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Billie Eilish, tutte le brave ragazze ascoltano death metal!

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Probabilmente molti metallari la sentono nominare solo ora, grazie alla trovata del cappellino, ma nel mondo là fuori, Billie Eilish sta già influenzando le nuove generazioni di squinziette (ci metto anche le mie figlie). E io la conosco grazie alle bimbe, ovvio. Loro mi hanno aiutato ad associare il nome e il personaggio con una manciata di tormentoni pop, che nonostante mi muova nel mondo con gli auricolari infilati nelle orecchie che sparano METALLLL!, sono riusciti a intrufolarsi nel mio cranio.

Billie Eilish è piuttosto affascinante. Immaginate una murena messa in mezzo a una pista da ballo. Ecco, l’espressione del suo viso è più o meno la stessa. La ragazza ci dice: faccio un sacco di grana (e ancor più ne faccio fare) ma non mi piace per niente. La riottosità della nuova pop-star per adolescenti disagiati funziona perché probabilmente il mondo discografico ha capito che sono molti di più, in questo momento storico, i ragazzini che si riconoscono con quel muso lungo della piccola Eilish, piuttosto che una nuova versione dell’ochetta lolita Britney Spears.

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E siccome la tristezza soltanto non basta, allora ecco l’idea di trasformare Billie in un essere ambiguo. Ben prima del cappellino con il suo logo in versione death metal (Rihanna docet) la Eilish ha fatto discutere per il testo e il video di un singolo intitolato All The Good Girls Go To Hell. I media l’hanno accusata di satanismo, cosa che non fa mai male alle vendite. Il diavolo funziona sempre.

E noi metallari non ci scandalizziamo, anzi. Troviamo la cosa abbastanza ridicola. Del resto, se la Eilish ora ammettesse di essere satanista razionalista o dicesse soltanto di aver letto e apprezzato la Bibbia di LaVey dopo averla trovata in una casa abbandonata, un giorno che la pioggia la sorprese e si nascose dentro quelle mura, non si sconvolgerebbe nessuno. Anche chi scrive è satanista razionalista, quindi cosa c’è di tanto indecente in questo?

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Ah, vorreste dire che siccome Billie è la starlettina del momento, milioni di ragazzine avranno un modello spirituale sbagliato a cui ispirarsi? Io credo che offrire una star milionaria come modello ispiratore sia sbagliato a prescindere. Ma insomma, se proprio uno deve farsi male allo spirito, allora meglio gli Slayer. In ogni caso la Eilish è una tipa che qui ci sta abbastanza simpatica (video con lacrime di sangue che le escono dagli occhi, ragni giganti nella bocca, ali sataniche… un po’ Madonna e un po’ Marilyn Manson, insomma). Purtroppo la mossa del logo death metal, oltre che essere poco originale, riduce la stima.

C’è una fila di star del mainstream che a un certo punto dichiarano amore ai Metallica e ai Priest (o persino ai Tool) si mostrano in giro con le magliette dei Cannibal Corpse e magari si fanno mixare un singolo da Andy Sneap (questa ancora non l’ha pensata nessuno ma ricordo che negli anni 90 Bon Jovi mandò ai Morrisound Studios una serie di incisioni live da far sistemare a Scott Burns). Si tratta di una mossa ruffiana come il 99 per cento di ciò che il nutrito entourage manageriale spinge gente come Justin Bieber a fare. Una tappa fissa è la partecipazione scherzosa al Saturday Night e poi via via fino alla strizzatina d’occhio alla riserva indiana del metal. Tanto per far scrivere e parlare di loro anche in quei posti dove non arriverebbero mai e infatti anche noi di Sdangher ci siamo casca… porcaputtana!

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