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WRESTLING & METAL – I “themes” e le entrate sul ring più spettacolari delle superstar

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C’è sempre stato un rapporto molto forte tra il rock e il wrestling. Quando il primo, nel corso degli anni ’80, si è fatto sempre più duro sfociando nell’heavy metal, il legame è diventato indissolubile. Questo articolo si propone come una carrellata (su per giù in ordine cronologico) alla ri-scoperta di molti dei brani più efficaci e memorabili di sempre, in grado di coniugare mirabilmente il wrestling con il metal. Partendo dagli anni ’80, sarà interessante scoprire insieme come anche le sonorità che hanno accompagnato i grandi del wrestling sul ring siano cambiate nel corso degli ultimi quarant’anni, di pari passo con le mode e i nuovi stili musicali.

NON SOLO BUONI O CATTIVI

Nel linguaggio del wrestling, come quasi tutti sanno, l’ingresso sul ring è di norma salutato da un caloroso supporto per i cosiddetti “buoni”, il cui termine tecnico è “babyface”, o accolto da una selva di fischi e boo per gli odiatissimi “cattivi”, gli heel. Dalla fine degli anni ’90, in un’era del wrestling WWE (che allora si chiamava ancora World Wrestling Federation) chiamata “Attitude”, quella che ci regalò superstar del calibro di “Stone Cold” Steve Austin, The Rock e Triple H, presero piede anche i “tweener”, superstar che mostravano una certa ambiguità (non sessuale) di comportamento, senza mai mostrarsi troppo ruffiani come i più classici babyface, un fattore che li rese molto popolari alla luce del cambiamento dei gusti del pubblico e dell’audience.

MUSICHE ORIGINALI PER IL WRESTLING O CANZONI D’AUTORE

I brani che accompagnano le superstar del wrestling verso il ring vengono definiti in gergo tecnico “entrance themes”. Spesso sono stati scritti appositamente per fare da colonna sonora per l’ingresso di un wrestler sul ring, di frequente si tratta di intro atmosferiche o di una serie di riff piuttosto catchy in grado di caricare il pubblico. A volte invece, le compagnie di wrestling siglano contratti con i management di una band o una label per detenere i diritti di utilizzo di un brano già esistente in ogni occasione: negli House show (gli eventi dal vivo non filmati e quindi non destinati a diventare show televisivi), negli show televisivi settimanali e negli importantissimi PPV. Siete pronti quindi a un’indigestione di metal/rock e wrestling? Come urlava la stable (il gruppo di lottatori) chiamata Degeneration X, meglio nota come D-X, are you readyyyy?

COMINCIA IL NOSTRO VIAGGIO 

Partiamo da lontano e lo facciamo con un wrestling theme, SnakeBit che non ha ancora nulla di metal, questo è al massimo synth rock infuenzato da certe soundtrack di film horror anni ’80 ma è anche un omaggio a una delle superstar più affascinanti di sempre, Jake “The Snake” Roberts, l’uomo che rese famoso il D.D.T., una mossa ancora usata nei match di wrestling. Jake era famosissimo per entrare sul ring con uno dei suoi serpenti, il più famoso era chiamato Damien. Nel PPV più importante dell’anno, a Wrestlemania, nel 1983, Roberts entrò sul ring accompagnato da un’icona assoluta della musica heavy: Alice Cooper.

Restiamo negli anni ’80 e ancora con il rock elettronico, questa volta di un artista famosissimo come Alan Parsons, il suo Project pubblicò questa indimenticabile ‘Sirius’ che divenne l’introduzione al ring di un lottatore tecnico e correttissimo, Ricky ‘The Dragon’ Steambot. Questa traccia diventò ancora più famosa come theme d’ingresso nelle arene di basket della NBA dei Chicago Bulls, una musica diventata leggendaria quando introduceva sul parquet leggende dello sport del calibro di Michael Jordan e Scottie Pippen.

I Four Horsemen furono una delle stable più affascinanti di tutti tempi, non c’entrano nulla i Metallica, questi erano lottatori cattivi e tecnicissimi. Il loro brano invece era un rock psichedelico altamente atmosferico, che sembra uscito da un thriller americano anni ’80, uno dei migliori entrance theme della storia della WCW, per moltissimi anni la compagnia antagonista della WWE. Non vi preoccupate, dopo di questa arriviamo alla roba più heavy. Ma questa non potevamo non metterla, è bellissima e poi ci sono i cavalli che nitriscono all’inizio…

Di certo non potevamo dimenticarsi di uno theme del wrestling più amati, Real American è diventata una canzone simbolo per l’immortale Hulk Hogan, certamente il wrestler più popolare e amato degli anni ’80 e dei primi anni ’90, in grado poi di rigenerare la sua carriera da “cattivo” nella WCW con la stable nota come NWO. Ma qui ci gustiamo un Hulk Hogan d’annata, quello che fu protagonista di match per il titolo dei pesi massimi a Wrestlemania per molti anni consecutivi, sempre con la sua tenuta gialla e rossa, e con la sua famosa frase: “What you gonna do brother What you gonna do when Hulkamania runs wild on you.” Se vi riesce, cercate di ascoltarla senza strapparvi la t-shirt…

Hawk e Animal sono stati uno dei più grandi tag-team di tutti i tempi. In WCW erano noti come The Road Warriors e avevano come entrance theme uno dei brani più classici di sempre in ambito heavy, l’iconica Iron Man dei Black Sabbath. Quando arrivarono in WWF, la loro coppia fu ribattezzata Legion Of Doom e venne utilizzata come musica di accompagnamento al ring questo strumentale metal trascinante.

Parlando di trascinante, forse nessuna superstar lo è stata al livello di Ultimate Warrior quando Warrior raggiunse il suo picco più alto. La sua carica al momento di entrare sul ring era incredibile e il suo fisico pompatissimo si sposava benissimo con questo altro theme decisamente heavy metal, un pezzo che faceva eruttare come un vulcano le platee di tutto il mondo. Guerrieri, questo è il vostro momento.

R.I.P. Warrior.

Da un portentoso personaggio a un’altra leggenda amatissima come quella di Undertaker, il fenomeno della WWE, colui che ha detenuto una striscia vincente di vittorie a Wrestlemania diventata leggendaria, 21-0, prima di arrendersi a Brock Lesnar in uno dei finali più sorprendenti di sempre. Undertaker ha sempre avuto themes di grande impatto oltre a un’entrata sul ring da brividi lungo la schiena.

Negli anni ’90 anche la musica heavy comincia a mutare, si creano diverse nuove correnti musicali, si sperimenta, ed esplode anche nel metal il crossover, pesca proprio da questo stile musicale il celebre brano di accompagnamento sul ring della stable meglio nota come Degeneration X, questa canzone sembra scritta e suonata dai Rage Against The Machine ma in realtà è stato scritto da Jim Johnston, un compositore dietro a tantissimi successi musicali targati WWE come lo stesso brano di Ultimate Warrior appena sentito.

Jim Johnston torna a colpire con questo ormai celebre brano diventato il tema d’ingresso del bravissimo Chris Jericho per quasi un ventennio, e cioè dal suo arrivo in WWE fino al recente abbandono della compagnia per accasarsi con la nuova All Elite Wrestling, mentre continua l’avventura musicale di Jericho con i suoi Fozzy, che hanno conosciuto finora il loro maggiore successo con la hit Judas.

Una delle più grandi superstar della WWE, da sempre appassionato di musica heavy, Triple H, ha avuto l’onore di avere non uno ma ben tre canzoni scritte appositamente per lui o per una sua stable dai leggendari Motorhead. Questa è forse l’entrata sul ring più spettacolare di sempre di HHH, dove si omaggia Conan Il Distruttore mentre vengono suonate parzialmente sia King Of Kings che la celeberrima The Game, il brano più famoso che ormai da tantissimi anni accompagna l’ingresso sul ring di Triple H, ormai diventato un dirigente della compagnia (ha sposato la moglie del boss Vince McMahon, Stephanie).

 

In un’era del wrestling particolarmente intensa, violenta e spregiudicata, l’ “Attitude”, ha spopolato un personaggio passato da “cattivo” a “buono” pur senza diventare mieloso e melenso come molti “babyface” del passato. Steve “Stone Cold” Austin è sempre stato un “badass”, un wrestler poco incline alle sole chiacchiere e in grado di mettere KO i suoi avversari con la sua temibile mossa finale, la “stunner”. Il suo theme d’ingresso è un piccolo capolavoro, l’ennesimo realizzato dal citato Jim Johnston, un brano chiamato I Won’t Do What You Tell Me. Un vetro si rompe e parte un riff heavy metal efficace come pochi seguito da un’arrangiamento semplice e al contempo trascinante. Non poteva mancare nella nostra rassegna musicale.

Non c’è dubbio che il canadese Edge abbia avuto uno delle migliori metal song mai usate come brano d’ingresso sul ring, Metalingus degli Alter Bridge è un pezzo trascinante e il fatto che il lottatore canadese, diventato famoso in coppia con il connazionale Christian, entrasse sempre sul ring (si è purtroppo ritirato da anni) con le corna al cielo ci ricorda ancor di più la sua passione per la musica heavy.

Uno dei pochi wrestler esplosi nel nuovo secolo con un carisma paragonabile ai grandi del passato, CM Punk ha avuto due grandi theme, entrambi di successo, uno è l’eccellente The Fire Burns dei Killswitch Engagé e poi questo classico dei Living Colour, The Cult Of Personality, che calza come un guanto a Punk per quanto riguarda il suo ego “larger than life”. Prima di dirigersi verso il ring, Punk si inginocchia, tocca, il pavimento dell’arena, da un’occhiata al suo polco come se indossasse un orologio e poi si alza e urla “It’s clobberin’ time!”, l’urlo di battaglia de La Cosa dei Fantastici Quattro (CM Punk adora i fumetti Marvel). Ci riascoltiamo i Living Colour anche perché il pezzo è stupendo:

Ci avviciniamo ai giorni nostri con un brano d’ingresso di pochi anni fa dall’indiscutibile fascino. I wrestler giapponesi hanno sempre fatto fatica a imporsi in WWE, dove è molto importante la capacità di esprimersi in un fluente inglese per realizzare dei promo accattivanti, dei piccoli discorsi o dialoghi con altre superstar, che servano da lancio promozionale per il successivo grande evento. Shinsuke Nakamura è invece riuscito a farcela (almeno nel suo primo anni) per tre motivi: abilità tecnica, carisma e un theme stupendo con un motivo di violino che resta in testa subito. A Wrestlemania 34 è stato riprodotto con la chitarra elettrica dalla bella Nita Strauss ma oggi vi forniamo una versione più fedele all’originale, eseguita dal vivo durante il debutto del lottatore nello show televisivo di Smackdown.

I WRESTLER PIU’ METALLARI

Sono tantissimi i wrestler che amano il rock duro o il metal, Hulk Hogan ha sempre amato l’hard rock e sa anche suonare la chitarra, Steve Austin è buon amico di Zakk Wylde e gradisce i Black Label Society, com’è noto Triple H impazziva per i Motorhead e adora l’old school metal. Nella violenta ed estrema ECW, Sandman entrava sul ring con la scontata ma adattissima ‘Enter Sandman’ dei Metallica, Raven utilizzava pezzi classici dei Nirvana o gli Offspring, lo spettacolare Rob Van Dam pure Walk dei Pantera. Nei giorni nostri, il gigante della WWE Eric Rowan cambia t-shirt metal ogni settimana. Fin qui l’abbiamo visto con quelle di Solstafir, Amon Amarth, Ensiferum, Behemoth, Eluveitie, Powerwolf, Kreator, Children Of Bodom, Tyr, Arkona, Slipknot, Sabaton, ecc. Dolph Ziggler adora l’hair metal anni ’80, il gigantesco Braun Strowman i Tool, Seth Rollins ama il metalcore, Becky Lynch va pazza per Soundgarden, Alice In Chains e ascoltava roba più heavy come Machine Head, Baron Corbin andava ogni anno all’Ozzfest ed è un metallaro DOC, Lesnar adora Metallica e AC/DC. Insomma nella WWE, l’heavy metal è di casa. In futuro potremmo farvi conoscere la grandezza dei themes dei wrestler giapponesi, molti dei quali sono meravigliosamente influenzati dal power metal e sono epicissimi, oppure potremmo parlarvi di gruppi metal davvero estremi, che trattano di wrestling o ne incorporano alcuni elementi.

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