Fatal Report

Frantic Fest 2019 – E Un’Altra Cosa

Per riprendermi dalla mazzata che è stata la terza edizione del Frantic Fest ho deciso di spararmi a palla nelle cuffie un po’ di sano funeral doom metal, con nomi quali Worship, Hyponic e Aphonic Threnody. Di questi ultimi poi ho preso anche una maglietta, ma ho dovuto aspettare di tornare a casa per ricordarmi che erano una delle tante band da me recensite. E devo dire che ci avevo preso. No, non come i Game Over; a questi ‘sto simpatico.

Insomma, dopo aver trascorso una settimana nei centri bolognesi e preso due giorni di pausa, io e la combriccola siamo partiti per il Frantic Fest a Francavilla a Mare. Se alla partenza eravamo solo in quattro, al ritorno nel nostro cuore eravamo centinaia.

Never ending story

Tra vecchi visi, nuove amicizie e sopratutto nuovi Komrade, questa edizione del Frantic Fest si dimostra anche stavolta una magica avventura, ovviamente non esente da difetti. Niente è perfetto a questo mondo, tranne i cavalli.

Dell’evento abbiamo detto tutto o quasi in diretta grazie ai miei insensati vocali e la trascrizione del Padre cavallo, capace di tirarne fuori dei discorsi di senso compiuto, sopratutto durante il pre-festival. No davvero, ho appena risentito i miei vocali, e non ci ho capito molto.

Immaginate di essere me, arrivare convinto con la termica in mano di montare la tenda, farlo e nel mentre bervi una birra ghiacciata, gustare le gocce di schiuma e sudore che colano dal labbro giù per il lungo petto villoso, battendo il martello sul morbido terreno.

E invece niente, lattine come i neri nei locali in Alabama. Vale a dire fuori!

Va beh dai, almeno la tenda sarà facile da montare. Col cazzo, il terreno è composto per il 99% di ghiaia… cemento… non ho capito manco io che cazzo fosse.

Ok dai, almeno dormirò tranquillo la sera. Col cazzo, mi sono ritrovato le gambe sanguinanti neanche mi fossi staccato delle sanguisughe a causa delle punture di zanzara.

Oh, almeno ho scelto un’ottima posizione per l’ombra, difatti mi alzavo ogni mattina alle dieci fresco come una rosa.

I cessi, esistevano? La doccia era ok, a parte le mattine passate in ipotermia, però a causa degli stronzi che si divertono a gettare merda nel cesso, ho passato le mie giornate a cagare per sebac, supermercati e terre di nessuno. Ma nell’insieme mi sono divertito.

Ma ci sono anche lati positivi

In primis ho rivalutato il supermercato oasi, causa decisiva del mio principio di cirrosi. Una Peroni grande a un euro e venti centesimi circa? Iniettatemela direttamente nelle vene. Poi con la scusa di non dormire nell’area camping in continuazione, ho approfittato di questi buchi per passare qualche ora al mare.

Il palco piccolo l’ho sentito criticare molto sopratutto a livello di suoni. Io lo critico sopratutto perché lì ci hanno suonato band più degne di finire su quello grande. Ne cito due soltanto: Total Chaos e Spasm. Però ragazzuoli i tempi erano ristretti, le scelte di scaletta impossibili da gestire visti i nomi proposti. Qui non parliamo di local band al loro primo live, ma di gruppi consolidati tra cui scegliere. Io stesso ammetto che ho avuto difficoltà a decidere come gestire l’ordine in un fanta Frantic. Quindi onore allo staff per aver chiamato tutti quei gruppi.

Dietro le quinte

Perché nei miei vocali ho parlato sopratutto delle sensazioni vissute guardando il palco, ma discutiamo anche di quello accaduto fuori, attorno e sopratutto tra il pubblico.

Innanzitutto mi dicono che il primo giorno, la data dei Napalm Death c’è stato un tutto esaurito, annunciato tra l’altro con il mio crowd surfing durante gli Hobos. Mi dicono circa 950 presenti solo quel dì con tutto esaurito. Un numero non da poco per un evento italiano. Posso dire che non solo ho avuto serie difficoltà a muovermi per il locale a fine serata, ma che auguro la diarrea cronica a chiunque mi abbia menato un calcio durante i Napalm Death.

No scherzo, però raga calma. Persino Barney ha esitato un attimo vedendovi pogare. Ho visto una persona spezzarsi la spina dorsale per una caduta riuscita male dietro la transenna. Da quel momento la security ci ha preso letteralmente in odio e non ha più sopportato che qualcuno venisse alzato. Prossimo anno in regalo un manuale del pogo. Come pogare senza uccidere il tuo prossimo.

Problemi derivati? Troppi. Non avete idea di quanta gente ho visto cadere rovinosamente per terra dopo una violenta spinta della security. Capisco che forse avete deciso di non far entrare più nessuno dietro il palco, grandissima stronzata, ma non potete respingerci come un fronte medioevale sotto attacco. Voi siete la sicurezza, dovreste evitare che qualcuno si faccia male, non il contrario.

Ok, teste di cazzo ce ne sono state tipo agli Eyehategod. No, non Jimmy Bower che sembrava incazzato con il mondo ma col sorriso, ma un tipo che ha deciso di sbattere la testa d’una mia amica contro la transenna usando il suo sedere. Ammetto pure io che ho fatto un paio di voli, ma nel rispetto della sicurezza altrui… credo.

Dietro il sipario

Tra l’altro molti si sono lamentati degli Eyehategod, mentre nessuno troppo preso dal piacere della loro performance si è chiesto che cazzo suonano a fare i Voivod il giorno dopo, in una giornata totalmente black metal. Critica per la scelta del nome? No, giusto il posizionamento nelle date, ma come detto era difficile gestire tutti quei nomi, anche in virtù della disponibilità delle stesse.

Per dire, mi stavo informando se magari l’anno prossimo chiameranno i Gutalax, e mi dicono che erano una tra le prime scelte per la giornata goregrind/pornogrind, ma essendo in tour non hanno potuto dare disponibilità. Se ne riparla l’ano prossimo.

Bellissima la scena in cui parlo con Alessio Leocadia e Francesco Argentini riguardo far venire loro live con i sebac, passando dieci minuti a spiegare che intendevo i cessi chimici e non una band. Ho controllato ora su discogs e non esistono, quindi in alternativa chiamiamo i goregonzola.

E nessuno conosceva Midnight

Una delusione che neanche immaginate. Come cazzo fai a non conoscere Midnight? Forse una delle band heavy/black old school più trve di sempre.

Ah, sopratutto Midnight è il solo Athenar, vero nome Jamie Walters. Trovate la sua vera faccia su Metallum.

Per me leader indiscussi dell’evento. Forse uno dei poghi migliori del Frantic Fest 2019, se non uno dei migliori della mia vita. Stage Diving più lungo della mia vita senza maschera da cavallo, un intero loro pezzo. Mi dicono sono stato trascinato da bordo palco fino all’area merch e ritorno. Ho anche tentato di filmare tutto, ma il cellulare ha deciso che col cazzo che filmo. Questo ricordo vivrà per sempre nei miei neuroni.

Promemoria per il prossimo Frantic Fest: comprare una videocamera a prova di pogo.

PS mi dicono che anche lui abbia pisciato sul tavolo del back stage. Io sto solo incazzato che non ha portato patch e ha tolto il merch attorno alle dieci. Infame.

E Un’Altra Cosa

Cos’altro potrei aggiungere? Penso che tra i quattro articoli giornalieri e questo after event è stato detto, ripetuto e aggiunto l’impossibile sul Frantic Fest. Le mie risse mancate le conoscete, tra il fascista (credo) che ha iniziato a insultarmi con frasi fatte del tipo “voi antifascisti”. Ma allora cazzo vieni a fare a un evento dove suonano i Napalm Death? Hai senso come un leader del KKK a un concerto dei Boney M. Ho intravisto un KK Warslut in carne. Forse la dieta mediterranea non è poi così salutare. Ho sparso in giro la voce che Giulio The Bastard fosse capace di sorridere, ma non sono riuscito nello stesso intendo con quello dei ladri di mutandine sporche.

Ho dimenticato come fosse fatto un cesso, ma almeno ho superato la mia fobia per l’acqua fredda.

Ho capito che il trash metal non fa per me, ma che anche i grandi gruppi sanno scendere tra le fila del pubblico se a suonare c’è un cazzo di gruppo punk storico.

Gli scozzesi non reggono bene l’alcol, e sborare dobbiamo farlo poco, ma dobbiamo sborare tutti.

La carta igienica non si usa solo per pulirsi lo sperma, e col cazzo mi rilancio in estate col costume da orso in un pogo, ma tanto poi cambio idea.

Insomma, il Frantic Fest è un’avventura da vivere giorno dopo giorno e solo chi è stato con me, tra sborate e cazzate sa di cosa parlo.

Piccola postilla. I dj set non mi piacciono e se i Gutalax sono di nuovo occupati, perché non chiamare loro live?

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