Editoriali

Biglietti meno cari per i concerti? Il modo c’è: Biglietto a prezzo variabile e fidelizzazione

biglietti

Vi piacerebbero dei biglietti meno cari per i concerti? Per alcuni eventi dal vivo, ci sarebbero dei buoni motivi per provare questa strada, che potrebbe convenire sia ai Promoter che agli Spettatori. Vediamo subito il motivo principale.

I BIGLIETTI INVENDUTI SONO UN PROBLEMA
Per molti concerti, soprattutto se vi piace frequentare anche quelli nei piccoli club, restano invenduti tanti biglietti. Quante volte siete stati all’interno di una location per un evento metal/rock in cui siete stati in grado letteralmente di contare i presenti uno a uno? Per molti show a cui ho partecipato (anche piccoli festival underground) il pubblico sarà stato sì e no di un centinaio di spettatori. Da questo numero va sottratto quello degli accreditati e cioè gli addetti ai lavori e le persone inserite nelle guest list degli artisti, senza contare che spesso girano per il locale anche musicisti, fonici, roadies e membri dello staff del locale.

Cosa resta quindi? L’espressione che usiamo sempre in questi casi, per farci coraggio, è la classica frase fatta “pochi ma buoni”. In molti abbiamo visto questa scena tante volte. I presenti fanno spallucce, si sistemano nelle prime file, gli ottimisti pensano ai lati positivi (“hey almeno non ci faremo una sudata per stare davanti”) e tutti si godono ugualmente lo spettacolo, a volte in un’atmosfera un po’ surreale/strana, quasi come se l’attesa festa della musica rock/metal si fosse trasformata nel suo funerale. No, questo non è il solito editoriale con cui si sostiene che il rock sia morto o che le campane a morto abbiano già suonato per il metal, che se la passa pure peggio (i grandi nomi non fanno testo), ma il concerto nel locale sbagliato a volte può dare questa impressione. Non è un caso che, con qualche eccezione, in molte città si sia passati dall’organizzare i concerti di certi gruppi (soprattutto heavy) dai grandi club a locali sempre più piccoli.

BOLOGNA LA “GRASSA” SEMPRE PIU’ “MAGRA”
Prendo per esempio Bologna che è la mia meta più frequentata per gli eventi dal vivo. Il locale classico per i concerti metal una decina d’anni fa era l’Estragon Club (parlo della location attuale, non della prima sede), club da almeno 1500 spettatori, ora utilizzato solo per pochissimi eventi live di gruppi heavy. Negli ultimi anni era stato affiancato dallo Zona Roveri, club da circa 500-600 persone, una capienza più che dimezzata rispetto all’Estragon, venue ormai chiusa per irregolarità che molti definirebbero semplicemente “problemi all’italiana”.

Nell’ultimo anno il club più utilizzato per i concerti metal a Bologna è ormai diventato l’Alchemica Club (senza dimenticare lo storico Locomotiv Club), dalla capienza più che dimezzata rispetto al defunto Zona Roveri. L’Alchemica è un club gestito davvero bene, dove si sono esibiti artisti come Paul Gilbert, Timo Kotipelto e i primi (veri) Batushka. Per questi ultimi, i circa duecento presenti che gremivano il locale, si sono semplicemente sciolti dentro al piccolo club, colando sudore come i candeloni (di cera) usati sul palco dalla black metal band polacca.

Insomma, con questo andazzo, si dovranno organizzare i concerti in locali sempre più piccoli, che ovviamente comportano costi inferiori rispetto a quelli più grandi e prestigiosi.  Esiste pure un altro locale a Bologna, il Freakout, capienza circa 120 persone, lì dentro abbiamo visto Voivod, Saint Vitus, Godflesh e altri nomi storici… Di questo passo potremo farli suonare nella sala di un amico con una casa grande. Non è forse il caso di cominciare a ragionare seriamente sul prezzo dei biglietti e, parallelamente, sulla strategica possibilità di una fidelizzazione degli spettatori?

SPALTI SVUOTATI MA NON SOLO PER I CONCERTI

Quello della scarsa affluenza non è un problema che riguarda solo alcuni concerti (ce ne sono pure tanti che vanno alla grande o che fanno il sold-out) ma pure molti club di calcio o altri sport vedono le partite delle loro squadre svolgersi spesso in impianti (stadi o arene) mezzi vuoti o anche peggio.

Certo, per i derby e gli incontri di cartello gli spalti sono di solito gremiti, ma avete idea di quanti si accontentino di starsene a casa a guardarsi molti match con le tv a pagamento o grazie allo streaming illegale su qualche dispositivo connesso alla rete?

Qualcosa di simile accade anche per chi adora la musica dal vivo e spesso, tra i costi dei biglietti e quelli degli spostamenti, decide di restare a casa accontentandosi dei video postati su YouTube da chi c’era o di qualche breve diretta su fb di un amico, con una qualità che di solito va dall’imbarazzante al mediocre. Ma a molti va bene così. Anche perché i soldi non crescono sugli alberi. E allora cosa si può fare per provare un’altra strada?

SIETE PRONTI A VOLARE? LEARN TO FLY

C’è una strategia che viene comunemente associata al business della vendita dei biglietti aerei ed è ovviamente quella del biglietto a prezzo variabile. Come sa bene chi ha già acquistato il biglietto di un un volo molti mesi prima della partenza, questo metodo consente di risparmiare non poco sul prezzo che verrà poi a costare il biglietto quanto più ci si avvicina alla data del volo. Dando un’occhiata ai siti che vendono i biglietti aerei, molti di questi, a volte anche durante la stessa giornata, vedono delle fluttuazioni di prezzo anche importanti. Tendenzialmente, l’acquisto in prossimità del weekend è più costoso di quello fatto, per es. la notte del martedì, ma questa non è una regola indicativa.

Lo strumento del biglietto a prezzo variabile è stato adottato anche nel calcio. La Virtus Entella è stata la prima squadra italiana, anzi, dell’sud-europa, a utilizzare questo sistema, collaborando con una Start-up italiana, la DynamiTick, che ha studiato un interessante sistema di riduzione dei prezzi che tiene conto dell’importanza della partite e pure delle condizioni meteo.

Ovviamente l’utilizzo del biglietto a prezzo variabile, anche se si usa da tempo per l’acquisto di biglietti aerei, di altri titoli di viaggio, o per aumentare l’affluenza nei cinema, si scontra in ambito concertistico con diverse problematiche. In primis c’è l’impossibilità di mettere in vendita i biglietti di un buon numero di tour molto tempo prima dell’evento. Di norma sono gli artisti di medio e soprattutto grande livello a pianificare le loro attività professionali anche con uno o due anni in anticipo, un lasso di tempo che consente ai promoter di lavorare per molti mesi alla vendita dei biglietti. Questo genere di gruppi spesso risulta essere da “sold out” quasi immediato, e scrivendo penso a Big del calibro di Bruce Springsteen, AC/DC, U2, Rolling Stones, Rammstein ecc.

 

IL BIGLIETTO A PREZZO VARIABILE NEL “BEL PAESE”
E allora quando, realisticamente, si potrebbe utilizzare questo tipo di biglietto a prezzo variabile dalle nostre parti? In ambito concertistico, se non ci sarà un cambio di mentalità, sia del pubblico che dei promoter (ma i secondi dipendono un po’ dai primi, anche se forse un pizzico di intraprendenza e coraggio in più non guasterebbe), in pochi ma interessanti casi.

Un caso potrebbe essere quello dei grandi festival o dei concerti all’aperto in cui non sia immaginabile alcun sold-out, qualora i Promoter puntino forte sulla volontà di incassare un anticipo sostanzioso su quello che sarà poi l’incasso finale. Per questo genere di evento, un prezzo di partenza del biglietto con un forte sconto potrebbe avere un senso così come potrebbe avercelo anche un biglietto dal prezzo crescente fino al raggiungimento di un massimale.

Sono concetti che però forse spaventano un po’ lo spettatore italiano non molto abituato a questo sistema, a meno che non conosca già quella pratica deplorevole che si chiama secondary ticketing. Un altro caso in cui si potrebbe utilizzare il biglietto a prezzo variabile è quello di concerto in un club davvero grande (anche qui senza previsioni di sold-out) con un promoter che abbia voglia di puntare ad aumentare l’affluenza praticando una politica sul prezzo iniziale molto aggressiva, con un biglietto che potrebbe essere venduto inizialmente per una cifra popolare (per un evento di quel tipo) per poi subire un aumento secco o crescente con il tempo. Potrebbe funzionare. L’acquisto anticipato, anche a molti mesi dal concerto, come detto consente al promoter di avere a disposizione risorse economiche e una certezza finanziaria subito, per non doversi ritrovare a sperare di vendere tanti biglietti il giorno dell’evento, qualora le prevendita siano state particolarmente fiacche.

LE SCELTE DIFFICILI DEI PROMOTER
In Italia abbiamo visto per la verità anche il contrario, con biglietti di festival venduti con lo sconto a fronte di prevendite scarse per i primi mesi. E’ sempre una decisione difficile per i Promoter, anche perché le critiche di chi ha acquistato il biglietto alla sua messa in vendita, e a un prezzo più alto, in quel caso sono comprensibili. In realtà, se ci pensate, anche se la pratica può apparire discutibile, il Promoter ha tutto il diritto di fornire uno sconto successivo alla messa in vendita dei biglietti ma questo non può che far maturare nella testa dei potenziali acquirenti di biglietti l’idea che attendere l’ultimo giorno non sia poi così male, anzi.

E’ un sistema che andrebbe ripensato, ma i Promoter non sono sprovveduti, anzi, conoscono bene il pubblico italiano. I biglietti degli show dei grandi nomi sono quelli che da noi si piazzano meglio, anche quando sono molto costosi, infatti è raro trovare megaeventi che in Italia non abbiano dati di vendita impressionanti o i più costosi pit ticket non bruciati nel giro di poche ore o al massimo giorni. A volte è una questione di pochi minuti, nei quali molti non riescono neppure a inserire nel carrello di Ticketone o Vivaticket gli ambitissimi tagliandi d’ingresso. Gli spettacoli nei club, a meno che non vedano come protagonisti artisti di una certa presa sul pubblico, di norma danno molti più grattacapi, e non è un caso che i grandi Promoter li trattino sempre più con il contagocce.

VORREI L’ABBONAMENTO A TEATRO PER LA NUOVA STAGIONE BLACK METAL
Parlando del nostro amato metal, tanti organizzatori si sono ormai scottati con la vendita dei biglietti nei club e a mio avviso il modo migliore per attirare più spettatori a seguire la musica dal vivo e per più eventi sarebbe trovare un’efficace forma di fidelizzazione.

Se ci pensate questa cosa a teatro funziona da ormai molti decenni con gli abbonamenti, esistono le tessere al cinema che ti consentono di vedere una decina di film a prezzi scontati e tante altre offerte similari. Un business esagerato, che sta impazzando negli ultimi anni, è quello degli abbonamenti alle piattaforme di streaming come Netflix, Amazon Prime, Spotify ecc.

OBIETTIVO: FIDELIZZAZIONE DEGLI SPETTATORI 
Ma allora perché non si riesce a portare questi strumenti di fidelizzazione anche nell’ambito della musica dal vivo, nei piccoli club oppure addirittura nei grandi festival? Beh, uno dei motivi è che non tutti i locali, anzi, solo una minima parte, sono gli organizzatori dei propri concerti. Chi ha un proprio locale e si mette in contatto direttamente con il management degli artisti o con le agenzie di booking che ne curano gli interessi, con l’obiettivo di far suonare queste band nella propria location, potrebbe certamente studiare delle soluzioni alternative per invogliare gli spettatori a seguire non uno o due ma una serie più numerosa di show nella propria venue.

Anche i piccoli Promoter o le agenzie di booking che organizzano molti spettacoli in giro per i club d’Italia potrebbero pensare a delle soluzioni differenti al solito biglietto a prezzo fisso, che di norma viene maggiorato in caso di acquisto alla cassa il giorno dell’evento. L’impressione è che tra lo sbattimento, la burocrazia italiana e le imposte di legge da assolvere, si pensi che il gioco non valga la candela. Ma ne siete davvero sicuri? Ci sono tanti club interessanti, e tanti promoter con un calendario di date nei club fitto e appetibile, e con una massiccia pubblicità sui social questa iniziativa potrebbe essere premiata dagli spettatori.

OFFERTA A TEMPO D’IMPERDIBILI CARNET
Pensate all’offerta di carnet fortemente scontati, in vendita solo per uno determinato lasso di tempo, per seguire un certo numero di show tra una lunga lista di spettacoli.

La fidelizzazione toglierebbe al Promoter, almeno parzialmente, un po’ di quel fastidioso rischio d’impresa che a volte rimane fino al conteggio dei biglietti venduti il giorno dell’evento. Anche perché, siamo sinceri, questo sarebbe davvero un sistema per invogliare i fruitori di musica dal vivo a seguire più spettacoli a fronte di un risparmio economico considerevole.

Pagando un biglietto a prezzo regolare (o magari anche lievemente scontato) per quattro (o cinque) spettacoli potresti vederne uno in più gratis. Quale modo migliore di diffondere la musica dal vivo che invogliare gli appassionati di musica a riabbracciare l’atmosfera dei club? Con i grandi festival organizzati da un certo Promoter, questo potrebbe pensare a un forte sconto in caso di “en plein”, l’acquisto del pacchetto di biglietti di tutti i grandi eventi organizzati dallo stesso Promoter mentre esistono ormai da tanti anni gli abbonamenti per i diversi giorni di un festival. Io non so voi, ma quando faccio la spesa, agli sconti, quelli veri, presto attenzione, e se c’è una cosa che può farmi spendere più di quanto avevo in programma è proprio questo, un reale risparmio per un prodotto molto interessante e che non scade a breve termine.

CAMBIO DI MENTALITA’
Nel 1994, una rock band poi diventata mainstream, i toscani Negrita, con il loro primissimo singolo (Cambio) cantavano “Cambio cambio cambio di mentalità”, ed è proprio quello che ci vorrebbe in Italia, per aumentare la fiducia dei fruitori della musica dal vivo nei confronti dei tanti Promoter e organizzatori SERI che operano, spesso tra le mille difficoltà, anche nel nostro paese. Sono professionisti che in molti casi sono loro stessi i primi appassionati di musica, con cui si rimane a parlare a volte anche a concerto finito nel bel mezzo della notte.

Il problema è che sono ancora impresse nella nostra memoria le esperienze di certi concerti o festival annullati, e per i motivi più disparati, e queste macchie hanno certamente instillato una diffidenza ormai cronica che in Italia “fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio”. Ma cambiamola questa maledetta mentalità italiana, anche perché di Promoter in gamba, che hanno cominciato con i club e che ora lavorano con i più grandi Artisti al mondo, ce ne sono e non sono pochi. Utilizzando una forma di pagamento sicura come Paypal, non dovrebbero nemmeno esserci timori o insicurezze su eventuali rimborsi, anche perché non tutte le ciambelle escono col buco. Per risparmiare un po’ e godersi più musica dal vivo a prezzi ragionevoli, è giusto farle queste riflessioni, con la speranza che non restino inascoltate da chi potrebbe fare la differenza.

CROWDFUNDING ANCHE PER I CONCERTI DAL VIVO?
Vorrei parlarvi anche di quest’altra grande possibile novità, dal potenziale ancora sconosciuto, un territorio ancora quasi inesplorato, ma penso che sia meglio farlo in un futuro articolo specifico sul crowdfunding, ormai molto in voga tra gli artisti soprattutto per finanziare un nuovo album. Intanto però vi lascio pensare alla possibilità di mettere in pratica questo concetto anche nell’ambito dell’organizzazione dei concerti dal vivo. Ma mi fermo qui per oggi, e come diceva Schwarzy in Terminator (appena ritornato nelle sale): “I’ll be back”.

 

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