Articoli

Il metallaro e la suggestione mentale

mentale

Per potere comprendere meglio quello di cui tratterò bisogna prima focalizzare due concetti della psicologia moderna: l’effetto alone e l’effetto pigmalione. Con “effetto alone” si definisce un bias cognitivo per il quale la percezione di un tratto è influenzata dalla percezione di uno o più altri tratti dell’individuo o dell’oggetto. Un esempio è giudicare intelligente, a prima vista, un individuo di bell’aspetto, anche se poi è stupido. In ambito non personale è giudicare magnifico, incredibile, mitico qualcosa (anche se non lo è oggettivamente) perché legato a un esperienza personale positiva.

“L’effetto pigmalione” invece è una forma di suggestione psicologica per cui le persone tendono a conformarsi all’immagine che altri individui hanno di loro, sia essa un’immagine positiva che negativa; in sostanza annullano la personalità per non dispiacere a nessuno. Si definisce anche come “profezia che si auto avvera”.

Nella mente dei metallari

Ebbene, nella mente di molti metallari, quando si parla della loro musica preferita, queste due caratteristiche, o solo una di esse, si palesano chiaramente.

Come ? Semplicissimo. Il metallaro, a seconda del periodo storico in cui ha iniziato ad ascoltare musica, siano gli anni 80, i 90 o i 2000, (ma anche il vecchio rocker che si è avvicinato alla musica con gli Zeppelin, i Deep Purple e i Sabbath), tende a mitizzare e ad affermare che tutto quello che è della sua epoca (il metal anni 80, l’hard rock 70, il nu metal 2000, ecc) è bello, grandioso, irripetibile, migliore di quello che c’era prima e di quello che è venuto dopo, a prescindere dai fatti oggettivi.

In realtà ogni epoca ha lati positivi e negativi oggettivi, oltre a quelli soggettivizzati dall’esperienza personale, ma non TUTTO è bello o brutto perché racchiuso in quell’arco temporale a prescindere. L’effetto alone è dovuto dalla sensazione che la giovinezza è legata alla spensieratezza, all’assenza o quasi di responsabilità e doveri, alla mente che tende a cancellare i ricordi negativi e a conservare solo quelli positivi.

Scatta così la sindrome “Ai mie tempi sì che tutto era bello, mica come oggi che….”, con la conseguenza che tutto viene sublimato e falsato da una patina “buona” che anestetizza la mente e rimuove le sensazioni negative che comunque sono state vissute.

La mente libera

Il metallaro tende così a divinizzare i dischi della sua epoca, i concerti della sua epoca, gli stili di vita e l’abbigliamento della sua epoca, schifando e snobbando tutto il resto.

Su questo meccanismo ecco che nasce il “revival” dei gruppi semi sconosciuti, che facevano schifo allora e che fanno ancora più schifo riascoltati oggi, ma miracolosamente diventati “bravi, essenziali, avanti per l’epoca” e ristampati dalla Spakkamazza Records in 299 copie o certe patetiche reunion di vecchie cariatidi settantenni che nel 1982 incisero un demo e una canzone sulla compilation Metal Cracovia United con oggi solo il cantante o il chitarrista originale.

Ma per “effetto alone” il metallaro vede solo la “gemma dell’underground” o “la sacrosanta occasione di riscatto”. Tutte cazzate. Merda era allora e merda è oggi. Ma la fragile mente del borchiato è bella soggiogata. Peggio ancora poi è l’effetto pigmalione, che colpisce molti dei metallari, per i quali, pena il sentirsi esclusi dalla “comune vicinanza” degli altri “brothers of steel”, o per non staccarsi dall’ortodossia di pensiero già codificata dalla “bibbia siderurgica”, mai si permetterà di esprimere un opinione o un giudizio su una band o su un disco che si scosti dal comune sentire metallico.

L’appartenenza vince su tutto, chissà, e anche fare il bastian contrario su tutto è sempre effetto pigmalione. I Maiden post Seventh Son, il Black Album, il groove metal dei Pantera, i Sepultura senza i Cavalera, il grunge che ha distrutto il metal, le voci femminili che non devono esistere nel metal e tante altre cose, hanno il loro “giudizio codificato” e quasi tutti si adeguano, volenti, nolenti o inconsciamente.

A parole il mondo metal si professa ”libero, indipendente, contro le mode, pensante, ecc”, nella realtà, incappando in questi due effetti resta il più retrogrado, conservatore e conformista, salvo eccezioni, circolo musicale di ogni tempo.

 

Ti potrebbe interessare anche

Iscriviti alla Mailing List di Sdangher
Inserendo la tua email, acconsenti al trattamento dei tuoi dati personali.