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I 10 migliori (e i 10 peggiori) libri Tsunami di sempre!

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Ve lo confesso subito, non parleremo solo di Tsunami, in questa duplice classifica di consigli e sconsigli per gli acquisti cartacei (che potranno magari ispirarvi in vista anche delle festività natalizie prossime). Parleremo un po’ di tutta l’editoria italiana che negli ultimi anni ha puntato su biografie e saggistica varia dedicata a band, periodi, generi e sottogeneri del metal e dell’hard rock.

Ho usato la definizione Libri Tsunami per due motivi. Il primo è il SEO: avevo bisogno di una definizione chiave che fosse semplice, riassuntiva e accattivante. La seconda è più una questione grammaticale: già ora e di sicuro negli anni a venire, il tipo di libro che storicizza la musica estrema sarà pensato come uno Tsunami. Già ora è quasi un sostantivo abusivo. Noi che crediamo nel caos e nella distruzione, speriamo di aumentare la confusione. Nel senso che si crederà magari che un libro su Ozzy sia della Tsunami e invece è dell’Arcana. Cosa che del resto già avviene.

E in ogni caso, se Padrecavallo decidesse di fare un saggio biografico sui Tyger Of Pan Tang e ne parlasse con Maximus Doomicus, lui gli risponderebbe subito con questa domanda: “ah, una roba per la Tsunami”. Non esiste solo questo editore in Italia che tratti di artisti metal, ma Tsunami è il solo che abbia trovato spazio nella testa di cocco del pubblico.

Tsunami è Tsunami. So di gente che li compra tutti, i volumi pubblicati da questo editore. Li colleziona, capite? Al di là del giudizio critico. Esce uno Tsunami e quelli lo pigliano. Per carità, sono spesso titoli interessanti, ma bisogna dire che purtroppo, alcuni dei volumi di maggiore qualità di questo genere, restano fuori (per chissà quali ragioni complicate) dal loro radar.

Penso per esempio a Black Metal: Evolution Of The Cult di Dayal Peterson o The Gospel Of Filth di David Baddeley o il grandioso, come mi ha ricordato Manuel Fiorelli, Running With The Devil del manager Noel Monk sulla carriera dei Van Halen. Ma pazienza, forse arriveranno. E se no, ci sono sempre le edizioni in Inglese. Di sicuro arriverà anche il giorno in cui uno scrittore si sentirà redarguire: “ma la smetti di fare lo Tsunami?”

Dai, scherzi a parte, era per il SEO. Ripeto, “Libri Tsunami” era una roba per il SEO. E in ogni caso in questo pezzo, raccogliendo le dichiarazioni di decine e decine di sdangheri, tra collaboratori, lettori, millantatori e fantini pentiti, parleremo di tutto il genere bio-saggistico musicale estremo, dai primi anni 90 fino a oggi. Se qualche titolo non lo troverete disponibile su Ibs, potrete sempre cercarlo su Ebay.

Francesco “Padrecavallo” Ceccamea

Partiamo subito con i 10 titoli imperdibili.

10 – Louder Than Hell di Jon Wiederhorn, Katherine Turman, edizioni Arcana 2013, Euro 25,00

Il metal come un racconto orale. Il libro si divide per generi e salvo qualche piccolo paragrafo di raccordo, scritto dagli autori stessi, tutto il testo è formato dalle dichiarazioni degli artisti prese da oceani di riviste dagli albori di Kerrang! fino a oggi. Se vi aspettate che si parli di musica, lasciate perdere. Se invece siete alla ricerca di ghiotti aneddoti sulla scena inglese dei primi anni 80, la baraonda Nu Metal, la Bay Area e la scena glam losangelina, accodomatevi. Dai pannoloni di Robb Flynn alle dimostrazioni fuori di testa dei fan degli Obituary, Louder Than Hell mette sul tavolo ogni recondita sordidezza della vita metallara dei nostri eroi, focalizzando molto l’aspetto deleterio della vita on the road, con i musicisti massacrati dalla noia, dagli eccessi e le depressioni immancabili, durante i lunghi viaggi in tour bus su e giù per i continenti.

9 – Justice For All. La verità sui Metallica di Joel McIver, edizioni Arcana (2004) Euro 18,50

Tra tutti gli scrittori specializzati in biografie di band metal e hard rock, forse il più talentuoso è Joel McIver. Ne ha scritte diverse: Slayer, Metallica, Tool, Motorhead (uscite per Tsunami) ma se a lungo andare, usando il suo solito metodo, i libri di questo autore finiscono per somigliarsi un po’ tutti, nulla e nessuno può battere il malloppone sui Metallica. Forse perché sono stati una questione personale, o forse solo perché è il libro che lui era nato per scrivere, di fatto non esiste niente di più appassionante ed esauriente sulla band americana. Ci sono un sacco di miti intorno ai Metallica e McIver li sfata tutti quanti. Se non l’avete letto fatelo subito vostro. Chiunque si avventuri nell’impresa di raccontare la storia di una band dovrebbe studiarselo.

8 – Jaco Pastorius. La straordinaria e tragica vita del più grande bassista del mondo di Bill Milkowski (2001) Euro 11,90

Lo sappiamo cosa state pensando. Primo, che abbiamo sbagliato locandina e secondo che Pastorius non ha mai avuto a che fare con il metal. Eppure se leggeste la sua storia, scritta benissimo da Milkowski, vi accorgerete che aveva un’attitudine decisamente più metallara di tanti bassisti noti e ammirati del genere. Di sicuro lo fu più di Cliff Burton, il cui libro qui accanto, scritto dal prolificissimo Joel McIver, ha in ogni caso il merito di dare giustizia alla figura leggendaria di un musicista che metallaro non era ma che la storia ha finito per rendere uno dei nomi imprescindibili della musica heavy. Se volete, potete prendere tutti e due questi volumi e metterli a confronto. In particolare la storia di Cliff è quella (citando lo sdanghero Riccardo Tosoni, ispiratore di questo punto ottavo) “di un figlio dei fiori che si è guadagnato rispetto da tre alcolizzati casinisti metallari”.

7 – The Dirt. Motley Crue di Neil Strauss, Tsunami Edizioni (2019) Euro 20,00

Impossibile perdersi un titolo del genere. Si tratta del prototipo perfetto del biobook rock and roll: eccessi, scopate, droghe, colpi alla schiena, curiosità piccanti e tanta ironia. Realizzato con una struttura avvincente e cinematografica e direttamente dalle parole dei protagonisti, messe per iscritto da Strauss, per un titolo davvero infallibile. Dimenticate il film uscito su Netflix, è carino ma nulla al confronto di ciò che troverete nel volume cartaceo. Oltre al sesso e la tossicità, avrete un’idea piuttosto chiara di come funzioni il music business. Con The Dirt c’è da imparare oltre che da piangere e ridere! Giovanni Loria, che ha suggerito questa scelta, lo mette a fare il paio con La sottile linea bianca di Lemmy (in compagnia di Janiss Garza) (Baldini e Castoldi)

 

 

6 – Senza Rimorsi di Ace Frehley, Edizioni Chinaski (2015) Euro 17,00.

“Space” Ace Frehley pennella a modo suo la storia dei Kiss senza la grandeur di Simmons né la compostezza di Stanley ma con impareggiabile spirito e sarcasmo. Per i più sarà lecito dubitare della solidità della memoria di Ace (comunque coadiuvato da Joe Layden e John Ostrosky) ma chiunque sarà deliziato dal suo stile tagliente e diretto, con alcuni aneddoti sfiziosi che sembrano aver resistito all’oblio di una vita di eccessi. Parola di Manuel Fiorelli.

E ora un trittico succulento…

5a – Choosing Death. L’improbabile storia del death metal e del grindcore di Albert Mudrian, Tsunami Edizioni (2009) Euro 17,00

A parte la copertina scelta per l’edizione italiana (più grind che death) questo è un libro divertente ed esauriente sulla nascita, lo sviluppi e il declino di due generi estremi tra i più rivoluzionari del metal. Il death, dalla Florida alla Svezia e il grind inglese, giappo e americano, raccontati in modo molto efficace da un giornalista militante (Decibel Mag) che è cresciuto durante quegli anni di tape trading indiavolato e croci rovesciate marchiate a fuoco sulla fronte. Interessante soprattutto la seconda parte, quando il music biz tentò di trovare i nuovi Metallica tra la melma e le interiora dell’underground più estremo, fallendo miseramente.

5bSwedish Death Metal. La vera storia del Death Metal svedese di Daniel Ekeroth, Tsunami Edizioni (2012) Euro 18,70 – Se amate il metallo più marcio che ci sia, oltre al libro di Mudrian dovete acquistare anche questo approfondimento sulla questione svedese, venuto fuori dalla penna di uno che ha vissuto in diretta tutto quanto. La nascita dei Nihilist, il successo degli Entombed, le censure subite dai Dismember, l’implosione degli At The Gates e il cancro In Flames, tra dichiarazioni inedite e colpi di scena, il metallo swedish non è mai stato raccontato in modo così esauriente.

5c – Profondo Estremo. Storie vere dal death metal underground di Jason Netherton, Tsunami Editore (2016) Euro 21,16 – Tipo Louder Than Hell ma in salsa death metal. Il terzo volume che non deve mancarvi se amate questo genere racconta la scena senza mai uscire dall’ambito che le è più congeniale: l’underground. Jason Netherton (Dying Fetus, Misery Index) approfitta del fatto di essere un musicista molto attivo nel giro estremo e coinvolge colleghi e amici nel tentativo di ricostruire la nascita e l’evoluzione di un vero e proprio movimento che negli anni ha avuto i suoi inaspettati colpi di coda. Forse un po’ troppo corposo e in certi momenti caotico ma fatto col cuore e un gran senso di dignità. Ci ricorda le vere ragioni per cui il death è nato e soprattutto ci rimette una gran voglia di misurarci con certi suoni che hanno piacevolmente ammuffito la nostra adolescenza.

4 – Cowboy Song. La biografia autorizzata di Philip Lynott di Graeme Thomson, Edizioni Tsunami (Euro 22,00)

La storia di Phil, nero irlandese cresciuto in uno dei quartieri più poveri di Dublino e finito a esibirsi sui palchi più importanti di mezzo mondo è come un film di Martin Scorsese: irrefrenabile, pieno di eccessi, violenza mentale e dissidi interiori. La caratura artistica di questo bassista, cantante e paroliere fenomenale in grado di trasportare l’epica folk nei locali più sordidi del rock and roll, non è nota come dovrebbe. Questa splendida biografia ufficiale pubblicata da Tsunami dovrebbe essere un modello per il genere: accurata e approfondita senza sfiorare la pedanteria, evocativa e struggente, mai patetica e compiaciuta. L’opera di Graeme Thomson sa rivelare le contraddizioni, la fragilità e la dignità di un bellissimo perdente.

 

3 – Dan Lilker. Metal Veteran – Una vita tra Nuclear Assault, Brutal Truth, Anthrax, S.O.D. e molto altro… di Dave Hofer, Edizioni Tsunami, (2017) Euro 20,00.

Il libro su di lui andava fatto ed è venuto amabile come il suo protagonista, zeppo di foto, aneddoti spassosi e preziose rivelazioni sul music biz. Dopo averlo letto gli vorrete bene anche voi, a Dan. Un autentico veterano del metal come dice il titolo. Magari non tutto quello che ha fatto gli è riuscito però sembra essersi divertito sempre parecchio nel farlo.

2 – Lords Of Chaos di Michael Moynihan e Didrik Søderlind, Tsunami Edizioni (1997) Euro 18,70

Mettiamo questo libro nella classifica dei consigliati per alcune ragioni ma potremmo metterlo tra gli sconsigliati per altre. Non è granché però rappresenta ormai un pezzo irrinunciabile della discutibile storia del black metal e non può mancare nella libreria di un metallaro. Un faldone datato di tutto ciò che poteva riguardare il lato polemico e sensazionale del genere. Il black, almeno in Italia, per quanto siano già usciti parecchi volumi tematici, non ha ancora goduto la pubblicazione di un titolo autorevole capace di trattare l’argomento una volta per tutte sul piano musicale e artistico, senza scendere in intellettualistiche complicanze e pedantesche o sbrigative e superficiali riepilogazioni discografiche. Si salva dalla desolazione il limitrofo Come lupi tra le pecore, sempre Tsunami, saggio sulla scena nsbm (i nazisti del black) documentato e ben scritto da Davide Maspero e Max Ribaric.

1 – Fargo Rock City di Chuck Klosterman, di Meridiano Zero Edizioni (2012) Fuori catalogo ma reperibile su ebay a prezzi vari

Questo non è un libro scritto da chi ha partecipato attivamente alla nascita e il formarsi di un genere e tantomeno da un giornalista con delle competenze specifiche. Si tratta di una irresistibile commedia travestita da saggio sulla vita di un povero sfigato di Fargo in fissa con i Motley Crue. Ci sono numerose pagine di ispirato giornalismo gonzo che vi faranno tornare la voglia di rimettere sul piatto Skid Row, Guns, Ratt, Cinderella, Dokken e ovviamente i Crue. Grande letteratura sull’amore per la musica e su quanto possa rappresentare molto più di un appiglio, nella vita di ciascuno di noi. Sta al metal come Danse Macabre di Stephen King sta all’horror. Mi sorprende che non ne sia mai stato tratto un film. Magari dopo il successo (?) di The Dirt qualcuno ci penserà.

 

0 – L’estetica del metallaro di Luca Signorelli, Edizioni Theoria (1997) Esaurito ma rintracciabile su e-bay

Gli anni 90 dell’editoria italiana erano pieni di cannibali biodegradabili ma anche di editori pronti a osare. C’era gente come Castelvecchi e i tipi di Theoria. Oltre alle pregevoli edizioni sulla narrativa fantastica e gotica, a cura del tragico e misterioso Malcolm Skey, la pubblicazione dei racconti di William Goyen e il coraggioso Il branco di Andrea Carraro, e la pubblicazione integrale del saggio Danse Macabre di Stephen King, questa piccola casa editrice romana ha avuto tra i suoi meriti la scelta di offire a una delle penne più ispirate del giornalismo metallaro una location editoriale adeguata che gli permettesse di descrivere e definire la figura del metallaro. Luca Signorelli, dall’alto della redazione di Metal Hammer, nel periodo più felice della rivista, scrive pagine molto ispirate su Metallica, Maiden, Gwar, Motorhead, Sailor Moon (!), Metal Hurlant e soprattutto sulla figura sociale del metal kid. In attesa di una nuova edizione aggiornata che l’autore continua a promettere a se stesso e al mondo, ricordiamo la definizione che Padrecavallo gli riferì una volta a proposito del suo libro: “L’estetica cambia negli anni, sembra vivo e mai sazio, come una specie di Necronomicon dell’heavy metal!”

Fine prima parte, andate pure al cesso

Seconda parte, se non vi scappava, cosa ci siete andati a fare al cesso?

Come va, siete stanchi? Dai, tenete duro, abbiamo ancora una decina di libri da trattare e stavolta sarà in negativo. Ecco i nostri sconsigli sulle uscite editoriali italiane dedicate al metal e l’hard rock.

10 – Sound Of The Beast. La storia definitiva dell’heavy metal di Ian Christie, Edizioni Arcana (2010) Euro 21,25

Scrivere la storia del metal non è per niente facile, vero Cerati, Signorelli e Della Cioppa? E tra quelli che per primi si sono cimentati in un’impresa simile c’è il giornalista inglese Ian Christie. Purtroppo il volume è pieno di inesattezze e superficialità, oltre a non dire nulla di nuovo a un medio conoscitore del genere. Oltretutto è davvero troppo filo-Metallica e ostile in modo inspiegabile e stonato nei confronti del glam metal. Pare che l’edizione italiana non sia nemmeno quella integrale. Il reparto fotografico è modesto e sgradevole da guardare e la traduzione mediocre non aiuta. Peccato perché un libro del genere ha avuto molta attenzione e anche una discreta risonanza e magari oggi c’è chi fissa le basi del proprio sapere su questo genere partendo proprio da Christie. Oh God, please help me!

9 – Dietro il sipario. L’epopea dei Savatage di Dario Cattaneo, Edizioni Tsunami (2016) Euro 13,00

Oltre a una prosa carente, il libro è curato in modo abbastanza mediocre dalla Tsunami, con un reparto fotografico da ammirare col lanternino. Peccato, per quanto, come fa notare un acuto e franco “lettore della strada” su Ibs, in fondo la storia dei Savatage, tolta la tragica morte di Criss Oliva, non è che abbia chissà cosa da raccontare di diverso da quella di mille altre band e purtroppo, aggiungiamo noi, per fare un libro biografico appassionante ed efficace occorre la ciccia.

8 – La bestia. Paul Di’Anno, Chinaski Editore (2015) Euro 18,00

Non dovete aspettarvi troppo da questo libro… Malgrado alcuni aneddoti interessanti circa la vicenda Maiden, l’ossessivo combinato disposto di risse, zuffe, pugni a casaccio, sbocchi di sangue e scopate, egemonizza la trama, rendendo dapprima ripetitiva e poi decisamente noiosa la narrazione. (Parola di Manuel Fiorelli)

7 – Zakk Wylde. Il metal spiegato ai bambini di Erik Hendrix e Zakk Wylde, Tsunami Edizioni (2013) Euro 17,00

Titolo bellissimo per un deludente pasticcio di scemenze e autoreferenzialità. Se vi piace la cazzoneria del personaggio magari vi farete qualche risata ma se cercate aneddoti e curiosità sugli anni con Ozzy e poi nei 90s con Black Label Society, dischi solisti e partecipazioni infinite, allora lasciate perdere. Il volume ne è davvero carente. Poca musica, poche curiosità e troppa birra.

6 – Never Surrender di Biff Byford e John Tucker, Edizioni Tsunami (2010) Euro 17,00

L’autobiografia del cantante dei Saxon non è scritta male ma è troppo piena di auto-indulgenza e omissioni di comodo. Molte delle curiosità sono sulle prodezze sessuali di Biff, e c’è davvero tanta clemenza intorno alle scelte artistiche discutibili prese da Byford stesso, (ha diritto a difendersi, sia chiaro) ma che finiscono per renderlo un po’ patetico. E nonostante la sua esaltazione per dischi come Dogs Of War o Unleashed The Beast, la seconda parte di carriera dei Saxon non è lontanamente paragonabile alla prima, è dignitosa e piacevole, ma niente di così esaltante come lui vorrebbe farci credere. “Want a New Song Or An Old Song?” “Bitch, please!”

5 – Io sono Ozzy di Ozzy Osbourne e Kris Ayres, Arcana Edizioni (2014) Euro 15,72

Quante cose avrebbe potuto raccontarci Ozzy? Ha praticamente creato l’heavy metal insieme ai Sabs, ha contribuito a ridefinire il genere negli anni 80 e ancora oggi è un highlander che andrebbe studiato dalla NASA, per come sia sopravvissuto a decadi frenetiche e all’uso massimo di stupefacenti. Il punto è proprio qui. Se fisicamente Osbourne c’è ancora, il suo cervello è ormai il granello di sabbia nella mano della principessa Sharon di Fantasilandia. Non ricorda quasi nulla e ciò che ha da offrire al proprio pubblico sono le scemenze che gli suggerisce di raccontare la moglie, quelle che lui ha combinato a iosa da intossicato e forse ancor più da sobrio.
Delusione.

 

4 – Iron Man. Il mio viaggio tra paradiso e inferno con i Black Sabbath di Tony Iommi e T.J. Lammers, edizioni Arcana (2014) Euro 22,00

Anche qui come vale il discorso di Oz, quanto ben di dio avrebbe potuto dirci il papà del metal? Eppure, droghe a parte, la semplicità e la scarsa comunicativa di Iommi sono un bel limite se lo si esorta a riandare ai giorni gloriosi e farceli vivere pure a noi che non c’eravamo. Iommi affronta in modo stringato e superficialie la cronaca sulla realizzazione di riff epocali, le tragiche morti di miti del rock a cui ha assistito e le dispute legali patite, sperando solo di cavarsela con esclamazioni tipo “è stato grande” “è stato triste e noioso”. Iron Man impenetrabile. Doppia delusione.

3 – Rush di John Collins, Tsunami Edizioni (2009) Euro 2009

Uno dei libri più pallosi che possiate leggere. Purtroppo i Rush non hanno mai avuto momenti di eccessi. Buon per loro, ovviamente. Di certo la vita di Neil Peart ha subito tragedie enormi, ma la bio del gruppo procede negli anni d’oro delle accuse di nazismo e l’avvento del punk dondolando in un tranquillo disco, tour, disco, senza curiosità o aneddoti divertenti e rompendo i coglioni pure quando parla di musica. Un vero peccato. Evidentemente, per rendere gustizia a una band complessa come i Rush non bastava la classica impostazione cronologica e discografica del biobook rock. Ci voleva qualcosa di meno schematico, perché se ogni gruppo, dagli Aerosmith ai Pantera, hanno tutti un sacco di cose fiche e tragiche da infilare ogni due per tre per mantenere vivo l’interesse viscerale del lettore, i Rush davvero non ne sono guarniti. Hanno avuto una vita normalissima, da impiegati. E questo libro, scritto bene, preciso e attendibile, viene fuori come un trita gonadi.

2 -L’armonia degli opposti  di Maynard James Keenan e Sarah Jensen, Tsunami Edizioni (2018) Euro 18,70

Potrebbe trattarsi solo di un brutto libro ma visto che dietro c’è Keenan magari è proprio quello che voleva essere. In apparenza è la storia zuccherosa di un ragazzo problematico, figlio di genitori separati che, credendo nei propri sogni e visioni, diventa un adulto milionario. La classica parabola del sogno liberista americano? Certo. Maynard è tipo lo Sting del metal. Tutto gli riesce in modo odioso. Si dedica alla musica e diventa il frontman di una band anticompromessi ma di successo. Ci riprova con un’altra band e gli va pure meglio. Decide di fare il vino nelle brulle terre dell’Arizona e ci riesce (forse è un’impresa più incredibile di quelle in campo artistico). Si cimenta nelle arti marziali e diventa super campione. Insomma, sparategli. Naturalmente sono omessi gli eccessi, il satanismo, le donne matte di cui divenne compulsivo nei primi anni da rocker, insomma, le tipiche cadute della star, che non gli sono mancate. Lui ci tiene a parlar di vigne e parenti poveri dall’Italia, di misticismo e amore… Sembra prendersi così sul serio che probabilmente non è vero. Sarah Jensen, l’autrice effettiva del volume, forse è la vittima numero uno di questa trollata.

1 – I cento dischi di stocazzometal – Prima che l’editoria puntasse su metal e hard rock con risultati che ignoriamo (ma evidentemente ce ne sono, se Tsunami continua a esistere e insistere) i lettori dovevano accontentarsi di sporadiche pubblicazioni riepilogative della Giunti o di Arcana e di qualche altro editore ormai fallito. Cose che finivano per riassumere un intero genere in una serie di schede disco per disco. Oppure c’erano i testi con traduzione a fronte (pessima) che molti metallari hanno consumato.

Si aveva la bocca troppo buona negli anni 80 e 90, ci si accontentava di poco. Oggi invece, questa ampia offerta di biografie e saggi meditativi sulle liriche (ne sono usciti addirittura due sui testi dei Black Sabbath) e sui generi, ci hanno abituato allo sfarzo e non sappiamo più dove buttare i nostri soldi. C’è troppa roba e molta rinunciabilissima. Ma riteniamo che il punto più basso di questa editoria specializzata siano i libri dei 100 dischi, chiunque li pubblichi. 100 album metal, power, black, death, AOR e così via. Li stronchiamo tutti. Ormai simili riepilogativi sono roba da internet, mentre la carta andrebbe usata per competenti e più efficaci approfondimenti.

Un’ultima cosa sugli autori italiani. Tsunami, Arcana, Crac e Chinaski hanno offerto la possibilità anche a parecchi italiani di scrivere saggi sul metal, pentendosene subito dopo. La maggior parte dei risultati infatti è robetta scritta male e per nulla all’altezza. Si salvano tre volumi: Subterra di Eduardo VitoloCome To The Sabbat di Antonello Cresti e Il lato oscuro di Maurizio De Paola. Potete aggiungerli alla vostra lista senza timore di restar delusi.

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