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Black Sabbath – Dave Walker e i 5 minuti di follia

Siamo nel 1977, i Black Sabbath hanno appena inciso uno dei loro album più controversi, ovvero Technical Ecstasy, che spezzava in modo deciso con il passato e optava per sonorità più leggere, brani meno oscuri e un artwork che non piacque molto ai fans della prima ora. Il pubblico e la critica stroncarono con fermezza il disco e le vendite non decollarono, portando all’esasperazione una band già sull’orlo di una crisi di nervi.

Tra i quattro musicisti di Birmingham l’abuso di droga e di alcool era dilagante, inoltre la band era impantanata in problemi finanziari e legali. Il padre di Ozzy Osbourne in quel periodo venne a mancare, e tutti questi elementi messi insieme allo stesso tempo fecero deflagrare la bomba.

Ozzy annuncia di averne abbastanza e decide di lasciare la band, per dedicarsi a un non meglio specificato progetto solista, lasciando i restanti tre in braghe di tela.
Disperati, allucinati, sul lastrico e senza idee, i Black Sabbath parevano a un passo dallo scioglimento.

Senza una voce carismatica come quella di Ozzy, per la prima volta il Sabba Nero sembrava davvero senza via di uscita e quando la disperazione attanaglia tutto, le decisioni prese in quel momento possono essere più nefaste del problema.

Fu cosiì che Tony Iommi si ricordò di un cantante inglese che aveva militato in precedenza, per brevi periodi, nei Fleetwood Mac e nei Savoy Brown. Quest’uomo si chiama Dave Walker.

Una telefonata di Tony mentre Walker si trovava a San Francisco, la proposta di unirsi ai Black Sabbath, il volo aereo a novembre del 77 per raggiungere l’Inghilterra e l’accordo divenne concreto.

Per tre lunghe settimane Dave scrisse e compose testi e musica per il futuro album, anche se non entrò mai in studio per incidere nulla.

La nuova formazione apparve sul programma televisivo della BBC Midlands Look Hear il 6 gennaio 1978,suonando due canzoni: War Pigs e una prima versione di quello che sarebbe poi diventata Junior’s Eyes. Poco dopo Ozzy Osbourne, forse resosi conto di quello che aveva perduto e sopratutto molto confuso su un futuro artistico senza una direzione precisa, decise di ricongiungersi ai Black Sabbath, così il buon Dave Walker era fuori dai giochi prima di aver potuto registrare con la band. Nessuno dei testi di Walker è stato usato per l’album Never Say Die dei Black Sabbath, perché Ozzy Osbourne non avrebbe cantato alcun materiale scritto durante il suo periodo di assenza dal gruppo. Fu così che l’unica canzone di Walker, Junior’s Eyes venne successivamente modificata sia musicalmente che con un testo diverso.

La storia proseguì come tutti sappiamo, e Dave Walker continuò a cantare in altre band minori, con alterne fortune, sfiorando per 5 minuti la fama mondiale e la possibilità di una carriera stellare.

Come una “sliding door”, proviamo a immaginare i Black Sabbath con Dave Walker pronti a sfidare il mondo con il nuovo album Never Say Die, in rampa di lancio per una seconda giovinezza, Ozzy Osbourne che si rituffa nel mondo del rock nel 1978 con i Blizzard of Ozz, creati insieme ai musicisti dei Necromandus, e Ronnie James Dio che continua a cantare con i Rainbow e poi subito al lavoro con album solisti già a fine anni 70.

Quello che resta davvero è una fugace esibizione in TV e un sogno infranto in 5 minuti. Con i se e con i ma non si fa la storia.

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