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I Tool, la Ferragni e Giulia De Lellis… Aspettando meteoriti!

ferragni

Allora vediamo di capire bene. Il film di Tarantino, che secondo noi non è il più irresistibile della sua carriera, perde agli incassi con quello che racconta la storia della Ferragni.

Chi è la Ferragni? Una rifugiata politica? Una scienziata vincitrice di qualche Nobel? Una giornalista sequestrata dai terroristi? No. Si tratta della Fashion Influencer più famosa del globo. Cosa è una Fashion Influencer? Ehm, avete presenti le Fashion Blogger? Ok, lasciate perdere. Diciamo che questa tipa dice alla gente come si veste lei e… le persone poi decidono come vestirsi in base alle cose che mette o dice di mettere lei. Va bene? E ne hanno fatto un film di come sta ragazza ha guadagnato lo status di guru del fashion. E questo film ha scalzato il nuovo di Tarantino.

Il libro più venduto del momento invece l’ha scritto una reduce da Grande Fratello Vip. Si intitola Le corna stanno bene su tutto. L’autrice in questione, Giulia De Lellis, ammesso che sia lei ad averlo effettivamente scritto e non solo firmato, si è sempre vantata di non aver mai letto un libro in vita sua. Prima in classifica.

E poi c’è il nuovo album dei Tool, che costa uno sproposito, ha i raggi laser incorporati, una porta dimensionale sotto il libretto dei testi e, si vocifera una sacca interna con della polverina che permette ai laser e la porta dimensionale di funzionare a dovere, con l’aggiunta decisiva della musica, ovviamente… insomma questo disco è primo in classifica tra i più venduti.

Ecco la situazione. Il film sulla Ferragni. Il libro di come si chiama e le corna del Grande Fratello fotte sega dei libri e poi… i Tool.

Io di tutto questo non capisco i Tool. La Ferragni e la De Lellis sono giuste, coerenti con il tutto. I Tool no. Ho sentito un tipo dire che il nuovo Tool è un album straordinario e che lui non riesce a smettere di ascoltarlo da settimane. L’ultimo album acquistato prima del nuovo Tool era l’ultimo dei Tool un fracco di anni fa. Dura del nuovo disco 80 minuti. Costo 80 euro o giù di lì. 80 minuti e rotti per ottanta euro circa. La musica più rompicazzo che esista, detto simpaticamente, ed è primo in classifica.

Dobbiamo pensare che quelli che vanno a vedere la Ferragni, che leggono il libro corna qualcosa, non abbiano nulla a che vedere con i numeri dei Tool?

Dobbiamo crederlo o sperarlo? Perchè io ho il sospetto che il successo del disco dei Tool non sia una speranza per il futuro dell’umanità, ma un’ulteriore conferma della vacuità del pubblico di oggi. Che poi è la stessa di ieri. Parlo dei troppi fan di Frank Zappa. Uno degli artisti più incompresi e incomprensibili della storia del Rock, adorato da milioni di persone nel mondo. Lui e basta. Lui e i King Crimson. Anche loro sono complessissimi e due coglioni così, ma hanno fans a strafottere nel mondo. Per il resto dell’umanità in vena di espansione di coscienza e sballi sonori c’era quel supermercato delle luci dei Pink Floyd.

Perché penso che i Tool non siano la rondine che fa primavera? Che non siano la prova che un mondo intelligente è possibile? Perché i Tool in realtà il mondo lo prendono per il culo e il mondo si fa prendere per il culo dai Tool. Si sono guadagnati la licenza di uccidere i coglioni della gente, di fare e dire qualsiasi astrusaggine, di pubblicare un disco ogni cento anni, e la gente li adora, si beve tutto ciò che realizzano. Perché tutti hanno voglia di sentirsi intelligenti e se gli vendi la certezza che una cosa che fai è intelligente e ti nutre di intelligenza, allora tu la fai. Spendi dei soldi per farla. Voglio dire, nel 1988, in Italia, fuori dalle librerie c’erano file chilometriche per acquistare Il Pendolo di Foucault. Il romanzo più illegibile di Eco. Due testicoli come montoni. E la gente a far la fila fuori neanche fosse il sussidio di disoccupazione. Lo stesso anno, sempre in Italia i singoli più venduti erano Andamento Lento di Tullio De Piscopo e L’amore rubato di Luca Barbarossa. Primo posto i Duran Duran con I Don’t Want Your Love. Andamento lento e Il Pendolo fi Foucault. Ma per piacere.

La gente non osa pensare neanche un secondo che i Tool potrebbero essere dei mega-troll da almeno 20 anni. Loro hanno capito da tempo di non avere più idee valide e così creano l’illusione di averle. Sono sicuro che tra dieci anni la band farà un annuncio e svelerà di aver scherzato. Vi diranno: ma non sentite che le canzoni sono quasi tutte uguali? Non vi rendete conto che sono una palla da morire? Ma siete scemi o cosa?

I Tool confondono il mondo, lo smascherano, e non cercano di renderlo più evoluto. Non nell’immediato, almeno.  Perché seppure fosse quello il vero intento, cari Tool, voi non ci state riuscendo. La gente si concede la veste dell’intelligenza solo ai vostri concerti. Quando escono vanno a vedere la Ferragni e altra merda.

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