Articoli La Truebrica del fantino Recensioni

And from Memphis, Tennessee… the Roxy Blue!

roxy blue

Dopo le scorrazzate estive che mi hanno tenuto occupato a pompare motori e consumare pneumatici in una frenesia di adrenalina a due ruote e oziose serate nei bar peggiori della zona, torno a voi con un disco che piacerà a nostalgici e impenitenti tiratardi del tempo che fu, ma che potrebbe interessare un po’ a tutti coloro che amano lo street rock’n’roll. Il nuovo, omonimo dei Roxy Blue! roxyPer cominciare, cari sdangheri dall’equino appetito, lasciate che vi chieda se per caso qualcuno di voi ricorda i Roxy Blue. No? Vi credo, sono una band del Tennesse, uscirono con un bell’album nel ’92, che si intitolava Want Some, ma non si affermarono.

Scivolarono via dalle classifiche dopo averle appena sfiorate, mentre i grandi del genere (Guns’n’Roses, LA Guns, Warrant, Poison per fare qualche nome) avevano ormai sfondato e saturato il mercato, privando indirettamente i Roxy Blue di un successo che avrebbero meritato più di tanti altri. Questo tenendo conto di una scena che di lì a poco avrebbe subito il fenomeno grunge eccetera eccetera.

Il ritorno dei Roxy Blue

Dopo ben ventisette anni circa dal loro precedente album, i Roxy Blue tornano alla ribalta con un disco adrenalinico, che ad ascoltarlo oggi lascia perplessi ma che sa farsi voler bene da subito. Sembra preso dal passato, arricchito di una patina vintage dal sapore dolceamaro con un retrogusto di whiskey scadente e troppo caldo e poi pompato di energia, insomma, una figata pazzesca!

Todd Pool e i suoi complici non badano ai limiti imposti, suonano col sentimento e il sudore che li animano live e ci servono un prodotto senza fronzoli inutili, dai suoni ruvidi, confezionato con una copertina ottantona che non potrà non ricordarvi gli anni ruggenti in cui tutti volevano andare a fare danni in Hollywood Boulevard, scolando Bud a ripetizione e rimorchiando bellezze cotonate.

L’album nuovo

roxy blue

Roxy Blue insieme a Ellfeson e Sdangher!

Si, c’è tanta nostalgia in queste undici tracce, sembra davvero colare fuori dalle casse dello stereo, ma c’è anche grinta e voglia di rivalsa, c’è rabbia, malinconia e tanto rock. L’ouverture Silver Lining ci mette già da subito di fronte a un gruppo moderno, con un suono più duro rispetto al passato e un tiro invidiabile. La voce di mr. Pool è più roca e matura di un tempo, il lavoro della chitarra (affidato a Jeff Caughron, nome che personalmente mi suona nuovo) è più potente e tutto il cd è piacevolmente al passo coi tempi, pur senza rinnegare lo stile del passato.

Scream è una bella canzone hard rock ed altrettanto si può dire di Blinders, due pezzi davvero azzeccati a mio avviso, che se spinti a dovere potrebbero piacere e tanto. Ci sono le ballatone che non potevano mancare in un disco simile (Collide è bellissima, perfetta nel suo stile, eppure attuale) e non mancano i pezzi più veloci e grintosi, come Till The Well Run Dry.

Può non essere il disco dell’anno, ma questo Roxy Blue sa farsi apprezzare, è un lavoro onesto e a me è piaciuto. È un frammento di rock “onesto” e un bel presupposto alla rinascita di un gruppo troppo sottovalutato in passato, che merita a pieno diritto una seconda opportunità.

Ti potrebbe interessare anche

Iscriviti alla Mailing List di Sdangher
Inserendo la tua email, acconsenti al trattamento dei tuoi dati personali.