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Patterns In Mythology e la deriva dei Falls Of Rauros

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Patterns In Mythology è il quinto album completo dei Falls Of Rauros – 2019.

I Falls Of Rauros sono americani e si muovono sul post-black atmosferico ameregano alla Agalloch. Ascoltarli a 36 gradi, con i finestrini dell’auto completamente abbassati e il vento afoso che ruggisce all’interno dell’abitacolo è un’esperienza… beh, un po’ strana. Patterns In Mythology è un buon disco. Lo scrivo da rassegnato. Con il loro precedente Vigilance Perennial presi spunto per un accalorato post contro l’underground metallaro. Ma riecco i Falls Of Rauros e riecco lo stesso vicolo cieco fatto di buona volontà e poche idee.

Di questi tempi potrei anche urlarvi al discone, ma mentirei. O meglio lo giudicherei in proporsione alla qualità delle uscite attuali e non sarebbe giusto per i veri capolavori passati. Certo, si tratta di un album onesto. Un album probo. Trallalalalla Tralallalera.

E di sicuro l’onestà è una gran qualità che difficilmente troverete in un disco metal, oggidì. Parliamoci chiaro, la maggior parte delle band sono ipocrite. Si calano negli stereotipi e ci sguazzano invece di trasformarsi in una nuova stirpe di demoni ormonali per adolescenti bisognosi lasciati in balia della trap.

Patterns In Mythology e si stava peggio quando si stava peggio.

I Falls Or Rauros  spingono a palla sulle emozioni ma non riescono mai a tenere la rotta, nel mare agitato in cui sguazzano. Weapons Of Refusal, che apre l’album, è piena di riff epici e ottime idee. Purtroppo dura undici minuti. Verso la metà la nave si stacca dalla frastaglia di chitarre black e armonie classiche e si disperde al largo di arpeggetti e boe stregate. Ci vuole la Nave di Baywatch per riportarli a riva.

Molto del post-black ha questa pretesa di gestire vaste zone compositive. La durata media dei brani è 8/9 minuti. Invece questi gruppi dovrebbero asciugare le priprie visioni in qualcosa di più essenziale e maturo. Brani come New Inertia sono le statue che fanno capoccella dal blocco di granito.

Si può non dire nulla in 20 minuti e dir tutto in 3. L’impressione che ho dei Falls Of Rauros di Patterns In Mythology è che evoca una gigantesca tempesta ma vi finisce spazzato via come un castello di legna secca.

Last Empty Tradition, per dire, ha una intro geniale di chitarre armonizzate. Ciò che accade oltre i primi due minuti non riesco però a ricordarlo. Sarà la mia povera mente, non so.

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