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Le reunion come ultima spiaggia e il nuovo disco dei Guns!

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Il metal degli anni 90 era volto al futuro. Nessuno voleva parlare di reunion. Tranne qualche caso conclamato e sporadico, i musicisti che avevano lasciato i comprimari degli anni 80 pensavano al futuro, sostenevano con rabbia i nuovi progetti e facevano calare dichiarazioni di fuoco al margine di interviste propositive e piene di idee e riflessioni sull’arte, l’evoluzione, il bisogno di esprimersi e di sperimentare. E guai a chiamare metal la musica che facevano. Se penso alle interviste di oggi, vedo già lì il crollo. Domande prevedibili, risposte copia incolla e tiepide dichiarazioni di appartenenza alla nave che affonda: il metal. Nei 90’s la risposta tipica era “metal? Ehm, non facciamo proprio metal. Si tratta di uno degli elementi che usiamo per il nostro cammino creativo, ma c’è molto di più”. Ed era vero. Il metal era metal più qualcosa. Industrial Metal, Gothic Metal e così via. C’è il mio amico Giovanni Loria che ci tiene a fare la distinzione tra heavy metal, morto all’inizio degli anni 90 e il metal e basta, ancora vivo e agonizzante. Dei due lui preferisce duemila volte il primo e piscia in testa eternamente al secondo. Io la vedo in modo un po’ diverso, anche per ragioni generazioniali, ovvio.

Per me il metal e basta ha ragione di esistere e faccio il tifo per lui. Purtroppo da quasi vent’anni, dopo i proclama e le velleità evoluzioniste dell’era 93-99, il genere si è come rattrappito, ha iniziato a riscoprire le proprie radici. Che non è una colpa, anzi. Inizialmente lo considerai un sano passaggio. Purtroppo si è rivelato un vicolo cieco.

Oggi il metal non fa altro che celebrare se stesso. Non schioda dalla casa dei propri genitori. Immagino un giovane che ha viaggiato, si è lasciato trascinare dal mondo, dalle esperienze e ha realizzato audaci scelte, che si fa prendere dalla malinconia e passa da mamma e papà per ritrovare alcune parti di sé. E non va più via da lì. Vive con la pensione dei vecchi e sta tutto il giorno a farsi le pippe in cameretta. Io vorrei che riprendesse il suo viaggio. E voi?

Comunque, parliamo tanto di reunion. Ormai, tranne gli Almighty e gli Skid Row con Sebastian Bach, sono tutti tornati in sella, per celebrarsi e sfornare dischi abbastanza inutili. Magari dal vivo spaccano il culo, ma a livello creativo sono completamente sterilizzati dal tempo e da un mercato che non offre alcuno stimolo (leggi soldi) ma di pretesti: se fai il disco poi è più giustificato il tour. Avete celebrato la reunion due anni fa, ora che volete usare come motivo del nuovo giro di concerti? Quindi album!

Le reunion sono una diretta conseguenza del mercato discografico defunto. Negli anni 90 le band erano concentrate sul nuovo per due motivi. Il mercato aveva causato una rimozione del vecchio e perché sempre il mercato, dopo il botto dei Metallica, illudeva produttori, promotori e artisti che, fatte le giuste modifiche, tutti gli altri potevano scalare le classifiche e sbancare nel mainstream.

Gli anni 80 erano imbarazzanti negli anni 90. Gente come i Motley Crue o i Dokken facevano di tutto per nascondere i propri trascorsi di lustrini e lacca. In nome della sobrietà mettevano su ciccia e pippavano coca di straforo, usando i momenti down per comporre ballate suicide o criptici mid-tempo dark-cool. In Europa avevamo anche Rage, Running Wild e poi l’exploit di Hammerfall, Blind Guardian e Stratovarius, ma per dire, Gamma Ray ed Helloween non ne volevano assolutamente sapere di prendere un caffè assieme.

Gamma Ray e Helloween potevano permettersi di rivaleggiare e tirarsi frecciate, perché di soldi tra il 1995 e il 1997 ne facevano eccome. Ognuno aveva abbastanza introiti da concedersi il lusso di non frequentarsi più. Oggi invece, la totale mancanza di denaro li ha ricondotti assieme. Come del resto è accaduto prima con gli Iron Maiden, apripista definitivo per le reunion coatte di cui l’ultima è quella dei Guns ‘n’ Roses.

La gente è felice e va ad ammirare, su un maxischermo, Axl Rose e Slash nello stesso chilometro di palco su cui suonano (male) i classici sputtanatissimi della band, e ognuno pensa alla propria adolescenza, piange ed è felice. Fossero tutte qui le conseguenze di una reunion sarebbe anche accettabile. Purtroppo si finisce per chiedere a questi conglomerati di avvocati, psichiatria e dipendenze, di fare anche degli album. E lì si finisce per soffrire sul serio.

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