Pascolando

Giovedì è un giorno perfetto per scrivere un domenicale!

giovedì

Mi alzo la mattina presto e già so che non avrò il tempo di fare nulla. E per fortuna lavoro nel pomeriggio. No, per me oggi non è domenica. Se lo fosse sarei ancora più incasinato. Sto scrivendo questo pezzo domenicale di giovedì, perché da Venerdì a Domenica presenzierò a due concerti completamente diversi. Cioè sono appena tornato dal Frantic Fest prima e dal Breaking Sound Metal poi e già mi rimetto in viaggio. Che pacchia. Mi sa che morirò giovane con questi ritmi. Ed è meglio che non spulci oltre il calendario.

Dicevo, neanche il tempo d’alzarmi che mi accorgo di quanto non me ne basti neanche per pulirmi bene il culo prima di alzarmi dal cesso. Scopro comunque che la carta igienica è finita, nel caso volessi lasciarmi andare a certe inutili compulsività.

A dire il vero ci sono anche lati positivi in un periodo così zingaresco: ho recuperato una vecchia amicizia che credevo fosse perduta per sempre. E (però parte seconda) ho una lista di telefilm e film da vedere su Netflix che si sta trasformando in un demone della procrastinazione a forma di Godzilla e prima o poi dovrò farci i conti. Fortuna che riesco a ritagliarmi da leggere qualche pagina di libro a sera. Ma ritagliare pagine non è istruttivo come leggerle. Prima o poi farò anche quello. Lo farò quando la mia vita non sarà più solo concerti e birra.

E nei vari stage divining mi sono anche chiesto… ma io quando ascolto la musica, leggo i testi?

Sapete una cosa, l’altro giorno un amico ha condiviso su facebook il testo di una canzone che gli piace. Anche io amo quella canzone ma fissando il post ho pensato “cazzo, un brano che ascolto da vent’anni dice davvero tutte ‘ste cazzate?”.

Voglio dire, anni di ascolto buttati nel cesso. Ho passato la mia vita a imparare solo le armonie invece di comprendere quello che il cantante diceva al microfono. Perché pare assurdo ma i metallari, belli o brutti, i testi li scrivono veramente. Anche nel pornogrind.

Aggiungiamo che io ascolto molte band russe, che parlano esclusivamente in Russo. E io in Russo conosco solo alcune bestemmie. Oh almeno so come lamentarmi pure lì del fatto che non bado ai testi.

È stato come un fulmine a ciel sereno. Tipo ritrovarmi dall’infanzia all’età adulta senza passare dalla Playstation. Ho ripensato a tanti dischi che ho assimilato nel corso dei decenni e mi sono finalmente chiesto:”ma io ho una vaga idea di cosa parlino?”.

Non penso di poter continuare oltre, la vergogna è troppa, il tempo mi manca e la carta igienica è sempre finita. Se sopravviverò a questo ennesimo viaggio forse ve ne parlerò ancora, forse no. O forse parlerò di qualcos’altro. Che ne so? In fondo è solo giovedì.

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