Articoli La Truebrica del fantino

Angel Witch 1979-2019 – Una sinistra storia…

Angel Witch – “l’Angelo-Strega” o, qualora preferiate, “la Strega Angelica” – iniziarono la loro attività musicale durante la seconda metà degli anni Settanta (1976-77) a Londra, come adolescenti compagni di scuola durante le superiori. Al principio erano in 4: Kevin Heybourne, il master-mind di sempre chitarra & voce, più tali Steve Jones (drums), Barry Clements (basso) e Robert Downing alla seconda chitarra. Si facevano chiamare Lucifer e suonavano qualche covers di Ufo e cose tipo Paranoid dei Black Sabbath.

Poco tempo dopo, Steve se ne andò per gli Speed dove cantava allora un giovanissimo Bruce Dickinson e fu sostituito da Dave Hogg alle pelli, mentre il posto di bassista fu preso dal paffuto Kevin “Skids” Riddles, e Lucifer divenne Angel Witch, un trio poiché pure Rob Downing lasciò il vascello.

Erano quelli i tempi post tifone punk, degli sfiancati Sabbath di Never Say Die! di fine 1978, quando pochi mesi prima, precisamente a Febbraio, gli allora misconosciuti Judas Priest, pure loro delle West Midlands, la celebre “Black Country” che circonda Birmingham, uscivano con il monumentale Stained Class, uno dei pilastri portanti su cui in seguito si reggerà e maturerà il neonato HM.

Generalmente allora si parlava di “Heavy Rock” additandolo magari a quei Van Halen americani dal suono cristallino, per distinguerlo dal mieloso “Hard Rock” laddove le tastiere erano quasi sempre una radicata consuetudine, a differenza del furioso e squinternato punk rock.

La neonata band fin dall’inizio verté su coordinate musicali piuttosto atipiche, allora alla ricerca del giusto compromesso sonico tra i riff monolitici della band di Tony Iommi & Ozzy Osbourne con il novello dinamismo dei Priest, entrambi padri inconsapevoli dell’HEAVY METAL.

Heavy Metal. Un termine la cui responsabilità fu reclamata da tanti, dagli Steppenwolf di Born to be Wild (dove nel testo c’è quell’“heavy metal thunder”) al manager Sandy Pearlman dei B.Ö.C., band newyorkese esoterica di puro Hard Rock dalle tematiche fantastiche ed occulte: fino ai Vanilla Fudge, o ai Byrds e addirittura agli stessi Beatles di Helter Skelter!

Tuttavia il metallo pesante fu proprio forgiato a Birmingham in Inghilterra dai primi Black Sabbath, vedi Sabbath Bloody Sabbath del 1973 dove furono sperimentati nuovi suoni più duri e definiti allora come più “prog” rispetto alle cose precedenti, quindi dai Judas Priest che, con quello straordinario batterista a nome Les Binks, anni dopo inserirono una singolare dose di dinamismo tramite la doppia cassa alle granitiche strutture ancora vagamente “gotiche” delle loro composizioni presenti negli album precedenti, Sad Wings of Destiny e Sin After Sin.

E venne la N.W.O.B.H.M., appunto la nuova ondata del metallo in Terra d’Albione. Siamo sul finire degli Anni ’70 quando il trio degli Angelwitch si raffigurò come una delle vette più alte tra le miriadi di bands di quel musicalmente prolifico e fortunato periodo, con Iron Maiden, Saxon, Samson, Def Leppard, Tygers Of Pan Tang, Jaguar, Fist, Dark Star, A·II·Z, Witchfynde e avanti tutta…

L’enciclopedia della NWOBHM di Malc Mcmillan ne cita oltre 500 con le relative discografie costituite perlopiù da vinili in 7” o da qualche apparizione solitaria nelle tante oscure compilation su disco di quel tempo. Tutta la Gran Bretagna fine Anni Settanta, Scozia (Holocaust), Irlanda (Sweet Savage) e isole comprese (vedasi i Legend di Jersey) fu invasa da queste giovani band che suonavano nei vari locali con entusiasmo da vendere in risposta al punk diventato una seccante moda.

Band già allora affermate nella scena britannica cavalcarono con successo la nuova onda, cito i gallesi Budgie e i Vardis dello Yorkshire, poi considerati quasi pionieri del nuovo genere. Un allora ragazzotto danese iniziò nella sua terra a collezionare vinile proprio di quel nascente movimento inglese quindi continuò la sua passione a Los Angeles in California, dove si era trasferito con la sua ricca famiglia per giocare a tennis.

Aveva come punto di riferimento un negozio di dischi sito dalle parti dell’Orange County nella South L.A. che una volta io stesso credo di aver visitato per puro caso nel 1984. In seguito divenne famoso con la sua band che coverizzò con successo alcuni brani di gente della NWOBHM tipo Diamond Head, Savage e Blitzkrieg o in qualche occasione prese spunto per una delle tante hit-songs da qualche trascurato brano tipo Rainbow Warrior dei Bleak House, autori di una di quei leggendari vinili su 7”.

Credo abbiate capito a CHI e quale band mi riferisco… diversamente andate a leggervi, chessò, di Topolino & la Rubentus per cui avanti con l’Angelo Stregato. Come il resto della ciurma anche loro esordirono nel 1979 con demos registrate in studioli da 4 soldi (riedite di recente in formato digitale come The Seventies Tapes) da cui alcuni brani finirono su EPs in vinile formato 7” e/o 12” oppure in raccolte come Metal for Muthas, vedi una delle prime loro song Baphomet che Geoff Barton di KERRANG!, ideatore del termine “NWOBHM”, descrisse come un pezzo del primo album dei Sabbath suonato attraverso un mixer di cemento!

La label inglese EMI iniziò ad annusare puzza di quattrini e gli Angel Witch furono messi nel mirino quando però, dopo averli provati con l’Ep 12” Sweet Danger che non bucò la classifica, furono scaricati e preferiti i primi Iron Maiden poiché ritenuti probabilmente più affidabili e il cui primo album uscì nell’aprile del 1980.

Come accade di sovente nel corso dell’evoluzione darwiniana applicata al mondo del R’N’R, le bands più promettenti di quel momento cercarono di accaparrarsi i più validi e rappresentativi musicisti del novello giro quindi lo stesso Kevin fu adocchiato dai giovanili Maidens come possibile valido sostituto del partente Dennis Stratton dopo il loro esordio. Lui però preferì lasciar perdere quindi fu prelevato Adrian Smith dai misconosciuti Urchin e successivamente “Bruce Bruce” Dickinson dai Samson al posto di Paul Di’Anno.

Sicché gli Angel Witch ripiegarono sulla Bronze Rec. (la label dei Motörhead) laddove pure il padre di Kevin Heybourne e loro stesso manager – Ken – serbava qualche gancio, quindi fine 1980 uscì l’omonimo album. Parlo di uno tra gli albums più influenti dell’intero corso dell’Heavy Metal, un genere allora sbarazzino, che nei decenni dopo ispirò sia il thrash che cose più vagamente “doom” e tanti altri generi a venire, fino al death metal grazie alla sua immediatezza e lucidità compositiva.

Innegabilmente un monumentale capolavoro che fu osannato sulle prime pagine dedicate al nuovo genere musicale presenti su Rockerilla dal Magnifico Beppe Riva, da sempre uno strenuo fan della band, alla pari con gli allora fantastici Riot newyorkesi, degli italo-americani Guy Speranza & Mark Reale, album Narita uscito nel 1979, le vere novità di allora.

Purtroppo, dopo il botto del primo album, la band, per tutta una serie di travagliate ragioni, implose rapidamente: le congiunture negative furono allora molteplici quali il fallimento della Bronze nonché il conflitto musicale tra i due Kevin, con quello più di peso che intendeva suonar roba più commerciale.

Avvenne pure la sostituzione del drummer con l’innesto di Dave Dufort dall’E.F. Band (fratello di Denise delle Girlschool che ora si fa chiamare Hermien Jd Jerian-du’Fort) il quale serbava un curriculum superiore rispetto al suo predessore (Dave Hogg) avendo militato con gente di rispetto come Alex Harvey, Ian Hunter, Kevin Ayers, Mike Oldfield ed altri ancora.

Tuttavia, dopo qualche esibizione dal vivo (di cui una fu documentata nella tape amatoriale datata fine Gennaio 1981 Give It Some Tickle), e la pubblicazione dell’ultimo EP titolato profeticamente Loser il gruppo si scisse. Da una parte Riddles e Dufort a formare i Tytan con il singer Karl Swan mentre Heybourne rimase solo e si unì ai Deep Machine come chitarrista per qualche mese. Subito dopo averli mollati riformò i suoi Angelwitch l’anno successivo (1982) proprio con membri di quella stessa band e con l’aggiunta del loro cantante, Roger Marsden (E.F. Band, Kamikaze, Nevada Foxx, Bordello), Ricky Bruce alla batteria mentre al basso fu reclutato tale Jerry Cunningham dai Remus Down Blvd, una pub-rock band del giro di Dennis Stratton (Iron Maiden).

Questa line-up è stata poi celebrata in una sorta di album semi-ufficiale dall’archivio di Paul Samson titolato 82 Revisited – Live At The Anglia East Rock Festival Mildenhall dove spiccava il nuovo pezzo They Wouldn’t Dare con nuovamente Kevin Heybourne alla voce e chitarra, e che uscirà su CD solo nel 1996.

Ricordo allora (1981) tanta aspettativa per il secondo album della band evocata dal solito Beppe Riva sulle pagine di Rockerilla, poiché si vociferava allora che la Polydor, dopo aver messo sotto contratto i Samson orfani del vocalist Bruce Bruce e ottimamente sostituito da Nicky Moore (album Dangerzone), fosse interessata ai redivivi Angelwitch. Nulla però accadde poiché la neonata band sbandò nuovamente a causa di probabili litigi interni.

Il 1983 fu la volta dei Blind Fury, nati dall’incontro di Kevin Heybourne e un cantante piuttosto promettente a nome Louis Taylor apparso in tali Saracen (minori) presenti nella compilation NWOBHM Roksnax (1980): una frettolosa demo con un paio di pezzi già scritti da Heybourne tra cui Evil Games e Nowhere to Run con Steve Coleman alla batteria, quindi i piani per un potenziale EP titolato Fire & Fury quando Mr. Lou Taylor ritenne opportuno di mandare il progetto comune a carogne per poi ‘scongelarlo’ e riprendere in solitaria la “sua” band l’anno successivo registrando quell’album di Blind Fury Out of Reach, uscito poi nel 1985, con gente dei Satan e tanto più obliando Heybourne di fatto.

A tutta risposta, nel 1984, Kevin riformò nuovamente gli Angelwitch e questa volta con una nuova sezione ritmica: Peter Gordelier, già bassista dei Marquis De Sade, autori di un 7” datato 1981, dove spiccava il brano Somewhere Up In The Mountains, con il ritorno del solito Dave Hogg alla batteria e poco tempo dopo con l’innesto improvviso di un interessante cantante: Dave Tattum.

Dough Piercy sulla sinistra

Siamo nel 1985 quando improvvisamente apparve il singolo Goodbye della rediviva band che precedette l’album Screaming ‘N’ Bleeding uscito i primi mesi dell’anno dopo, (1986) e alla fine dello stesso anno ne uscì ancora un altro titolato Frontal Assault con il rodato Spencer Hol(l)man dai Dexys Midnight Runners alle pelli al posto di Hogg, il quale pare avesse problemi di bottiglia.

Non furono affatto brutti album malgrado il singolare artwork presente su entrambi i vinili con quella registrazione da sgabuzzino sottoscala causa la pochezza della misera e anonima label Killerwatt; nel primo album (LP) era privilegiata la componente melodica nonché vagamente commerciale, tuttavia mi azzarderei a scrive che se Goodbye fosse stata mai stata suonata e cantata da Ozzy, con i dovuti arrangiamenti, sarebbe diventata probabilmente un mega-hit radiofonico.

Il secondo LP era un po’ più immediato e più duro rispetto al primo ma in entrambi il cantato di Dave Tattum fu notevole. Sono entrambi album purtroppo dimenticati e passati in sordina poiché partoriti nel frangente temporale sbagliato, quando si ascoltava in prevalenza thrash metal americano. Restano comunque esempi di quella che viene solitamente ricordata come “LNWOBHM” (dove “L” sta per “late”, ovvero “la risacca del nuovo metallo britannico”) e meriterebbero perlopiù una riedizione attuale con tanto di rimixaggio e remastering come è stato fatto per l’archivio completo dello sfortunato Paul Samson dalla superetichetta discografica Esoteric/Cherry Red in questi ultimi anni.

A suo tempo, questi due lavori minori degli Angel Witch furono già ristampati, ma in modo maldestro, in edizioni sia su cassetta che su primitivi CDs, dalla stessa Killerwatt come Screaming Assault (1988 e relativa ristampa del 1995) quindi da un’ignota label californiana (J.C.I.) erroneamente come Frontal Assault (1988), entrambi con un mix di brani pescati da quegli album ma con alcuni pezzi omessi, oltre a copertine oscene e/o atroci, se preferite, insomma tutta robaccia da evitare.

La band fece pure un tour di scarso successo durante quel periodo ma Dave Tattum, causa le solite liti interne ed una aspra rissa avvenuta con una scalmanata gang di bikers, abbandonò la band per andare a cantare in tour con gli storici folletti inglesi Nightwing, quindi Kevin proseguì nuovamente come trio ritornando alla voce e la band apparve in un paio di festivals (fine 1986) e registrò una nuova demo autoprodotta, Psychopathic (1987), con una manciata di freschi brani improntati proprio sulle allora attuali sonorità speed/thrash metal.

 

Ho fatto una chiacchierata interessante proprio con Dave Tattum. In questo periodo, di lui è uscito un piacevole album solista di ottimo pub-rock in salsa white-blues dal titolo Dave Tattum & the Rattlesnake Bones. Riguardo quel periodo mi ha detto:

“Cantavo allora in una band chiamata Blaque Jaque Shallaque con il batterista Dave Hogg. Quando Dave si riunì agli Angelwitch, andai e lo seguii; Kevin sapeva che ero un cantante e mi chiese di unirmi dopo alcuni mesi. Sono entrato subito e ho registrato l’album “Screamin & Bleedin’” quindi abbiamo girato con parsimonia il Regno Unito con qualche gig dal vivo. Dopo poco tempo fu registrato “Frontal Assault” eppoi di nuovo in tournée. Sono stato esonerato da Kevin a causa di un articolo su Kerrang! su “Frontal Assault”. Nell’ultimo paragrafo c’era scritta una cosa: …la potente voce di questo album porta a credere che Dave Tattum sia piuttosto sprecato negli Angel Witch. Settimane dopo sono stato licenziato. Sappiate che non è possibile nemmeno solo pensare di provare a eclissare Mr. Kevin Heybourne!”

1990

Siamo verso la fine Anni ’80 e gli inizi degli Anni ’90 e per i redivivi Angel Witch inizia la nuova avventura americana, o meglio, l’“Odissea Americana” per dirla con Zagor & Cico. Nel 1990 uscì un live da parte della Metal Blade con i vecchi pezzi classici della band registrato presso il celebre Troubadour Club presso West Hollywood (L.A.) dove erano presenti gli autori musicali dell’ultimo album tranne Dave “Tatty” sostituito un’altra volta da Heybourne alla voce con l’impiego di un secondo chitarrista reperito nell’americano dei T.Bone, tale Grant “Taco Bell” Dennison.

Licenziata la vecchia line-up, Kevin Heybourne si stabilì presso Frisco e gli Angel Witch si trasformarono in una sorta di super band da palestra thrash dove tutta squadraccia, dai pionieri del genere Anvil, Chorus, …Exodus, Heathen e Lääz Rockit, ci mise il becco, con ospiti fissi e stabili Jon Torres (RIP) al basso e Tom Hunting alle pelli quando si intervallarono sia Dough Piercy che Lee Altus alle chitarre fino a tale Myk Taylor (RIP), mancato pure lui nel 2003 per leucemia.

Ben poco fu tuttavia creato tranne un paio di nebulose demo dal carattere indefinibile, vagamente su un protothrash visti i musicisti di turno accompagnati magari in sala prove da buonanima di Paul Baloff a scolarsi le sue ultime birre.

Esiste tuttora un bizzarro personaggio di Frisco fanatico della band, tale Lörd Pryderi, o come si fa chiamare, che seguì gli Angel Witch in versione bay-area con fanatica ossessione e che con probabilità possiede ogni registrazione e/o video di quel triste frangente ma che conserva tutta la sua roba rigorosamente sotto stretto copyright, un tipo piuttosto balordo che vive tra velati bafometti, maligni gnomi e pentacoli satanici e che preferisco da sempre evitare appassionatamente.

Malgrado quell’invasato, le due demo sono state in seguito riproposte sul supporto fonografico in versione sia americana che europea (come Resurrection) e contengono nulla di interessante ma, al contrario, dimostrano che gli Angel Witch non sono mai stati un gruppo di thrash metal bensì una band di puro British Heavy Metal con marcate sfumature dark.

Infatti tutta la vicenda americana si concluse maldestramente quando, nel 1995-96 (?), alla vigilia di un minitour organizzato da tale Miss Lisa Rein nella Bay Area con prima data all’Omni Club di Oakland, Kevin Heybourne fu arrestato e rimpatriato nel giro di 24 ore dall’ufficio dell’immigrazione statunitense causa visto di soggiorno lavorativo scaduto, sicché tutto saltò malgrado il concerto sia stato poi suonato ugualmente dagli esterefatti rimanenti della band al fine di pagare le competenze avvocatizie.

Esiste anche il sospetto che ci fosse stata una soffiata agli agenti federali da parte dello stesso manager dei Lääz Rockit, Mr. Jeff Weller, scaricato poco tempo prima dal solito Kevin.

Sempre Lui, tornato in patria con la coda tra le gambe, per un paio di anni mantenne la band con la formazione “americana” attiva ma pressoché ‘surgelata’ in interfaccia tra i due continenti con la moglie di Jon Torres, Tambre Bryant, a gestire il loro rapporto ma in seguito, verso la fine del decennio novantiano, ritentò per l’ennesima volta a riformare e/o rivitalizzare la band nella sua Londra, questa volta con spompati veterani reduci della NWOBHM: Keith Herzberg (gt.), Ritchie Wicks (bs. & vox) e Scott Higham (dr.).

Agli inizi del nuovo millennio fecero qualche concerto di cui uno è documentato su CD (2000: Live at LA2) quindi registrarono un’oscura demo, The Halloween Session di quattro pezzi piuttosto mediocri con il rifacimento appesantito di Angel Of Death che finì su una compilation di Black Metal inglese Britannia Infernus.

Kevin e Keith Hezberg – 2001

 

La cosa curiosa a questo punto è che alcuni pezzi di Heybourne tra cui uno di quella demo Fatal Sleep fu riproposta da uno dei tanti gruppi nati per divertimento con i soliti Tom Hunting alla voce oltre che alla batteria, Jon Torres, Brian Poole & Bobby Gustafson degli Overkill alle chitarre all’inizio, quindi J.W. Torgussen.

Combo dall’ermetico nome in codice di 14NE (“eye for an eye”) autori di una paio di anonime demos della seconda metà degli Anni ’90 confluite nella compilation It’s All Fun And Games del 2001.

Con questa ultima line-up suonarono al Wacken nel 2001 e un noto scribacchino metal mio caro ex-amico ora arcinemico, che cova sin dalla nascita il sogno e/o l’ossessione di essere (stato) il quarto uomo mancato nei suoi Venom, assistette al loro show in Germania descrivendomeli (…una volta tanto a ragione!) come i Fil di Ferro, storica band nostrana di bikers, ovvero pura ferramenta.

Pure questa formazione durò poco tempo tra tante controversie e insulti reciproci spuntati addirittura sul sito blabbermouth, dopo che il batterista per breve tempo fu sostituito dal veterano Ace Finchum noto nei MWOBHM glamsters Tygertailz e in altre colorate band a seguito (2001-2002).

Dopo il litigio, verso fine 2002 Kevin richiamò dagli States, per una serie di concerti su palchi europei (Bang Your Head Festival in Germania del 2003) nuovamente i soliti Jon Torres (sventuratamente morto nel 2013 a soli 51 anni causa infarto), Darren Minter (Heathen) (che sostituì alla batteria il mancino Tom Hunting, impegnato con i suoi Exodus) e il lungocrinito chitarrista mezzo russo Lee Altus (sempre degli Heathen di Frisco poi negli Exodus pure lui): Lee è un ottimo ‘shredder’ che suo tempo fu preso di mira pure da Megadeth.

2003

Da segnalare ancora che nell’ultimo loro album del 2014, gli stessi Exodus inserirono una cover di Angel Of Death in Blood in, Blood out come bonus-track laddove Zetro Souza sostenne inspiegabilmente che fosse Kevin a cantare mentre era il solito Tom Hunting che sa imitarne piuttosto bene la lamentosa e stridula voce. D’altronde simili cazzate sono usuali per un tipo che da sempre ritiene se stesso come la reincarnazione vocale nientemeno che di Bon Scott.

In un’intervista alla meritoria Fanzine SNAKEPIT, Lee Altus affermò allora (2003-2004) che Kevin avesse in mente di registrare un nuovo disco con quella rinnovata line-up, dimostrandosi però alquanto dubbioso riguardo al progetto, vista la sua impossibilità di rientrare negli States per la storia del visto scaduto. Convenne altresì che purtroppo era una infelice consuetudine di Heybourne lo scalzare il tappeto quando le cose stanno prendendo la direzione giusta, come era già avvenuto in passato quando si era perso solo tempo.

Inoltre Altus confermò che da ultimo Kevin era solito arrivarsene proponendo riff complessi e ritmiche piuttosto intricate, quasi roba alla Megadeth, dove invece, a parere dello stesso Lee, per le nuove songs del potenziale album sarebbero bastati semplici powerchords con avvincenti melodie e occhio puntato sul primo storico album della band.

Conclusa l’ennesima fallimentare avventura, Kevin Heybourne scomparve di fatto suppergiù nel 2003 spendendo il resto del decennio del nuovo millennio a lavorare da giardiniere e/o taglialegna a zonzo per i parchi pubblici londinesi.

Kevin Riddles – Heybourne

2012

Alfine fu Lee Dorrian nel 2008 a fornire un impulso decisivo affinché la band tornasse sulla scena e suonasse nella tradizione che la rese famosa agli inizi, attingendo tra le giovani leve di musicisti del giro londinese che perlopiù si stavano rifacendo a quel ‘prog’ settantiano misto hard rock britannico di vaga scuola Jethro Tull e primi Sabbath. Il suo (ex) socio in affari dell’etichetta inglese Rise Above, Will Palmer, stabilì un duraturo sodalizio con Heybourne dal 2009 circa, entrando nella rediviva band in pianta stabile come bassista e manager mentre alla seconda chitarra adoperata perlopiù nella rinnovata attività live della neonata band si sono alternati una serie di chitarristi a partire da Chris Fullard che lavora per gli Ulver norvegesi, quindi per un po’ (2012-2014) si è notato pure il forte Bill Steer di fama Carcass che con il suo avvincente progetto collaterale Firebird suona(va) un genere musicale su coordinate similari.

Successivamente (2014-2015) negli Angel Witch entrò per qualche tempo Tom Draper, ora pure lui nei Carcass e Colin Hendra dai proseliti Wytch Hazel di Lancaster, ma giusto per un paio shows come help-guest di emergenza. Alla batteria da principio il bravo Andrew Prestidge che ha inciso pure l’album del timido ma esemplare come-back del 2012, As Above So Below dalla registrazione che oserei definire forse un tantino ‘artificiosa’ che richiamava il primo omonimo del 1980 per l’uso di un dipinto dello stesso celebre pittore di epoca romantica di metà Ottocento inglese John Martin (1789-1854), quindi Alan French dai cupi Mourn ma solo dal vivo (2015-2016).

Sulla effettiva rinascita della band ho domandato ad Andrew Prestidge, il loro precedente batterista (40 Watt Sun, Suns of the Tundra, The Osiris Club e Morlock), qualcosetta riguardo:
“Ricordo che mi sono unito alla band nella primavera del 2008 dopo che il mio caro amico Lee Dorrian fece il mio nome, quando non ero davvero a conoscenza della musica degli Angel Witch, uditi solo per fama del nome; in adolescenza ascoltavo punk quindi sono passato al thrash metal e successivamente al vecchio hard rock, al doom metal e al prog. Fu davvero emozionante suonare la musica di Kevin che considero un colosso alla chitarra, l’album del 2012 (“As Above So Below”) era composto da 4 nuove tracce mentre il rimanente da vecchie cose ricavate dall’archivio delle registrazioni dal vivo e dalle demos. Ricordo in particolare un brano, di cui ora scordo il titolo, che abbiamo registrato per l’album ma poi omesso che però era davvero interessante perché strutturato in tempi dispari: suonato in 5/4 però forse troppo vicino alle cose degli Opeth che alla tradizionale musica di Angel Witch. Eseguimmo numerosi rehearsals per registrare quell’album e Bill Steer deve davvero essere ringraziato in tal contesto: lui è stato davvero di aiuto per quanto riguarda la creazione del disco con l’organizzazione delle nuove songs anche se poi alla fine non ci ha suonato sopra. Sono soddisfatto di essere stato membro della storica band in quel periodo ma poi ho avvertito che era tempo di spingermi verso altri lidi e di cambiar quindi aria quando mi sono accorto di non divertirmi più con loro. Sono stato in tour con bands come The Oath, Lucifer e Warning e ho pure suonato la batteria con gli Electric Wizard mentre ora, sempre con Bill Steer condivido una band a nome Crumpet dove, per divertimento, eseguiamo cover dei Traffic e di Patto.

L’attuale formazione si è attestata sul drummer svedese Fredrik Jansson Punkka, prelevato dai doomsters scandinavi Witchcraft e sul polistrumentista Jimmy Martin, il quale di aspetto ricorda un po’ cugino (pirla) di campagna di Mr. Rob Halford che però suona magistralmente sia chitarre che tastiere.

The Fallen Angels Entering Pandemonium, from ‘Paradise Lost’, Book 1 ?exhibited 1841 John Martin 1789-1854 Purchased 1943 http://www.tate.org.uk/art/work/N05435

Alfine, giusto ora esce la nuova fatica degli Angel Witch, proprio il giorno di Ognissanti tra la notte di Halloween & il famigerato Brexit-Day, titolato evocativamente Angel Of Light, insomma proprio quel Lucifer da cui si evolse la band tra mille difficoltà e peripezie nell’arco di una quarantina di anni ormai.

La recensione del nuovo lavoro degli Angel Witch sarà probabilmente pubblicata in futuro nel dettaglio non dal sottoscritto che poco ama scrivere “reviews” tuttavia Vi segnalo, come già avvenne per l’album precedente del 2012 per le tracce Into The Dark (una delle primissime songs che narra di un buco nero (…un “black hole”) che tutto si pappa nello spazio siderale!), Guillotine titolata inizialmente Rendezvous With The Blade e già presente su Frontal Assault (1986) e pure l’apripista Dead Sea Scrolls ripresa da una vecchia registrazione del 1984.

Anche questo nuovo album vanta ripresa di materiale remoto della band, composto addirittura prima del 1980 e questa volta si tratta del celebre brano titolato The Night is Calling, una delle prime songs scritte degli Angel Witch e mai registrata prima ma udibile dal vivo sulle tante bootlegs tape tutto-fruscio dei primi Anni Ottanta durante la piena attività alive della neonata band e messa su CD per la prima volta nella compilation Sinister History, nonché plagiata maldestramente in seguito dai Candlemass svedesi quando ancora si chiamavano Nemesis.

La vecchia diatriba con gli svedesi alfine si chiude poiché la paternità del pezzo è ora chiara ed evidente; inoltre vengono riproposti su 7” bonus un paio di pezzi rifatti e riadattati da Frontal Assault del 1986: l’omonimo e Straight from Hell. Mancano ancora tra i rifacimenti la vetusta Help Yourself ed Undergods tra le vecchie cose tuttavia la seconda fu da tempo registrata come traccia di chiusura sull’album sopra nominato, già in buona parte “saccheggiato”.

Formazione 2019

Negli ultimi cinque anni la band ha suonato più volte in Italia, in qualche metal-club e pure in occasione di motoraduni: ricordo con piacere lo show avvenuto a metà di Luglio del 2015 presso lo Stadio Comunale di Cenate Sotto con entrata gratuita: ottimo concerto e massiccia partecipazione di pubblico generosamente offerto dall’Amministrazione Comunale dello splendido luogo sito nella Provincia di Bergamo, con il nostro simpatico Pino Scotto a fare da apripista al concerto degli inglesi.

L’Heavy Metal nell’arco di quarant’anni ha compiuto una paradossale parabola quando ai nostri giorni i vecchi sauri di fine Anni ’70 si ritrovano sfiancati e spompi e a corto di idee dopo decine di album e migliaia di concerti, mentre gli attuali Angel Witch appaiono come una bandin forma e con rinnovate energie e intriganti visioni per un brillante futuro. Il nuovo album lo dimostra a pieno già dal primo ascolto, e malgrado tutto, al Sig. Kevin Heybourne, personaggio unico da sempre corrucciato, introverso, taciturno, torvo e schivo ma alquanto ingegnoso nonché (..a ragione) animalista convinto, spetta tutto sommato un posto di rispetto nel tavolo del gotha dei Titani mentori dell’HM quali Steve Harris, James Hetfield, Mustaine, Angus, Lem, Dio, KK, KKD & Co.

Il suo probabile errore fu sempre quello di arrivare al posto sbagliato, nei tempi sbagliati e magari con la gente sbagliata, ma dopo il 2008 le cose paiono finalmente cambiate e sarebbe oggi ragionevole affermare che in fondo i suoi Angel Witch rappresentano un po’ l’alfa [A  α] & l’omega [W  ω] (il trapassato remoto e il futuro prossimo) di un genere che per 40 anni tra alti e bassi ha fatto parte della nostra esistenza, o almeno di chi si appresta a leggere tale scritto, forse un tantino noioso, ma che dedico orgogliosamente a Beppe Riva, il primo a raccontare della lunga e sventurata saga dell’Angelo-Strega qui in Italia, quando il nostro caro belpaese viveva tempi migliori.

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