Articoli

Dieci cose da non fare se mettete su una band Stoner!

stoner

Non so per quale strana ragione ma il metallaro spesso si ritrova davanti le stoner rock band. Si guarda bene dall’ascoltarle. Sono troppo leggere, piattone, tutte simili. Però eccole lì, tra un gruppo black e uno doom ci sono anche i Giraffes, Silver Locust, Space Raptor, Spiral Guru… Non credo sia necessario definire questo tipo di musica. Lo stoner è una roba nata e morta in seno a Kyuss, Monster Magnet, Fu Manchu ed Electric Wizard. C’è poco altro a parte questi nomi. Come tutti i sottogeneri del rock, al momento lo stoner vive di autoreferenzialità. La band che fa stoner si vanta di farlo e non spreca un briciolo di cervello per tentare una qualche differenziazione con il passato. Risultato? Due palle così.

Ok, lo stoner non è per tutti, ma ogni forma d’arte, per vivere, deve rigenerarsi. La rigenerazione avviene con una bella messa in discussione generale. I Kyuss sono nati come reazione a qualcosa che esisteva in precedenza. E così i Monster Magnet. Hanno aggiunto una loro versione delle cose.

Purtroppo le band giovani invece di copiare l’agire di un gruppo, copiano le sue idee dicendo che tanto ormai è un genere. Guardiamoci tutti negli occhi, cari Stoner Kids. Basta, ok? Se volete davvero crescere e far crescere il vostro pubblico io credo che dobbiate evitare assolutamente di fare almeno queste dieci cose, anche a costo di non sembrare più nemmeno stoner. Il discorso vale in particolare per i gruppi italiani, che si dedicano a questa corrente musicale con entusiasmo e dedizione, ma finiscono per risultare posticce e derivative ancora prima di trovare la saletta dove iniziare a provare.

Dieci cose che una Stoner rock band non dovrebbe più fare

stoner

1 – Smettetela di rompere i coglioni con gli elefanti e tutti i loro fottuti antenati. Mammuth, pachidermi rosa, quello che vi pare. Va bene che sono un simbolo, ma è ora che la piantiate. Vi drogate per avere più creatività e poi vi riducete a vedere solo dei Dumbo giganteschi? Sono troppi i gruppi con la proboscide in copertina e questa visione condivisa di un enorme elefante che cammina sulla città.

2 – Piantatela con le streghe. Belle streghe, brutte streghe birbanti, streghe acide e streghe puttane, come volete ma finitela di tirarle dentro. La stregoneria e l’occulto vanno bene, anche nella forma scema che biascicate voi fattoni, però non è giusto che riduciate tutto a una macchietta. Se poi la strega si trasforma in elefante, vengo da voi e vi picchio con le vostre stesse chitarre.

3 – Basta rubare il riff di Paranoid e rivendervelo suonato piano. Non è possibile che riduciate tutto a quell’idea. Non è vostra. L’ha avuta Tony Iommi. Se volete fare come lui mutilatevi le mani a cazzo e trovate un sistema per suonare ancora la chitarra. Sicuramente o ve ne uscirete con nuovi sistemi per fare accordi (e quindi un diverso sound e idee originalissime) o avremo una band stoner in meno. Che di questi tempo non sarebbe un problema.

band 4 – Fatela finita con il deserto. Perché dovete per forza ridurre tutto alla desolazione del deserto? Possibile che non ci siano altre desolazioni? Per esempio la periferia in cui vivete è una desolazione ben peggiore. Irrigatela di creatività, spruzzate via gli stronzi di cane da quel selciato con la vostra stessa frustrazione. Ah, e piantatela con le macchine scassate abbandonate nel deserto.

5 – Basta con i power trio. Lo stoner potrebbe essere anche suonato da un’orchestra. E invece riducete tutto a chitarra, basso e batteria. Che palle. Non vi rendete conto quanto è difficile dire qualcosa di diverso usando solo questi tre elementi? Ci credo che sembrate tutti una versione sghemba e blesa dei Blue Cheer. E siccome poi non volete il cantante (che se no siete in quattro e qualcuno vi scambia per una volgare doom metal band) allora, canta uno tra voi. Il meno peggio. Ma dato che fate tutti schifo, vi coprite di effetti strani e berciate in modo insopportabile di elefanti, streghe e macchine scassate verdi. Di Mark Farmer ce n’è uno ogni cinquant’anni, gente.

6 – Smetteleta con le scritte stilizzate vintage. Non esiste il tempo, ok? Siamo nel qui e ora, quindi basta pescare nel passato. Qui e ora. Che senso ha fingere che il mondo non sia cambiato dal 1969-1971? Lo stoner nemmeno esisteva, al tempo! Fatemi capire, andate a pescare caratteri e stilemi grafici di altra musica e fingete che ci sia un continuum concettuale? No. Voi siete Stoner, abbiamo bisogno di voi adesso. Combattete con noi, nel presente. Non lo dico perché l’idea in sé non mi piaccia. Le vecchie copertine rock della Vertigo avevano un gran fascino. Io mi arrabbio perché fate certe scelte estetiche senza neanche pensarci. Perché sei stoner e quindo lo fai.

7 – Finitela con il pulp. Ogni genere o sottogenere prevede dei riferimenti culturali esterni. Questi non sono nati secondo un disegno preciso, sono venuti fuori perché qualcuno in cerca di ispirazione trovò un fumetto, un libro, un film e ci scrisse una canzone. Per esempio, nessuno ha detto a Dave Wyndorf di leggere Flash Gordon e fottersi di flipper, prima di scrivere i suoi riff o i testi delle canzoni dei Magnet. Lo fece perché seguiva il suo istinto. Aveva messo in fila i film di serie Z con i mostroni giganti, le macchine customizzate, le droghe, i Black Sabbath e da lì realizzò la sua visione. Oggi magari siete tutti lì a citare riviste pulp sci-fi e Lovecraft senza neanche chiedervi perché. Si fa così. Un mostro con il casco da astronauta nel deserto a cavallo di un Mammuth cazzuto, coperto di diamanti e borchie è fottutamente stoner, vero? Ma andate a dar via il…

stoner8 – Se vi dico che avete rotto con le Witch, non pensiate di cavarvela usando gli Wizard. Anche con Wizard vale lo stesso discorso. Se parlate di esoterismo, fatelo sul serio. Così giocate solo ai pupazzetti perché siete stoner e bisogna scrivere brani col titolo Black Wizard o Dark Wizard of the Desert Sun.

9 – Smettetela di pensare che voi fate Stoner. Fatelo ma non pensateci. Questa cosa può anche risolvervi una serie infinita di dubbi e problemi di scelte direzionali, ma è un pesticida per la vostra personalità. Cercate voi stessi, l’arte serve a questo. Sapete a cosa serve la musica? A trovare la verità. Se state infilando note e riff in un disco solo per divertimento allora smettetela, state sprecando la vostra vita. L’arte è uno strumento che vi aiuta a conoscere le cose, a vivere più a fondo con voi stessi. Se funziona per voi funziona anche per chi vi ascolta. Se vi state prendendo per il culo, noi non siamo interessati a farlo insieme a voi. Non vi nascondete dietro una formula consolidata. Siete morti ancora prima di nascere se non uscite da quel deserto pieno di maghi cattivi che allevano Mammuth super e li addestrano per schiacciare la modernità all’orizzonte. Possibile che sia tutto qui, ciò che volete dire? Allora non avete nulla da dire. E di conseguenza fate una cosa: STATE ZITTI!

10 – Anche se la smettete con gli Elefanti, non risolvete nulla cambiando semplicemente animale. La giraffa, il gorilla, la pantera, il bradipo… Non fate gli idioti. Uscite dallo zoo e affrontate la vera giungla!

Ti potrebbe interessare anche

Iscriviti alla Mailing List di Sdangher
Inserendo la tua email, acconsenti al trattamento dei tuoi dati personali.