la Binoche ci leva letteralmente il fiato con i suoi lunghissimi capelli da sirena e l’espressione post-orgasmica una volta uscita dal box. Cos’è il box? Beh, non so se ne esistano su un’astronave. Non mi sorprenderei se così fosse.

High Life ha comunque il pregio di non dire puttanate sulla natura umana. La redenzione cara agli americani qui si stempera e si fonde in qualcosa di così grande da rendere omicidi, persino infanticidi, e il miracolo della vita come una specie di tempesta gastrica nello stomachino di una formica. Inoltre High Life ribadisce un’altra grande verità. L’umanità può anche starsene a galla in mezzo alle stelle, tra bottoni e bottoncini. Avrà sempre una irrefrenabile capacità distruttiva contro se stessa. Non servono alieni minacciosi o virus stellari. L’uomo fa tutto da solo. In questo è impareggiabile.

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